[−]
  • Search

has ALL you need!

A community for book lovers to create their own bookshelves, share and explore books.

All for FREE! Join us NOW!

All books

  • Cover of Il piacere tra le righe

    Il piacere tra le righe

    Mooooolto carino, stimolante per letture nuove e riletture con visuali diverse: delizioso.

    Is this helpful?

    — Nov 28, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Cane bianco

    Cane bianco

    Qual è il modo migliore di controllare un movimento politico? Crearlo

    È un romanzo e non lo è, nel senso che racconta una storia a pretesto per fare un reportage su ciò che avveniva negli USA alla fine degli anni Settanta, in tema di rivolte razziali.
    La storia è la sua, quella di Gary, che trova nel giardino della villa dove vive con la moglie Jean Seberg un cag ... (continue)

    È un romanzo e non lo è, nel senso che racconta una storia a pretesto per fare un reportage su ciò che avveniva negli USA alla fine degli anni Settanta, in tema di rivolte razziali.
    La storia è la sua, quella di Gary, che trova nel giardino della villa dove vive con la moglie Jean Seberg un cagnone che è stato addestrato ad attaccare tutti coloro che hanno la pelle nera: da qui il nome, Cane Bianco. Il tentati vo di “rieducazione” del cane ad opera di un nero pervaso da un odio razziale verso i bianchi quasi eguale a quella del cane per la sua razza, produrrà effetti terribili. Sembrerebbe proprio che non sia possibile vivere senza essere contro qualcosa, forse è proprio questo quello che mi è amaramente rimasto dentro.
    Per il resto, il reportage è interessante, anche se circoscritto agli USA – ma forse non è del tutto vero –, si legge benissimo, anche alla luce di quello che è avvenuto lo scorso anno: l’elezione di Obama.

    Is this helpful?

    — Nov 24, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Emmaus

    Emmaus

    1 person find this helpful

    Assolutamente algido, perlomeno questo è quello che mi ha trasmesso: un senso di freddezza immenso.

    Is this helpful?

    — Nov 19, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Indignazione

    Indignazione

    1 person find this helpful

    Bellissimo: come sempre Roth è asciutto senza essere distante, lucido e mai cinico, intransigente e fragile … insomma, per me non sbaglia un colpo.
    Stati Uniti, 1951: Marcus è un giovanotto serio, posato, il figlio ideale, per così dire: ottimi risultati scolastici, aiuta il padre, macellaio koshe ... (continue)

    Bellissimo: come sempre Roth è asciutto senza essere distante, lucido e mai cinico, intransigente e fragile … insomma, per me non sbaglia un colpo.
    Stati Uniti, 1951: Marcus è un giovanotto serio, posato, il figlio ideale, per così dire: ottimi risultati scolastici, aiuta il padre, macellaio kosher, e si iscrive a un college nella stessa città dove vive. Ma il padre, improvvisamente, viene colto da una paura totale praticamente di tutto, un’ossessione per i pericoli che potrebbero colpire il figlio o per le cattive compagnie che potrebbero fuorviarlo dal suo percorso di studi.
    E il povero Marcus, per fuggire da questa cappa di ossessioni e dal clima di sfiducia nei suoi confronti, sceglie di continuare a studiare lontano da casa, in un altro college: lì inizia a confrontarsi con un mondo che non gli consente di non fare scelte, e si espone, si espone continuamente in maniera intransigente, difendendo i propri spazi con “indignazione” appunto, ma, passo dopo passo, anche per una serie di circostanze non dipendenti dalla sua volontà, si trova a interpretare tutte le peggiori paure del padre, seguendo un destino terribile, che aveva cercato di evitare fin dall’inizio.

    Is this helpful?

    — Nov 20, 2009 | Add your feedback
  • Cover of La vita come un romanzo russo

    La vita come un romanzo russo

    La vita in prima persona dell’Autore, del quale avevo già letto Baffi e L’Avversario (che consiglio).
    La figura misteriosa del nonno materno di Carrère (collaborazionista durante il governo Pétain, probabilmente ucciso, comunque scomparso nel nulla) è una vera e propria ossessione che spinge l’ ... (continue)

    La vita in prima persona dell’Autore, del quale avevo già letto Baffi e L’Avversario (che consiglio).
    La figura misteriosa del nonno materno di Carrère (collaborazionista durante il governo Pétain, probabilmente ucciso, comunque scomparso nel nulla) è una vera e propria ossessione che spinge l’Autore a intraprendere un vero e proprio viaggio psicologico nei meandri della propria psiche, che lo porterà, con un coraggio veramente particolare, a mettersi a nudo nel rapporto con la propria donna e, più in generale, con la realtà che lo circonda.
    Un atto coraggioso, anche perché Carrère, perlomeno il Carrère personaggio fa di tutto per rendersi odioso, non si fa sconti, per così dire, ma il libro è avvincente e mantiene la tensione fino alla fine.

    Is this helpful?

