Turjan di Miir: parte bene, poi diventa sconclusionato e insignificante, se non per l'accenno alle scienza perdute del passato. Mazirian il mago: storia carina, niente più. Un pretesto per leggere una carrellata di creature fantastiche che popolano questo mondo futuro. T'Sais: scorrevole e piacevole
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Turjan di Miir: parte bene, poi diventa sconclusionato e insignificante, se non per l'accenno alle scienza perdute del passato. Mazirian il mago: storia carina, niente più. Un pretesto per leggere una carrellata di creature fantastiche che popolano questo mondo futuro. T'Sais: scorrevole e piacevole; non molto originale, ma raccontato bene. Il miglior racconto del lotto. Liane il viaggiatore: il protagonista è odioso quanto basta, ed il finale è spiazzante. Guardatevi da Chun, l'Inevitabile! Ulan Dohr: bel racconto post-apocalittico, dove si apre uno spiraglio sul passato della Terra. Guyal di Sfere: unico racconto lungo. Debole in alcuni punti, buono in altri, con un finale rocambolesco ed originale. Tutto sommato, questa è una discreta raccolta di racconti brevi. Decisamente affascinante il mondo futuro creato da Vance; le storie in sè non sono nulla di eccezionale, ma intrattengono dannatamente bene.
Una bella sorpresa. "Sword and sorcery" classica, molto classica. Il romanzo è diviso in due parti: nella prima la struttura è simile al Decameron, con una cornice comune in cui vengono incastonate storie aventi come protagonista il barbaro Cyrion. La seconda metà del libro è costituita da un'unica,
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Una bella sorpresa. "Sword and sorcery" classica, molto classica. Il romanzo è diviso in due parti: nella prima la struttura è simile al Decameron, con una cornice comune in cui vengono incastonate storie aventi come protagonista il barbaro Cyrion. La seconda metà del libro è costituita da un'unica, lunga avventura dello stesso Cyrion. Il protagonista è una versione dall'intelletto acuto di Conan, e le storie spaziano dallo scontro con il classico stregone cattivo al giallo, passando per il soprannaturale, senza mai perdere il piglio avventuroso tipico di questo genere di narrativa. Non avevo mai letto nulla della Lee, ma credo che cercherò di recuperare altri romanzi, data la buona impressione che mi ha lasciato questo.
Finalmente è finito! Libro troppo lungo, stancante e noioso. Ci ho messo un mucchio di tempo a leggerlo, nonostante all'inizio fossi animato dalle più nobili intenzioni per vedere come andava a finire la saga, ma quest'ultimo libro è davvero noioso. Tutto quello che Paolini doveva scrivere, lo pote
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Finalmente è finito! Libro troppo lungo, stancante e noioso. Ci ho messo un mucchio di tempo a leggerlo, nonostante all'inizio fossi animato dalle più nobili intenzioni per vedere come andava a finire la saga, ma quest'ultimo libro è davvero noioso. Tutto quello che Paolini doveva scrivere, lo poteva fare nella metà delle pagine. La struttura è molto, troppo prevedibile, con uno svolgimento scolastico ed elementare della storia, unito ad una prolissità veramente eccessiva. Inoltre, Paolini fa compiere ai suoi personaggi delle azioni senza senso (la battaglia di Arughia) o con colpi di scena telefonati (isola di Vroengard e quello che ci trova), nuovi misteri buttati a caso (gli incappucciati sempre sull'isola di Vroeangard), tutto solo per allungare ad allungare ancora... Sicuramente il peggiore dei quattro romanzi. Peccato, perchè i primi due libri erano abbastanza buoni. Bei romanzi d'avventura fantasy, con un target ben definito, ma che possono essere letti anche da chi è ormai adulto. Negli ultimi due invece la qualità cala molto, forse anche perchè le idee erano finite.
