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Ma non eravamo noi quelli che facevano moda e stile?
Quando ho divorato questo libro, tutto foto con qualche didascalia comunque interessante, mi sono accorta che qualcosa non andava nella così detta creatività italiana: insomma, seppur con i loro eccessi -decisamente estranianti, in certi casi, se non allucinanti- seppur certe immagini vadano lette t ... (continue)
Quando ho divorato questo libro, tutto foto con qualche didascalia comunque interessante, mi sono accorta che qualcosa non andava nella così detta creatività italiana: insomma, seppur con i loro eccessi -decisamente estranianti, in certi casi, se non allucinanti- seppur certe immagini vadano lette tenendo conto che i Giapponesi saranno anche influenzati dall'Occidente ma son pur sempre giapponesi (ovvero, NON sono Occidentali), insomma per me questi ragzzi che non superano che raramente i 18 anni, anzi, hanno più creatività di tutti quei tipi che vanno a studiare moda qui e là. Qui mi sparisce l'immagine del solito giapponese che compra qualsiasi cosa purchè sia di marca (beh, per me era già vecchia prima di trovare 'sto libro), ma che questi ragazzi e ragazze comprano roba usata e non necessariamente di marca anche se magari la abbinano ad una Prada o una Westwood quando non un Takuya Angel (e qui mi rodo il fegato) ma anche si vedono queste benedette Gothic Lolita(s) che in certi casi non sfigurerebbero in certi vecchi funerali meridionali (mancano solo di veletta e rosario) e da lì il salto sarebbe breve verso un altro libro di questa collana proprio dedicato alle Gothic Lolita dove si vedono, si intuiscono alcune cose...Ovvero che queste ragazze si inventano il loro stile ma non comprano tutto, talvolta se lo cuciono.
Colori, colori, colori...sono ammirata e affascinata.
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