    — Nov 6, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Il muro invisibile

    Il muro invisibile

    Un esordiente novantenne :)

    Harry ha quattro anni, ha due sorelle e due fratelli più grandi, vive in una piccola cittadina industriale inglese, agli inizi del Novecento. Il padre è un ebreo proveniente dalla Polonia, un tipaccio cupo e bevitore, che paga, e fa pagare ai suoi familiari, un’infanzia a dir poco infelice e diffic ... (continue)

    Harry ha quattro anni, ha due sorelle e due fratelli più grandi, vive in una piccola cittadina industriale inglese, agli inizi del Novecento. Il padre è un ebreo proveniente dalla Polonia, un tipaccio cupo e bevitore, che paga, e fa pagare ai suoi familiari, un’infanzia a dir poco infelice e difficile. La moglie, al contrario, è una mamma yiddish assolutamente perfetta: amorosa e autoritaria, dolente ma piena di spirito di iniziativa. È soprattutto onnipresente nella vita dei figli e, insomma, secondo i parametri odierni, la definirei un filo insopportabile.
    La famiglia vive in una piccola strada, divisa, appunto, da un “muro” che separa gli abitanti in due schieramenti opposti: gli ebrei e i goy. È una vicinanza surreale, solo fisica, in realtà i due universi sono lontani anni luce, e tutti e due sono ugualmente chiusi e pieni di pregiudizi. La prima guerra mondiale, con il suo bagaglio di lutti, li avvicinerà, sia pure temporaneamente, mostrando a tutti quanto i sentimenti fondamentali di ogni essere umano siano identici. Ma non sarà sufficiente: ci vorrà uno “strappo” violento, compiuto dalla sorella maggiore di Harry, spinta dall’amore verso un ragazzo cristiano, con il quale condivide un ideale politico, laico, rispettoso dell'Uomo, al di là di ogni religione.
    Un bel romanzo, scritto in prima persona dall’Autore, che si è ispirato alla storia della sua famiglia e che ha iniziato a scrivere il libro – il primo di una trilogia! – alla tenera età di circa 90 anni, dopo essere rimasto vedovo: auguri!

    Is this helpful?

    — Nov 5, 2009 | 1 feedback
  • Cover of Il bambino senza nome

    Il bambino senza nome

    Una storia vera, assolutamente vera, e incredibile: la ricerca della propria identità da parte di un uomo che, a cinquant’anni, decide di scoprire realmente la propria provenienza, e di dare ascolto a vaghissimi ricordi e sensazioni che si porta dietro da quando era bambino, e a poche carte racchius ... (continue)

    Una storia vera, assolutamente vera, e incredibile: la ricerca della propria identità da parte di un uomo che, a cinquant’anni, decide di scoprire realmente la propria provenienza, e di dare ascolto a vaghissimi ricordi e sensazioni che si porta dietro da quando era bambino, e a poche carte racchiuse in una valigetta che è tutto il suo passato.
    Nel 1941, un piccolo ebreo lettone, di cinque anni, sfuggito allo sterminio dell’intera popolazione ebraica della sua cittadina, assiste all’uccisione della propria madre e dei propri fratellini. Vaga nella foresta fino a che viene consegnato ai tedeschi da un tagliaboschi che, avendo intuito il suo essere ebreo, pensa che il suo destino sia di morire, come tutti gli altri. Ma il piccolo, già allineato con gli altri contro un muro, di fronte a un gruppo di soldati con il fucile imbracciato, fa una cosa straordinaria che gli salverà la vita: chiede un pezzo di pane, guardando in faccia il sergente a capo del plotone. Come dire, si distacca, si fa riconoscere come essere umano. Questo lo farà diventare la “mascotte” del reggimento: diventerà famoso, i tedeschi gireranno addirittura un piccolo cortometraggio sul “bambino soldato” che gioca con altri bimbi (tutti rigorosamente ariani, naturalmente!).
    Dopo la guerra emigrerà in Australia e lì formerà la sua famiglia. Sarà proprio con uno dei figli che intraprenderà questo percorso a ritroso, dolorosissimo, per recuperare il proprio nome e la propria storia, che gli erano stati rubati in cambio della vita.
    Qui c’è la sua intervista: non perdetela, è emozionante.
    http://www.cbsnews.com/video/watch/?id=4819430n&tag=rel…

    Is this helpful?

    — Nov 22, 2009 | Add your feedback
  • Cover of La città dei ladri

    La città dei ladri

    1 person find this helpful

    Un’avventura incredibile, durante l’assedio di Leningrado, anzi di Pieter, come viene affettuosamente chiamata la città dai suoi abitanti. Due ragazzi, Lev e Kolja, diversissimi, amici per caso, e legati indissolubilmente in una vicenda assurda che segnerà il loro destino.
    La narrazione alterna ... (continue)

    Un’avventura incredibile, durante l’assedio di Leningrado, anzi di Pieter, come viene affettuosamente chiamata la città dai suoi abitanti. Due ragazzi, Lev e Kolja, diversissimi, amici per caso, e legati indissolubilmente in una vicenda assurda che segnerà il loro destino.
    La narrazione alterna continuamente realismo atroce e poesia: da un lato la guerra, gli orrori e le aberrazioni compiute e subite in nome di essa, dall’altro la poesia, la possibilità per quella stessa umanità violata di continuare a sognare, a sperare, addirittura a ridere, e a volte a irridere, come fa spesso Kolja, uno spaccone arrogante e tenero allo stesso tempo. È un personaggio indimenticabile, un portentoso contraltare a Lev, più piccolo e timido, lui sì figlio di un poeta travolto dalle purghe staliniane e, forse proprio per questo, più timoroso e restìo a lasciarsi andare alla fantasia.
    Una bellissima storia, coinvolgente e appassionante, che mi ha fatto inorridire in alcuni momenti, commosso fino alle lacrime in altri, ma anche, addirittura, sorridere intenerita: che cos’altro si può pretendere di più da un romanzo?

    Is this helpful?

    — Oct 22, 2009 | Add your feedback

< 1 of 23 >

RSS feeds: subscribe to Gioia's shelf

Inline Translation Mode

Left click to navigate, right click to translate.

inline translation guide

or close

Inline translation is not ready for this page yet.

Inline translation mode.

Share this page with your friends.