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Gente strana vive a Forks
Ho impiegato un fottio di mesi per finire di leggerlo - durante i quali l’ho abbandonato diverse volte per leggermi l’inverosimile tra romanzi di narrativa e saggi - e la colpa principale non è perché me lo sono letto in inglese (e quindi il mio neurone faticava a girare ad alto voltaggio) ma perché ... (continue)
Ho impiegato un fottio di mesi per finire di leggerlo - durante i quali l’ho abbandonato diverse volte per leggermi l’inverosimile tra romanzi di narrativa e saggi - e la colpa principale non è perché me lo sono letto in inglese (e quindi il mio neurone faticava a girare ad alto voltaggio) ma perché è veramente, ma veramente, prolisso fino alla N-O-I-A.
Bella ed Edward si dividono a pochi capitoli dall’inizio e se per la ragazza comincia un infinito periodo d’oblio in cui piange e si deprime sempre più, per noi lettori cominciano 471 pagine (rispetto all’edizione originale che ho letto io) di puro scassamento di palle.
Le oltre quattrocento pagine sono solo una descrizione di quello che fa Bella senza il suo Edward, salvo un colpo di scena a metà strada in cui abbiamo la conferma che il paesino di Forks è popolato da abitanti da cui prendere decisamente le distanze... (ecco il perché del sottotitolo).
Però sinceramente questo secondo volume è veramente sciapo e composto soltanto da descrizioni e analisi psicologiche ripetitive che sono praticamente la sostanza che allunga la broda fino a pag. 563.
Unica salvezza in questo piattume, a parte la rivelazione già citata, sono i capitoli ambientati a Volterra in cui oltre ai soliti cliché del genere che non possono, ahimè, mancare viene introdotta la comunità di vampiri più potente della terra e di seguito le sue caratteristiche telepatiche e non con le quali controlla gli umani e i suoi simili.
Si arriva poi al capitolo finale con una situazione di stallo tale e quale a quella del primo volume.
Insomma, “New moon” è una sofferenza infinita!
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