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- Una lettera dal passato (101)
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By Max Simon Ehrlich -
Reading since May 17, 2013
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- Ho qualcosa da dirti (478)
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By Hanif Kureishi -
Reading since May 17, 2013
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- In Pursuit of Elegance (12)
- Why the Best Ideas Have Something Missing
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By Matthew E May -
Reading since Feb 23, 2011
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- Il libro tibetano del vivere e del morire (173)
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By Sogyal Rinpoche -
Reading since Feb 23, 2011
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- Autostima (122)
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By Gloria Steinem -
Reading since May 20, 2013
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- Nel segno della pecora (2849)
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By Haruki Murakami -
Finished on May 17, 2013 




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- L'arte della diplomazia nella vita quotidiana (31)
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By Frank Naumann -
Finished on May 15, 2013 




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- Terraferma (37)
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By Markus Werner -
Finished on Apr 19, 2013 




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- Una virtù vacillante (380)
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By Yukio Mishima -
Finished on Apr 16, 2013 




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È un libro molto strano, intimamente duro, scritto da un uomo che a 45 anni si è suicidato come un samurai, ma sulle donne, su quello che prova una donna che, in carenza d’ossigeno nella sua famiglia, pensa ad altro, al primo uomo che maldestramente l’ha baciata. Ha bisogno di poesia, una poesia ero ... (
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Apr 16, 2013 |
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- Cinque stagioni (670)
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By Abraham Yehoshua -
Finished on Apr 9, 2013 




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Ne ho letti di libri incentrati su un lutto, ma questo è il primo, l’unico, che mi abbia dato l’idea che fosse veramente, veramente, veramente vero. Per sette anni un uomo si prende cura della moglie malata di cancro e fa di tutto per alleviarle i dolori, per tenerla a casa, tra le sue mura, nella s ... (
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Apr 9, 2013 |
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- The help (1933)
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By Kathryn Stockett -
Finished on Mar 20, 2013 




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Premetto: non ho visto il film, anche se ne ho sentito parlare un gran bene. Forse è per questo che ho preso il libro e sono arrivata dritta e veloce alla fine, nonostante la sua mole. La storia credo la sappiate tutti: la difficilissima convivenza tra bianchi e neri nel Mississippi degli anni ’60. ... (
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Mar 20, 2013 |
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- Tutte le anime (691)
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By Javier Marías -
Finished on Mar 8, 2013 




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Dovrei iniziare raccontando la trama, ma non c’è; ovvero, in realtà una leggera storia di sottofondo che fa da filo conduttore c’è: un giovane professore spagnolo che trascorre 2 anni a insegnare a Oxford. Ma il libro non è questo: è ciò che parte da questo. Ci sono personaggi che ruotano attorno, a ... (
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Mar 8, 2013 |
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- Ogni istante di me e di te (262)
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By Alex Capus -
Finished on Mar 3, 2013 




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Tutto ha inizio con un funerale e con una donnina anziana che, a testa alta e orgogliosa, camminando veloce sui tacchi, infila il campanello di una bicicletta nella bara aperta del defunto.
Chi racconta la storia è il nipote dell’uomo, che ha ritrovato un paio di lettere e sa qualcosa. Parla dell’am ... (continue ) -
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Mar 3, 2013 |
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- Il valzer dimenticato (15)
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By Anne Enright -
Finished on Feb 28, 2013 




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Lo renderò banale, e nessuno avrà voglia di leggerlo, non credo riuscirò a descriverlo purtroppo.
Stentavo a capire, all’inizio, cosa ci fosse oltre la bellissima scrittura: che tipo di storia, se effettivamente ci fosse una storia o fosse solo il racconto di… un amore, o qualcosa di simile, un ad ... (continue ) -
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Feb 28, 2013 |
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- Di tutte le ricchezze (1562)
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By Stefano Benni -
Finished on Feb 17, 2013 




