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Quando eravamo grandi
Ho amato Turista per caso e da allora ho letto parecchi libri della Tyler: non tanto per quello che racconta ma per come lo scrive.
Quando una donna si guarda indietro per poter andare avanti, lo fa sempre chiedendosi se le strade percorse siano state davvero quelle giuste, se tutta quella nidiat ... (continue)
Ho amato Turista per caso e da allora ho letto parecchi libri della Tyler: non tanto per quello che racconta ma per come lo scrive.
Quando una donna si guarda indietro per poter andare avanti, lo fa sempre chiedendosi se le strade percorse siano state davvero quelle giuste, se tutta quella nidiata di parenti acquisiti, che ad ogni ricorrenza la circondano, le appartengano e se lei appartenga loro, oppure sia diventata (o sia sempre stata) qualcosa di superfluo. Le persone si aspettano la sua allegria, la sua efficienza, i suoi vestiti sciatti e sgargianti, la sua sicurezza. Ma forse lei è altro, e magari la vita abbandonata per seguire un amore sarebbe potuta essere quella che l’avrebbe resa più felice. Allora l’aver lasciato il college e un fidanzato ufficiale per un uomo più vecchio già padre di tre bambine, l’averlo perso presto e l’aver preso in mano una famiglia non sua, ma poi sua, le fanno capire che forse non c’entra tanto l’amore nelle scelte, che le persone si cercano per la loro reciproca utilità: lui era bello, gentile, con una posizione, con una vita già vissuta, mentre il fidanzato era giovane inesperto e acerbo; lei per lui poteva essere la madre delle sue figlie e l’imprenditrice perfetta per una specie di azienda di famiglia che sfiorava la bancarotta.
Come sarebbe potuta essere la storia con il ragazzo che aveva lasciato allora? L’unico modo per saperlo è quello di cercarlo, di vedere chi è, com’è, e di trasporre l’immagine di un ragazzo a quella di un adulto dai capelli già bianchi, divorziato e solo. Ma i baci non sono gli stessi, e riaffiorano tutti i motivi per i quali se n’era andata. E con quelli, oltre la tristezza e la solitudine, ritorna l’amore passato verso un uomo che non c’è più e una famiglia che resta. La sua, nonostante tutto.
Delicato, tenero e nostalgico.