Non mi è piaciuto tanto. L'ho letto incuriosito dagli omaggi che Straczynski ha infilato nel serial di "Babylon 5", riguardo agli esper e alla loro organizzazione, e poi questo romanzo ha vinto il primo Premio Hugo, quindi proprio brutto non dev'essere... invece si, è noioso e scialbo. Il problema n
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Non mi è piaciuto tanto. L'ho letto incuriosito dagli omaggi che Straczynski ha infilato nel serial di "Babylon 5", riguardo agli esper e alla loro organizzazione, e poi questo romanzo ha vinto il primo Premio Hugo, quindi proprio brutto non dev'essere... invece si, è noioso e scialbo. Il problema non sono le idee, che anzi sono molto buone, considerato che è stato scritto sessantanni fa. Il problema è proprio che Bester scrive male: è farraginoso, confusionario, crea un mucchio di personaggi appena abbozzati e di difficile immedesimazione per il lettore. Altri romanzi, ad esempio quelli di H.G. Wells, sono invecchiati decisamente meglio.
Ero indeciso se dare tre stelle oppure quattro. Alla fine ho optato per tre, poichè questo romanzo è gradevole, ma presenta i soliti difetti di tutti gli altri di Sawyer: personaggi che sembrano principali che spariscono nel nulla, colpi di scena forzati, finale assurdo. Il primo difetto trova esemp
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Ero indeciso se dare tre stelle oppure quattro. Alla fine ho optato per tre, poichè questo romanzo è gradevole, ma presenta i soliti difetti di tutti gli altri di Sawyer: personaggi che sembrano principali che spariscono nel nulla, colpi di scena forzati, finale assurdo. Il primo difetto trova esempio nel personaggio di Montgomery Ajax: pagine sprecate a descrivere lui e le sue ambizioni, e poi PUF! sparito nel nulla. Per il secondo difetto occorre leggere il romanzo. L'ultimo difetto lo avevo già rilevato in "Rollback" ed in parte in "Avanti nel tempo": se nel romanzo tieni un certo registro narrativo, una certa sospensione dell'incredulità è ad un certo livello, non puoi, a una manciata di pagine dalla fine, cambiare totalmente prospettive al lettore. Capisco se il finale possa essere funzionale alla storia raccontata, ma qui si parla di peggiorare le cose. Per me Sawyer non sa scrivere finali.
Crepuscolo di un mondo
Turjan di Miir: parte bene, poi diventa sconclusionato e insignificante, se non per l'accenno alle scienza perdute del passato.continue)
Mazirian il mago: storia carina, niente più. Un pretesto per leggere una carrellata di creature fantastiche che popolano questo mondo futuro.
T'Sais: scorrevole e piacevole ... (
Turjan di Miir: parte bene, poi diventa sconclusionato e insignificante, se non per l'accenno alle scienza perdute del passato.
Mazirian il mago: storia carina, niente più. Un pretesto per leggere una carrellata di creature fantastiche che popolano questo mondo futuro.
T'Sais: scorrevole e piacevole; non molto originale, ma raccontato bene. Il miglior racconto del lotto.
Liane il viaggiatore: il protagonista è odioso quanto basta, ed il finale è spiazzante. Guardatevi da Chun, l'Inevitabile!
Ulan Dohr: bel racconto post-apocalittico, dove si apre uno spiraglio sul passato della Terra.
Guyal di Sfere: unico racconto lungo. Debole in alcuni punti, buono in altri, con un finale rocambolesco ed originale.
Tutto sommato, questa è una discreta raccolta di racconti brevi. Decisamente affascinante il mondo futuro creato da Vance; le storie in sè non sono nulla di eccezionale, ma intrattengono dannatamente bene.
Cyrion
Una bella sorpresa.continue)
"Sword and sorcery" classica, molto classica.
Il romanzo è diviso in due parti: nella prima la struttura è simile al Decameron, con una cornice comune in cui vengono incastonate storie aventi come protagonista il barbaro Cyrion.
La seconda metà del libro è costituita da un'unica, ... (
Una bella sorpresa.
"Sword and sorcery" classica, molto classica.
Il romanzo è diviso in due parti: nella prima la struttura è simile al Decameron, con una cornice comune in cui vengono incastonate storie aventi come protagonista il barbaro Cyrion.
La seconda metà del libro è costituita da un'unica, lunga avventura dello stesso Cyrion.
Il protagonista è una versione dall'intelletto acuto di Conan, e le storie spaziano dallo scontro con il classico stregone cattivo al giallo, passando per il soprannaturale, senza mai perdere il piglio avventuroso tipico di questo genere di narrativa.