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Cercavo, in questo ultimo e decantato libro di Benni, l’arguzia e l’ironia che lo contraddistingue, gli arzigogoli e le invenzioni verbali. Non ho trovato la freschezza del passato, ma una specie di malinconia tinta da senile speranza di vita, e un’ispirazione quasi alla Philip Roth.
Un vecchio pr ... (
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Feb 17, 2013 |
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Terraferma
“Non ho mai avuto ali, sono sempre parso dinamico, tutto sommato, ma ali luminose mai, quasi mai, solo uno svolazzare, sono innamorato, supponi che io sia innamorato e dunque felice e pronto a prendere il volo, ma la paura, l'incredulità, respira tre volte ed è già tutto superato, staccarsi da terra ... (continue)
“Non ho mai avuto ali, sono sempre parso dinamico, tutto sommato, ma ali luminose mai, quasi mai, solo uno svolazzare, sono innamorato, supponi che io sia innamorato e dunque felice e pronto a prendere il volo, ma la paura, l'incredulità, respira tre volte ed è già tutto superato, staccarsi da terra, come staccarsi da terra quando la felicità appare, presto, come un mucchio di cenci? Quelli come me svolazzano soltanto, e dunque non cadono mai dalle nuvole, purtroppo, una vita da galline.”
Boh. So che non è bello iniziare con un boh, che forse sarebbe meglio non parlare affatto, ma boh. Capita, ogni tanto, di leggere libri un po’ così, che ti lasciano un po’ così, che li dimentichi un po’ così. Succede. Ma che succeda con un volume che viene definito un bestseller in Germania mi lascia perplessa. Un bestseller? Mh. L’ho preso perché faceva parte di un percorso bibliografico dedicato ai padri e perché aveva una copertina carina (anche se a me sembrava la spiaggia di un mare, non di un lago, ri-boh), e perché il riassuntino prometteva bene. La storia è l’incontro, dopo tanti anni, di una figlia ventenne con una figura paterna sfuggente e misteriosa. Vuole saperne di più su se stessa, sulla madre che non c’è più, sul suo concepimento che nessuno vuole raccontare, sul motivo dell’assenza del padre. E così comincia un dialogo spezzettato, delirante (un delirio psichedelico), nel mezzo di una non ben identificata malattia (non pensate al peggio, era una finta influenza con contorno di depressione [?] che poi passa [perché deve passare, suppongo]), in cui si scopre che le persone non sono quelle che crediamo siano, che le colpe non sono di quelli che pensiamo e che le nostre aspettative sono sempre troppo alte.
Werner scrive un po’… un po’ troppo… manierato per i miei gusti, preferisco qualcosa di più semplice e leggero, a volte in tutto quel casotto di pensieri riportati mi ci perdevo e non riuscivo più a capire chi stesse parlando.
Cerco sempre una frase che mi colpisca, da riportare prima della recensione, e questa scritta qui sopra è l’unica che ho trovato. Mi ha fatto pensare a tutti quelli che hanno paura di volare, ma anche al fatto che, nella vita, ognuno di noi è stato aquila o gallina a seconda delle circostanze, degli episodi, delle persone. Tra tutto questo pollaio che è la mia esistenza, l’amore mi ha fatto volare moltissimo, per questo, stare giù a starnazzare o pigolare, non mi fa stare bene bene. Come dire, chi ha assaggiato il caviale una volta, difficilmente riesce ad essere felice con un pesce gatto (questa non è mia ma non vi dico da dove l'ho presa per non autoincriminarmi). Perciò quelli come il protagonista che svolazzano soltanto (e alleluia qualcuno se ne rende conto di svolazzare!), forse e dico forse, alla fine, sono più sereni degli altri. Una serenità canina. Perchè non possono cadere.
Sono andata fuori tema, ma il libro purtroppo mi ha annoiata e sono partita per elucubrazioni mie. Pazienza, sarà per un’altra volta. Provaci ancora Markus.