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Abraham Yeho…
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- Cinque stagioni (670)
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By Abraham Yehoshua -
Finished on Apr 9, 2013 




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- Tre giorni e un bambino (190)
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By Abraham Yehoshua -
Finished on Oct 29, 2008 




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Quando la donna tanto amata, e per sempre perduta, gli chiede se può ospitare per tre giorni il bambino mentre lei e il marito sostengono gli esami all'università, Ze'ev accetta, se non altro per rivederla ancora. Ed è per questo che cerca nel piccolo i suoi lineamenti, riversandogli un affetto morb ... (
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Oct 30, 2008 |
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Cinque stagioni
***This comment contains spoilers! ***
Ne ho letti di libri incentrati su un lutto, ma questo è il primo, l’unico, che mi abbia dato l’idea che fosse veramente, veramente, veramente vero. Per sette anni un uomo si prende cura della moglie malata di cancro e fa di tutto per alleviarle i dolori, per tenerla a casa, tra le sue mura, nella s ... (continue)
Ne ho letti di libri incentrati su un lutto, ma questo è il primo, l’unico, che mi abbia dato l’idea che fosse veramente, veramente, veramente vero. Per sette anni un uomo si prende cura della moglie malata di cancro e fa di tutto per alleviarle i dolori, per tenerla a casa, tra le sue mura, nella sua camera, con i suoi affetti anche nel momento della morte. E si sente orgoglioso di esserci riuscito, di conoscere così bene ogni sintomo, ogni medicina e crede che gli altri lo ammirino per questo. Ma quando tutto finisce, quando portano via il letto della malata e torna al lavoro, si rende conto che della libertà che ha ora, non ha voglia di farsene niente, non gli serve, perché non ha più la donna che ama e del tempo che avanza non sa cosa fare. Tutti hanno qualcosa da dirgli, qualcosa da consigliare, deve trovarsi un’altra moglie, rifarsi una vita e lui entra in quella specie di tunnel che tutti noi abbiamo vissuto, in cui meccanicamente si fa ciò che gli altri dicono di fare: ti dicono di prenderti un gelato, tu lo fai non avendo la minima idea di che gusto abbia; ti dicono di lavorare di più, tu lo fai, senza renderti conto di ciò che stai facendo; ti dicono che quella è la donna giusta per te, tu ci vai facendo finta che ti piace. Fai scorrere una vita che vita non è. Molcho ci prova, viaggia, la donna che potrebbe andare bene (che lavora con lui) la incontra a Berlino, mai e poi mai potrebbe fare l’amore con lei nella casa che era di sua moglie, ci vuole distanza; ma quando ce l’ha vicino, nonostante sia giovane, non riesce a vedere la bellezza, la fierezza o la dolcezza che aveva prima, ne vede i difetti, le rughe, la ricrescita dei capelli bianchi, le caviglie. E, cosa peggiore, viene a sapere che gli altri (lei compresa) non lo guardano con compassione perché ha aiutato la moglie a vivere, ma perché pensano che l’abbia aiutata a morire. L’auto nuova, i figli che crescono, le stagioni che passano, il mare, la dieta dimagrante per essere più presentabile, le giovani mamme sulla spiaggia, l’opera, la musica, una donna russa da rimpatriare. Tutto scorre e il suo desiderio di vita si fa sentire perché deve farsi sentire. Ma per avere una donna accanto, bisogna innamorarsi. Per dare il giusto peso ai ricordi, bisogna innamorarsi. Per vivere, bisogna innamorarsi.
Chi non ha vissuto direttamente o indirettamente questo tipo di esperienza, penso che sia invogliato a gettare nel fuoco il libro: non può credere che un uomo diventi così insulso, così fissato con le malattie, così ossessionato da andare a vedere le medicine che gli altri hanno nel bagno per sapere se hanno il cancro. Per chi l'ha vissuta, l’inizio è molto pesante e difficile, poi… lo si sente sulla pelle e ci si ritrova ad annuire ad ogni pensiero. Ci vogliono cinque stagioni per sentirsi un po’ più liberi e per capire che quella libertà è il ricordo più dolce che lega indissolubilmente a chi non c’è più. Si può tornare alla vita: lentamente però.
390 pagine scritte un po’ troppo fitto. Fitto fitto.