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- The Life and Work of Alex Steinweiss
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By Steven Heller, Jennifer McKnight-Trontz, Alex Steinweiss, … -
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By Luca Cerchiari, Vittorio Castelli -
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- Il Jazz dal mito all'avanguardia (3)
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By Franco Fayenz -
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By Livio Cerri -
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- Il secolo del jazz (10)
- Arte, cinema, musica e fotografia da Picasso a Basquiat
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- Il secolo del jazz (9)
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By Filippo Bianchi -
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- Siena Jazz Eye (7)
- Catalogo della mostra (Siena, 20 giugno 2008-15 settembre 2008)
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- Jazz e cultura mediterranea (2)
- 12 relazioni del convegno organizzato dall'ISMEZ a Roccella Ionica il 2 settembre 1983
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By Gianfranco Salvatore, Daniel Soutif, Franco Pecori, … -
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- La repubblica del jazz-band (1)
- Memorie di corte del marchese Armando D'Apré
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By Lucio D'Ambra -
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- Il jazzista del gulag (3)
- La straordinaria vita di Eddie Rosner tra Hitler e Stalin
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- La canzone jazzata (9)
- L'Italia che canta sotto le stelle del jazz
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By Pierluigi Siciliani -
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- Enciclopedia del Jazz (2)
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By Arrigo Polillo, Giuseppe Barazzetta, Gian Carlo Testoni -
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- Miles live e in studio (17)
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By Richard Cook -
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- Anatomia elementare del Jazz (5)
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By Franco Fayenz -
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- Il nuovo Jazz degli anni '40 (5)
- Young/Parker/Tristano
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By Franco Fayenz -
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Siena Jazz Eye
La musica Jazz, improvvisata ed intangibile per sua stessa natura, viene documentata su disco e diffusa ai posteri attraverso lo stesso supporto, di cui la copertina rappresenta il suo corpo fisico e la musica incisa dentro, la sua anima.continue)
Questo catalogo raccoglie 500 copertine di dischi che ha ... (
La musica Jazz, improvvisata ed intangibile per sua stessa natura, viene documentata su disco e diffusa ai posteri attraverso lo stesso supporto, di cui la copertina rappresenta il suo corpo fisico e la musica incisa dentro, la sua anima.
Questo catalogo raccoglie 500 copertine di dischi che hanno raccontato, illustrato ed accompagnato il Jazz nella sua emanazione tangibile nella società moderna.
Opera di grafici, pittori, fotografi e, a volte, dei musicisti stessi, che hanno prestato la loro arte nel tentativo di farci vedere la faccia del Jazz, di tracciare il profilo del suo sinuoso corpo musicale, di ritrarre l’aspetto mancante di questa musica e, forse proprio per questo, il lato più affascinante.
Siena Jazz Eye, è il frutto, per niente strano ma particolarissimo e raro, della mostra curata da Enzo Gentile e Francesco Martinelli, che si è svolta a Siena nell’estate del 2008.
I curatori hanno raccolto le opere di artisti che hanno fatto la storia della grafica musicale, come David Stone Martin, Jim Flora, Ben Shan, Paul Bacon, Guido Crepax, Corky McCoy, Mati Klarwein, Milton Glaser, Marte Roling e Charles White, William Claxton, Francis Wolff, Roberto Masotti, Reid Miles, Giuseppe Pino ed altri personaggi che hanno contribuito a dare “nobile forma” ad uno dei prodotti commerciali più importanti del secolo scorso.
Inoltre troviamo anche le partecipazioni straordinarie di artisti come Andy Warhol, Ugo Nespolo, Michelangelo Pistoletto, Arnaldo Pomodoro, Achille Perilli tra gli altri.
Cataloghi del genere esistevano già in commercio, anche se non nell’editoria italiana, e l’aver voluto circoscrivere la ricerca nell’ambito esclusivo del Jazz dona una ricchezza particolare al volume, oltre ad illustrare la componente avanguardistica che questa musica ha sempre avuto, in tutti i suoi aspetti, sulle altre musiche.
Ma l’aspetto più interessante, e ovviamente importante, è l’apparato critico che si pregia di firme come Ira Gitler, giornalista, storico e produttore americano di questa splendida musica, di cui ha anche firmato pregevoli liner notes che sono diventate parte integrante di quelle copertine di cui parliamo, Selwyin Harris, giornalista inglese che su Jazzwise tiene una rubrica dedicata all’arte delle copertine, Steve Lake, giornalista inglese e braccio destro di Manfred Eicher all’ECM e Fulvia Serra, storica direttrice di Linus e appassionata di jazz.
Nello stesso volume trovano spazio anche le testimonianze sul rapporto tra immagine e jazz di Paolo Fresu, Claudio Fasoli, Stefano Bollani, Bruno Tommaso, Arrigo Polillo e Francesco Tullio Altan, tra gli altri.
Ovviamente, su tutti gli scritti, sono gli interventi dei curatori della mostra a rivelarsi come pietre miliari della “cover art”, specialmente per la critica italiana che ha sempre sottovalutato questo aspetto. A questo proposito io ricordo solo “Un vestito per il Jazz”, un lungo articolo di Libero Farnè pubblicato su due numeri della rivista Musica Jazz nel ’86.
La bibliografia tematica compresa nel volume (altra perla rara) riporta soltanto un libro in italiano, sempre a firma di Farnè (Vedere il Jazz, Gammalibri, 1982) oltre ad un intervento del fotografo Roberto Masotti sul catalogo della mostra Disco/Grafica tenutasi a Ferrara nel 1980.
Enzo Gentile e Francesco Martinelli, oltre a meritare la nostra riconoscenza per aver organizzato questa bellissima esposizione, analizzano gli aspetti di marketing, estetici e funzionali della grafica delle copertine dei dischi e lo scritto di Martinelli rappresenta, a mio parere, il primo vero saggio critico pubblicato in Italia, che approfondisce gli elementi di quest’arte applicata, partendo dai cilindri della Edison, passando per l’evoluzione delle buste dei 78 giri, arrivando all’exploit massimo negli anni Cinquanta, con l’avvento del microsolco (LP, 45 giri e 10 pollici), storicizzando il percorso nei capitoli dedicati agli anni Sessanta con il free e la fusion, fino all’ondata Europea degli anni Settanta e Ottanta.
L’epilogo di questo lavoro è nell’affermarsi del CD, che riduce il valore della copertina in tutti i sensi, fino alla diffusione della musica digitale e dell’mp3 che la elimina del tutto.
La speranza è invece nelle nuove produzioni degli LP che, forte di uno zoccolo duro di aficionados e collezionisti, continua a rappresentare l’aspetto migliore della musica su supporto.
Un volume fondamentale, bello come solo l’arte vera sa essere, e ricco di un valore che non ha prezzo, quello dell’immaginario e della passione.