Nutro nei confronti di Camilleri una sorta di amore/odio, infatti apprezzo moltissimo lo scrittore, ho letto quasi tutto quello che ha scritto (questo è per me il 23° suo libro), e mi diverto sempre con le avventure di Montalbano, anche se questa non è delle più riuscite, ma nel contempo detesto il
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Nutro nei confronti di Camilleri una sorta di amore/odio, infatti apprezzo moltissimo lo scrittore, ho letto quasi tutto quello che ha scritto (questo è per me il 23° suo libro), e mi diverto sempre con le avventure di Montalbano, anche se questa non è delle più riuscite, ma nel contempo detesto il personaggio, ridottosi con l'età a boffonchiare strane poesie che sono solo fervorini politici, inseguendo gli umori del popolo viola, e lasciandosi solleticare dalle sparate di un energumeno populista come DiPietro. Purtroppo questo aspetto negativo stà venendo fuori anche nei romanzi dedicati a Montalbano, dove ogni tanto si lascia andare a considerazioni demagogiche che niente hanno a che fare con il racconto. Peccato! Ciò detto per ora continuerò ad apprezzare lo scrittore ignorandone l'aspetto deteriore.
Un americano in viaggio per l'Asia, intorno agli anni '30, da Beiruth, ancora siriana, fino alla Russia Bolscevica poi in India, in Persia ed in Cina. Avventure, incontri con strani personaggi in un romanzo "on the road", vivo ed intenso che descrive un mondo che oggi non esiste più.
Le vicende militari di un soldato iraniano sono il pretesto per descrivere un mondo arcaico che l'autore conosceva bene. Ambientato in un'epoca imprecisata a cavallo fra il Medio Evo e l'età moderna, descrive con grande maestria l'universo particolare del mondo islamico nella quotidianità di un "pov
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Le vicende militari di un soldato iraniano sono il pretesto per descrivere un mondo arcaico che l'autore conosceva bene. Ambientato in un'epoca imprecisata a cavallo fra il Medio Evo e l'età moderna, descrive con grande maestria l'universo particolare del mondo islamico nella quotidianità di un "poveraccio", vittima dei soprusi dei potenti, che sopravvive arrangiandosi e affidandosi al fatalismo.
Nella scia del successo di "Mille lire al mese", "Pane Nero", "Quando eravamo povera gente", un nuovo piacevole resoconto di ricordi personali sugli anni più bui. Piacevole e di gradevole lettura, anche se dice poco di nuovo. Per chi non ha vissuto quegli anni.
Affascinante opera che rievoca con elegante taglio letterario moderno una interessante pagina di storia romana in quello che forse e' stato il periodo più splendido dell'Impero. Adriano successore di Traiano, che lo aveva adottato in punto di morte, rievoca in una lettera testamento indirizzata al n
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Affascinante opera che rievoca con elegante taglio letterario moderno una interessante pagina di storia romana in quello che forse e' stato il periodo più splendido dell'Impero. Adriano successore di Traiano, che lo aveva adottato in punto di morte, rievoca in una lettera testamento indirizzata al nipote Marco, il futuro Imperatore Marco Aurelio (figlio di Antonino Pio), gli aspetti salienti della sua lunga e tormentata esistenza: le guerre, gli intrighi, gli amori.
L'età del dubbio
Nutro nei confronti di Camilleri una sorta di amore/odio, infatti apprezzo moltissimo lo scrittore, ho letto quasi tutto quello che ha scritto (questo è per me il 23° suo libro), e mi diverto sempre con le avventure di Montalbano, anche se questa non è delle più riuscite, ma nel contempo detesto il ... (continue)
Nutro nei confronti di Camilleri una sorta di amore/odio, infatti apprezzo moltissimo lo scrittore, ho letto quasi tutto quello che ha scritto (questo è per me il 23° suo libro), e mi diverto sempre con le avventure di Montalbano, anche se questa non è delle più riuscite, ma nel contempo detesto il personaggio, ridottosi con l'età a boffonchiare strane poesie che sono solo fervorini politici, inseguendo gli umori del popolo viola, e lasciandosi solleticare dalle sparate di un energumeno populista come DiPietro. Purtroppo questo aspetto negativo stà venendo fuori anche nei romanzi dedicati a Montalbano, dove ogni tanto si lascia andare a considerazioni demagogiche che niente hanno a che fare con il racconto.
Peccato! Ciò detto per ora continuerò ad apprezzare lo scrittore ignorandone l'aspetto deteriore.
Gli asiatici
Un americano in viaggio per l'Asia, intorno agli anni '30, da Beiruth, ancora siriana, fino alla Russia Bolscevica poi in India, in Persia ed in Cina. Avventure, incontri con strani personaggi in un romanzo "on the road", vivo ed intenso che descrive un mondo che oggi non esiste più.
La guerra dei turcomanni
Le vicende militari di un soldato iraniano sono il pretesto per descrivere un mondo arcaico che l'autore conosceva bene. Ambientato in un'epoca imprecisata a cavallo fra il Medio Evo e l'età moderna, descrive con grande maestria l'universo particolare del mondo islamico nella quotidianità di un "pov ... (continue)
Le vicende militari di un soldato iraniano sono il pretesto per descrivere un mondo arcaico che l'autore conosceva bene. Ambientato in un'epoca imprecisata a cavallo fra il Medio Evo e l'età moderna, descrive con grande maestria l'universo particolare del mondo islamico nella quotidianità di un "poveraccio", vittima dei soprusi dei potenti, che sopravvive arrangiandosi e affidandosi al fatalismo.
La chiamavamo patria
Nella scia del successo di "Mille lire al mese", "Pane Nero", "Quando eravamo povera gente", un nuovo piacevole resoconto di ricordi personali sugli anni più bui.
Piacevole e di gradevole lettura, anche se dice poco di nuovo. Per chi non ha vissuto quegli anni.
Memorie di Adriano
Affascinante opera che rievoca con elegante taglio letterario moderno una interessante pagina di storia romana in quello che forse e' stato il periodo più splendido dell'Impero.continue)
Adriano successore di Traiano, che lo aveva adottato in punto di morte, rievoca in una lettera testamento indirizzata al n ... (
Affascinante opera che rievoca con elegante taglio letterario moderno una interessante pagina di storia romana in quello che forse e' stato il periodo più splendido dell'Impero.
Adriano successore di Traiano, che lo aveva adottato in punto di morte, rievoca in una lettera testamento indirizzata al nipote Marco, il futuro Imperatore Marco Aurelio (figlio di Antonino Pio), gli aspetti salienti della sua lunga e tormentata esistenza: le guerre, gli intrighi, gli amori.