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  • Cover of Molto forte, incredibilmente vicino

    Molto forte, incredibilmente vicino

    6 people find this helpful

    Oskar ha 9 anni quando suo padre muore l’11 settembre, intrappolato in una delle due torri gemelle.
    Da quel momento comincia per lui una straordinaria avventura. Trova infatti un vaso appartenente a suo padre, e dentro un vaso una chiave. Decide quindi di decidere cosa apra quella chiave, e per ... (continue)

    Oskar ha 9 anni quando suo padre muore l’11 settembre, intrappolato in una delle due torri gemelle.
    Da quel momento comincia per lui una straordinaria avventura. Trova infatti un vaso appartenente a suo padre, e dentro un vaso una chiave. Decide quindi di decidere cosa apra quella chiave, e per farlo si servirà dell’aiuto di amici che troverà lungo il cammino.
    Una storia agrodolce, in cui si intrecciano le storie di Oskar e della sua famiglia. Di suo nonno che non parla, di sua nonna e la sua mania del contatto fisico, della madre che reprime il dolore, del padre e della sua attenzione per il figlio.
    Una storia magica, narrata benissimo, in un contesto reale che fa quasi paura, una storia inventata che però ha tutti i requisiti per essere vera. Una storia in cui gli orrori del mondo si mischiano alla gentilezza delle singole persone.
    Un romanzo da leggere perché fa piacere farlo, perché in fondo può insegnare qualcosa. Il tutto narrato dagli occhi di un piccolo sognatore che non può smettere di inventare, gli occhi che ancora vedono mistero e magia in ogni cosa che lo circonda, occhi velati dalla tristezza per il padre morto, ma anche attorniati da un alone di speranza.

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    — Nov 19, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Chiedi alla polvere

    Chiedi alla polvere

    *** This comment contains spoilers! ***

    Arturo Bandini è uno scrittore di dubbio successo. Vive in California, è povero in canna e ha amici più poveri di lui. Ecco, l'inizio di questo romanzo potrebbe tranquillamente sembrare una scopiazzatura di tre quarti di racconti di Charles Bukowski. Ma in realtà no. Arturo si innamora di una ragazz ... (continue)

    Arturo Bandini è uno scrittore di dubbio successo. Vive in California, è povero in canna e ha amici più poveri di lui. Ecco, l'inizio di questo romanzo potrebbe tranquillamente sembrare una scopiazzatura di tre quarti di racconti di Charles Bukowski. Ma in realtà no. Arturo si innamora di una ragazza, Camilla. La ama di un amore disperato e casto, travolgente e disperato. Ma lei, come nelle migliori delle tradizioni, è innamorata di un altro.
    E' la storia di Bandini, nè carne, nè pesce, nè niente; del suo amore; della sua assoluta inadeguatezza. E' una storia di amore e di sofferenza, di speranza e di sconfitta. E' una storia assolutamente reale, e incredibilmente inverosimile.
    Ci ho messo un bel po' a leggere questo libro. Telefilm, studio, trasloco, mi hanno portato via la maggior parte del mio tempo e ci ho messo un mese per leggere i primi tre capitoli. E due giorni per leggere i rimanenti sedici. Perchè appena entri veramente nella storia, difficilmente riesci a staccartene. Difficilmente riesci a rimanere separato dai personaggi. E se all'inizio Arturo mi irritava, dopo un po' ho cominciato a capirlo. E se Camilla la odiavo, a metà libro la sua insania d'amore mi faceva tenerezza e pena. Ma il personaggio che più di tutti mi ha colpito è quello di Vera. Poche le pagine a lei dedicate, un personaggio minore ma che mi ha fatto stare male, perchè Vera mi rappresenta, le sue parole mi rappresentano.

    -So che provi ripugnanza per me,- mi disse. -Sai delle mie cicatrici e dell'orrore che porto addosso, nascosto sotto i vestiti. Ma devi cercare di non pensare alla bruttezza del mio corpo, perchè il mio cuore è buono. Davvero, sono buona, e non merita il tuo disgusto.
    Rimasi senza parole.
    -Perdona il mio corpo!- Esclamò. Poi mi abbracciò, con le guance inondate di lacrime. -Pensa alla mia anima,- disse- E' così bella, la mia anima, e può darti tanto!

