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X-Men - Ragazze in fuga
Il Maestro -Milo Manara- è l'autore che mi ha definitivamente avvicinato al fumetto, che mi diede il colpo di grazia con "Tutto ricominciò con un'estate indiana" scritto da Hugo Pratt e pubblicato a puntate sulla rivista Corto Maltese. Amai i suoi disegni precisi nell'anatomia e quelle tavole lumino ... (continue)
Il Maestro -Milo Manara- è l'autore che mi ha definitivamente avvicinato al fumetto, che mi diede il colpo di grazia con "Tutto ricominciò con un'estate indiana" scritto da Hugo Pratt e pubblicato a puntate sulla rivista Corto Maltese. Amai i suoi disegni precisi nell'anatomia e quelle tavole luminose e ricche di dettagli che non affaticavano l'occhio. A lungo è stato il mio punto di riferimento per quanto riguarda la pulizia del tratto e la sapienza dei corpi disegnati...E nonostante i cambiamenti dei miei gusti e il desiderio di cose nuove ho sempre atteso che il Maestro si esprimesse al meglio con cose nuove...Dunque quando ho saputo di questa collaborazione con Chris Claremont, uno dei miei autori preferiti in materia di X-Men, non ho fatto altro che attenderne l'uscita.
Via via trovavo commenti ora delusi ora entusiasti, ma mi rendo conto che queste ultime non potevano che basarsi sulla presenza dei due autorevoli nomi dato che alla fine io son dalla parte dei delusi.
La storia in sè non è granchè, che sia un "semplice fill-in" oppure un "divertissement" resta il fatto che non ha mordente e non desta in me alcuna emozione: personaggi buttati lì così come la storia. Una delusione per me che ho amato le saghe di Claremont del periodo d'oro dei mutanti di Casa Marvel.
Manara mi delude perchè è evidente che questo non è il tipo di storia per lui, non sa rendere la dinamicità dell'azione nei combattimenti - sia nei disegni che nella scansione delle vignette- così come gli inseguimenti e purtroppo non lascia nemmeno quel "sapore vintage" che potrebbe avere un fumetto X-Men disegnato con uno stile decisamente non attuale. Presi in dettaglio mi piacciono gli abiti ed i costumi delle donne e devo dire che finalmente Psiloche e Ororo hanno i tratti etnici che gli appartengono cosa che talvolta si perde nei fumetti americani ma il resto delle ragazze X si assomigliano tutte anche fisicamente. Ricordo bene che Manara riusciva a darti una idea dell'età delle sue donne in base alla loro anatomia, quindi mi sembra che non vi sia differenza tra il corpo di una Kitty Pryde ventenne ed una Ororo che già con qualche anno in più dovrebbe avere un fisico più adulto. Questa cosa la noto anche nei volti stessi che dovrebbero dare anche un' idea del personaggio e del suo carattere e devo dire ho trovato spesso meglio espressi nei fumetti U.S.A.: un esempio è Emma Frost che già dal nome dovrebbe indicare che tipo di donna sia, chi segue le storie dei mutanti sa che costei è una donna di una certa classe, fredda e risoluta, un tempo nemica degli X-Men poi passata dalla loro parte. Qui sembra una qualunque, non la distinguiamo particolarmente dalle altre se non per com'è vestita.
Il problema della caratterizzazione dei personaggi si presenta anche col capo di questa comunità misteriosa dei Cargo Cultisti, riconoscibile per una banale mise da pilota aereo d'altri tempi e per il fatto che ci prova in continuazione con Ororo la quale non ci fa affatto capire se ci sta o ci fa o semplicemente lo sopporta...solo che non c'è nulla di tutto ciò. L'espressività generale è inferiore ad un vecchio fotoromanzo così come il ritmo el'impressione è questa: le donnine di Manara che fanno la parte delle ragazze X...pose esagerate forzatamente erotiche ma che di erotico non hanno nulla, sia che ballino o che si ritrovino in situazioni di pericolo che di drammatico non hanno nulla.
Quello che più mi delude è il vedere che il Maestro non si è adattato affatto alla storia, o meglio non si è messo al suo servizio ed il problema è che nemmeno la storia sembra mettersi al servizio del maestro e del resto non deve: non mi pare che da qualche parte vi sia una volontà di erotismo anche solo suggerito, oltre al fatto che sembra prendersi dannatamente sul serio senza averne il merito. Così com'è, questa trama non la salverebbe nemmeno il più adatto Alan Davis a meno che non si metta a riscriverla magari condendola con dell'umorismo o quell'ironia che sapeva mettere in Excalibur oppure in Clandestine e suggerendo davvero un certo erotismo.