Non avevo mai letto nulla della Lee, ma credo che cercherò di recuperare altri romanzi, data la buona impressione che mi ha lasciato questo.
Inheritance
Finalmente è finito!continue)
Libro troppo lungo, stancante e noioso. Ci ho messo un mucchio di tempo a leggerlo, nonostante all'inizio fossi animato dalle più nobili intenzioni per vedere come andava a finire la saga, ma quest'ultimo libro è davvero noioso.
Tutto quello che Paolini doveva scrivere, lo pote ... (
Finalmente è finito!
Libro troppo lungo, stancante e noioso. Ci ho messo un mucchio di tempo a leggerlo, nonostante all'inizio fossi animato dalle più nobili intenzioni per vedere come andava a finire la saga, ma quest'ultimo libro è davvero noioso.
Tutto quello che Paolini doveva scrivere, lo poteva fare nella metà delle pagine.
La struttura è molto, troppo prevedibile, con uno svolgimento scolastico ed elementare della storia, unito ad una prolissità veramente eccessiva.
Inoltre, Paolini fa compiere ai suoi personaggi delle azioni senza senso (la battaglia di Arughia) o con colpi di scena telefonati (isola di Vroengard e quello che ci trova), nuovi misteri buttati a caso (gli incappucciati sempre sull'isola di Vroeangard), tutto solo per allungare ad allungare ancora...
Sicuramente il peggiore dei quattro romanzi.
Peccato, perchè i primi due libri erano abbastanza buoni. Bei romanzi d'avventura fantasy, con un target ben definito, ma che possono essere letti anche da chi è ormai adulto. Negli ultimi due invece la qualità cala molto, forse anche perchè le idee erano finite.
L'uomo disintegrato
Non mi è piaciuto tanto.continue)
L'ho letto incuriosito dagli omaggi che Straczynski ha infilato nel serial di "Babylon 5", riguardo agli esper e alla loro organizzazione, e poi questo romanzo ha vinto il primo Premio Hugo, quindi proprio brutto non dev'essere... invece si, è noioso e scialbo.
Il problema n ... (
Non mi è piaciuto tanto.
L'ho letto incuriosito dagli omaggi che Straczynski ha infilato nel serial di "Babylon 5", riguardo agli esper e alla loro organizzazione, e poi questo romanzo ha vinto il primo Premio Hugo, quindi proprio brutto non dev'essere... invece si, è noioso e scialbo.
Il problema non sono le idee, che anzi sono molto buone, considerato che è stato scritto sessantanni fa.
Il problema è proprio che Bester scrive male: è farraginoso, confusionario, crea un mucchio di personaggi appena abbozzati e di difficile immedesimazione per il lettore.
Altri romanzi, ad esempio quelli di H.G. Wells, sono invecchiati decisamente meglio.
Processo alieno
***This comment contains spoilers! ***
Ero indeciso se dare tre stelle oppure quattro.continue)
Alla fine ho optato per tre, poichè questo romanzo è gradevole, ma presenta i soliti difetti di tutti gli altri di Sawyer: personaggi che sembrano principali che spariscono nel nulla, colpi di scena forzati, finale assurdo.
Il primo difetto trova esemp ... (
Ero indeciso se dare tre stelle oppure quattro.
Alla fine ho optato per tre, poichè questo romanzo è gradevole, ma presenta i soliti difetti di tutti gli altri di Sawyer: personaggi che sembrano principali che spariscono nel nulla, colpi di scena forzati, finale assurdo.
Il primo difetto trova esempio nel personaggio di Montgomery Ajax: pagine sprecate a descrivere lui e le sue ambizioni, e poi PUF! sparito nel nulla.
Per il secondo difetto occorre leggere il romanzo.
L'ultimo difetto lo avevo già rilevato in "Rollback" ed in parte in "Avanti nel tempo": se nel romanzo tieni un certo registro narrativo, una certa sospensione dell'incredulità è ad un certo livello, non puoi, a una manciata di pagine dalla fine, cambiare totalmente prospettive al lettore. Capisco se il finale possa essere funzionale alla storia raccontata, ma qui si parla di peggiorare le cose.
Per me Sawyer non sa scrivere finali.