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splendida libreria!! ;) a presto..
Ciao Ire, scrivimi, se ti va. Ti mando un saluto! Jessica
Oh, una concittadina!
Vedo che hai letto Yasushi, io lo sto leggendo in questi giorni.
Ti secca se ti avvicino?
ottima libreria! ;)
grazie dell'invito..spero che la discussione del gruppo prosegua
Quando ho iniziato questo libro, suggeritomi come uno dei migliori giallo/nero della letteratura islandese, pensavo di non doverne parlare bene. Mi sembrava ordinario, semplice, uno qualunque. Invece ha una marcia in più, o meglio, tante piccole, lievi marce. Per l’ambientazione innanzi tutto: non ... (continue)
Quando ho iniziato questo libro, suggeritomi come uno dei migliori giallo/nero della letteratura islandese, pensavo di non doverne parlare bene. Mi sembrava ordinario, semplice, uno qualunque. Invece ha una marcia in più, o meglio, tante piccole, lievi marce. Per l’ambientazione innanzi tutto: non tanto l’albergo, un classico degli omicidi, quanto per questa Islanda in sottofondo, silenziosa e ingannevole, brumosa terra di brughiera. Poi beh, per il periodo: il mio amato Natale, con un’atmosfera per niente gioiosa, anzi, piena di solitudine e di rotture famigliari. E regali pensati ma non fatti. Per i personaggi, Erlendur sopra tutti, un uomo magnifico nella sua malinconia profonda, nei suoi dolori, nella sua umanità, che, al contrario dei soliti investigatori, comprende, entra nella storia delle persone sfiorando continuamente la sua. Insomma, tutto contribuisce a portare il lettore a non schierarsi completamente dalla parte del bene giudicando il male, ma a riflettere sulla tristezza, o sulla non felicità, o sulla miseria, che colpisce tutti, indistintamente. Lasciandolo alla fine, non col gusto della giustizia che trionfa, ma con una calma e leggera dolcezza che fa pensare alla propria vita. Poi certo, dentro c’è di tutto: fama, successo, soldi, perversione, droga, sesso. Non è descritto come se stessimo guardando un film, ma come se dentro noi cercassimo di dare una spiegazione umana e comprensiva di ciò che succede. Ci si rende conto quindi, ma solo verso la fine, di non essere davanti a un semplice giallo, ma a un libro di classe.
Il portiere di un grande albergo, che dovrebbe impersonare Babbo Natale per i bambini, viene trovato accoltellato e con i pantaloni calati nello stanzino sotterraneo in cui vive. Lavora lì da decenni, ma pochi lo conoscono o se lo ricordano. Pochi lì, ma in realtà, il mondo aveva già sentito parlare di lui: da bambino era stato il solista di un coro di voci bianche, un prodigio, fino a quando non l’ha raggiunto la pubertà e il cambio di voce. Indagare su un omicidio porta ad alzare il coperchio su una realtà piuttosto marcia, in cui tutti, nessuno escluso, sono implicati. Chi può dire di avere un passato completamente pulito?
Emblematico sui rapporti famigliari. Bellissimo Erlendur che prova, dopo anni, ad uscire nuovamente con una donna. Consigliato a chi ama il genere e il nord del nord del nord del nord estremo.