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    — Nov 4, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Fight club

    Fight club

    La storia di fight club, perchè abbiamo letto il libro o perchè abbiamo visto il film, la conosciamo tutti.
    C'è il protagonista, c'è Tyler e c'è Marla. Tre personaggi strani e atipici, ognuno coi suoi problemi. E c'è l'invenzione del fight club. Un posto dove gente di tutte le età può sfogare l ... (continue)

    La storia di fight club, perchè abbiamo letto il libro o perchè abbiamo visto il film, la conosciamo tutti.
    C'è il protagonista, c'è Tyler e c'è Marla. Tre personaggi strani e atipici, ognuno coi suoi problemi. E c'è l'invenzione del fight club. Un posto dove gente di tutte le età può sfogare la propria rabbia e frustrazione picchiando qualcun altro.
    La crudezza è, come al solito, il punto forte del mio secondo autore preferito. La critica alla società è il filo conduttore. Le vite degradate e distrutte sono lo scenario.
    Nulla di nuovo insomma. O forse sarebbe il caso di dire, visto che fight club è l'opera prima di Chuck, che Fight Club è il precursore di tutti gli altri libri.
    E attenzione, per me questo libro non è affatto un capolavoro. E' un capolavoro perchè prima, forse, non esisteva nulla del genere. Ma questo romanzo, come dicevo, per quel che mi concerne non è che un preludio a quelli che sono i reali capolavori di Palahniuk, libri come Rabbia, Diary e Survivor.
    Il genio di Palahniuk è comunque visibile. La trama è incredibile, la caratterizzazione dei personaggi è impeccabile, il finale, come al solito, geniale. E la sua scrittura...beh, quella è, come sempre, stupefacente.

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    — Oct 2, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Musica per organi caldi

    Musica per organi caldi

    2 people find this helpful

    Altra raccolta di racconti di uno degli scrittori alcolizzati più famosi del secolo scorso.
    Lo stile è sempre lo stesso: pungente, crudo, diretto. Ma in più questo libro, rispetto ai precedenti letti dalla sottoscritta, ha qualcosa: l'originalità.
    Ogni racconto in questo libro è diverso da ... (continue)

    Altra raccolta di racconti di uno degli scrittori alcolizzati più famosi del secolo scorso.
    Lo stile è sempre lo stesso: pungente, crudo, diretto. Ma in più questo libro, rispetto ai precedenti letti dalla sottoscritta, ha qualcosa: l'originalità.
    Ogni racconto in questo libro è diverso dal precedente, ogni storia ha un suo perchè, ogni personaggio ha qualcosa da dire.
    Alcuni dei racconti sono veramente molto belli, altri semplicemente divertenti, alcuni fanno riflettere, altri sogghignare, altri ancora potrebbero provocare ribrezzo...tutti producono quel sorriso amaro che spesso vien su leggendo i racconti di Bukowski.
    Potrei averci messo un po' per leggerlo, ma in realtà i racconti sono estremamente scorrevoli, e devo dire che questo mi ha sorpreso, visto che in genere mal sopporto la scrittura di questo autore. L'ho sempre trovato piuttosto noioso e ripetitivo, ed è stato sorprendente trovare in questa raccolta tratti dell'autore che non mi erano ancora saltati all'occhio.

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    — Sep 18, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Rime

    Rime

    no è che Della Casa non mi piace per niente....

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    — Sep 10, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Casalinghitudine

    Casalinghitudine

    Biografia inusuale, asimmetrica e con una cronologia atipica, casalinghitudine è un romanzo polimorfo: in parte ricettario, in parte racconto.
    Ogni ricetta, ogni piatto, ogni sapore, evoca un ricordo, ed è questo quello che la scrittrice cerca di far comprendere attraverso la stesura di queste ... (continue)

    Biografia inusuale, asimmetrica e con una cronologia atipica, casalinghitudine è un romanzo polimorfo: in parte ricettario, in parte racconto.
    Ogni ricetta, ogni piatto, ogni sapore, evoca un ricordo, ed è questo quello che la scrittrice cerca di far comprendere attraverso la stesura di queste pagine. Come in una nouvelle recherce [mamma mia la cultura!], l'autrice ci porta all'interno della sua vita attraverso i cibi. Ed è una vita intensa, una vita fatta di guerre, e di manifestazioni, di cortei, di lotte, di prigioni. Una famiglia di ebrei comunisti, gli anni sessanta e settanta, le contestazioni politiche. Ma anche l'amore, l'amicizia, la famiglia, i figli.
    Un romanzo scorrevole, anche se ammetto, che gran parte delle ricette io non le ho nemmeno lette, un po' perchè mi scocciava, un po' perchè insomma, io sarei anche a dieta e leggere ricette gastronomiche mentre ho i morsi della fame non mi fa nemmeno benissimo. Però tutto sommato una piacevole lettura, una piacevole scoperta. Perchè è bello, alle volte, scoprire qualcosa di totalmente nuovo.

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    — Aug 10, 2009 | Add your feedback

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