Immaginate un contentesto fantasy, una compagnia mercenaria, che assomiglia molto alla Legione Straniera,finita al servizio di qualcuno che assomiglia molto a un Nazgul di Tolkien, le cui cronache vengono narrate dall'ufficiale medico, che è anche addetto alla stesura degli annali, e iniziate a farv
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Immaginate un contentesto fantasy, una compagnia mercenaria, che assomiglia molto alla Legione Straniera,finita al servizio di qualcuno che assomiglia molto a un Nazgul di Tolkien, le cui cronache vengono narrate dall'ufficiale medico, che è anche addetto alla stesura degli annali, e iniziate a farvi l'idea di cosa siano le Cronache della Compagnia Nera.
Primo romanzo di un ciclo, scritto nel 1985 e abbastanza ben invecchiato, che rappresenta il precursore di molta della moderna dark fantasy (da Eriksen ad Abercrombie, per intendersi) dove la storia non necessariamente la raccontano i protagonisti, e soprattutto dove i protaagonisti hanno molte macchie e molte paure.
In parte ricorda, come atmosfera, il "ciclo del nuovo sole" di Wolfe: anche qui un umanità regredita è circondata da una tecnologia avanzatissima che non capisce più. Soffre il problema di tante opere recenti di essere troppo prolisso, ma è un'opera prima quindi si può sperare in un miglioram
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In parte ricorda, come atmosfera, il "ciclo del nuovo sole" di Wolfe: anche qui un umanità regredita è circondata da una tecnologia avanzatissima che non capisce più. Soffre il problema di tante opere recenti di essere troppo prolisso, ma è un'opera prima quindi si può sperare in un miglioramento. sarebbe un tre e mezzo.
Con Abercrombie vai abbastanza sul sicuro che non ti becchi stereotipi ritriti.
"Tre uomini, una battaglia, nessun eroe..." dice sul retro. E infatti per la maggioranza del libro mi è sembrato più di leggere la sceneggiatura di uno dei grandi "Vietnam-war movies" tipo "Platoon", "Apocalipse now" o
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Con Abercrombie vai abbastanza sul sicuro che non ti becchi stereotipi ritriti.
"Tre uomini, una battaglia, nessun eroe..." dice sul retro. E infatti per la maggioranza del libro mi è sembrato più di leggere la sceneggiatura di uno dei grandi "Vietnam-war movies" tipo "Platoon", "Apocalipse now" o "Full-metal jacket". Anche lo stile beffardo ddi Abercrombie questa volta è come più contenuto, come rispettoso delle vittime di guerra, travolte in una battaglia assurda, di cui mai si conoscono le vere ragioni.
Ci sono diversi riferimenti al resto dei libri di Abercrombie, ma sono abbastanza irrilevanti ai fini della fruizione della storia: si può leggere benissimo senza aver letto i libri precedenti.
... ma solo perchè l'ambientazione sottomarina dopo un poco mi stufa.
Si apre un fronte di guerra completamente nuovo per la città di Collegium (che ne aveva già abbastanza). Un fronte marino: piratera di origine sconosciuta sta seriamente mettendo in difficoltà le rotte commerciali. All' inizio la
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... ma solo perchè l'ambientazione sottomarina dopo un poco mi stufa.
Si apre un fronte di guerra completamente nuovo per la città di Collegium (che ne aveva già abbastanza). Un fronte marino: piratera di origine sconosciuta sta seriamente mettendo in difficoltà le rotte commerciali. All' inizio la cosa è sottovalutata, perchè il traffico marino è economicamente poco importante, ma parte una discreta indagine personale del War Master, che avrà conseguenze inaspettate.
A differenza degli altri romanzi della serie, niente battaglie campali (quasi) ma molto intrigo, guerra di spie e "commandos". E la storia è meno corale ma ruota molto attorno a Stenwold Maker. E a un'altro personaggio ricorrente che qui non nomino.
Continua la strage dei personaggi ricorrenti e purtroppo muore anche il mio personaggio preferito della serie, ma ci sono delle buone nuove comparse: la gang di Mosche-bucanieri è divertente
Un mistero circonda Kanaphes, una città che sembra vivere non toccata dallo scorrere della Storia. E alcuni accademici di Collegium sono curiosi di studiarla, anche approfittando della fragile pace tra le città-stato e il "Wasp empire". Ma nè gli "Ant-kinden" di Vek, nè i servizi segreti dell'Impero
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Un mistero circonda Kanaphes, una città che sembra vivere non toccata dallo scorrere della Storia. E alcuni accademici di Collegium sono curiosi di studiarla, anche approfittando della fragile pace tra le città-stato e il "Wasp empire". Ma nè gli "Ant-kinden" di Vek, nè i servizi segreti dell'Impero possono credere che questo interesse sia puramente accademico...
Comincià così "The Scarab path", un romanzo che sembra un pò un nuovo inizio perle vicende del ciclo. E forse non poteva essere altrimenti, dopo il bagno di sangue del precedente "Salute the Dark", dove circa la metà dei personaggi principali è uscita di scena. Anche la struttura ricorda abbastanza il primo libro della serie: la prima metà intrigo, diplomazia e guerra di spie, la seconda parte di Guerra, con le battaglie campali e gli assedi.
Nuovo inizio e nuova linfa per quella che, con la sua miscela di fantasy e steampunk, resta, secondo me, una delle serie più piacevolmente originali degli ultimi anni.
Immaginate un contentesto fantasy, una compagnia mercenaria, che assomiglia molto alla Legione Straniera,finita al servizio di qualcuno che assomiglia molto a un Nazgul di Tolkien, le cui cronache vengono narrate dall'ufficiale medico, che è anche addetto alla stesura degli annali, e iniziate a farv ... (continue)
Immaginate un contentesto fantasy, una compagnia mercenaria, che assomiglia molto alla Legione Straniera,finita al servizio di qualcuno che assomiglia molto a un Nazgul di Tolkien, le cui cronache vengono narrate dall'ufficiale medico, che è anche addetto alla stesura degli annali, e iniziate a farvi l'idea di cosa siano le Cronache della Compagnia Nera.
Primo romanzo di un ciclo, scritto nel 1985 e abbastanza ben invecchiato, che rappresenta il precursore di molta della moderna dark fantasy (da Eriksen ad Abercrombie, per intendersi) dove la storia non necessariamente la raccontano i protagonisti, e soprattutto dove i protaagonisti hanno molte macchie e molte paure.