"Un libro-mondo" si legge nel retro di copertina. Ma c'è di più. L'autore compie un'opera di definizione dell'impianto narrativo che si articola su più livelli. In primis viene il vento, che da solo è un intero universo, sviscerato in ogni sua forma. Se togliessimo tutta la trama dal testo ci reste
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"Un libro-mondo" si legge nel retro di copertina. Ma c'è di più. L'autore compie un'opera di definizione dell'impianto narrativo che si articola su più livelli. In primis viene il vento, che da solo è un intero universo, sviscerato in ogni sua forma. Se togliessimo tutta la trama dal testo ci resterebbe quasi un trattato filosofico sull'elemento vento. Quasi come fossimo al cospetto di un filosofo antico, un Talete o un Anassimandro. E' semplicemente geniale. Poi viene questo mondo, sconosciuto, strano, delineato solo con la forza delle parole (senza cartine esplicative) che forse è la forza del vento stesso, abbozzato per il 98%, duro e puro, di cui si vorrebbe sapere molto di più. Poche altre volte ho visto così tanti neologismi, legati soprattutto agli oggetti in uso. Spesso si fatica a capire cosa e come può funzionare, ma in fondo non è così fondamentale. E le misteriose gerarchie... Infine vengono i personaggi. Non tutti i membri del'orda hanno la stessa importanza, come si capisce dai loro interventi nel testo, ma ognuno è vitale per la trama. Nell'evoluzione dall'inizio alla fine, i vari protagonisti subiscono l'azione del vento anche a livello descrittivo: i oro blocchi caratteristici vengono man mano erosi, sgrossati, smussati, prendono definizione e profondità. Fino all'ultimo hanno qualcosa da farci scoprire.
Alla fine si rimane pienamente soddisfatti dalla lettura. Avverto che all'inizio può risultare ostico, un po' lento, molto descrittivo, ma poi ci si fa l'abitudine e si crcano proprio nelle descrizioni i dettagli minimi per figurarsi la scena. Penso anche che la scelta di numerare le pagne a ritroso sia legata al finale. Ci sono arrivato verso i due trezi de racconto, ma fino all'utimissima riga ho pensato di aver sbagliato predizione.
Spererei quasi in un seguito, ma forse sarebbe una sminuizione di questo romanzo. Speriamo almeno in un secondo romanzo altrettanto ben riuscito.
L'orda del vento
"Un libro-mondo" si legge nel retro di copertina. Ma c'è di più. L'autore compie un'opera di definizione dell'impianto narrativo che si articola su più livelli.continue)
In primis viene il vento, che da solo è un intero universo, sviscerato in ogni sua forma. Se togliessimo tutta la trama dal testo ci reste ... (
"Un libro-mondo" si legge nel retro di copertina. Ma c'è di più. L'autore compie un'opera di definizione dell'impianto narrativo che si articola su più livelli.
In primis viene il vento, che da solo è un intero universo, sviscerato in ogni sua forma. Se togliessimo tutta la trama dal testo ci resterebbe quasi un trattato filosofico sull'elemento vento. Quasi come fossimo al cospetto di un filosofo antico, un Talete o un Anassimandro. E' semplicemente geniale.
Poi viene questo mondo, sconosciuto, strano, delineato solo con la forza delle parole (senza cartine esplicative) che forse è la forza del vento stesso, abbozzato per il 98%, duro e puro, di cui si vorrebbe sapere molto di più. Poche altre volte ho visto così tanti neologismi, legati soprattutto agli oggetti in uso. Spesso si fatica a capire cosa e come può funzionare, ma in fondo non è così fondamentale. E le misteriose gerarchie...
Infine vengono i personaggi. Non tutti i membri del'orda hanno la stessa importanza, come si capisce dai loro interventi nel testo, ma ognuno è vitale per la trama. Nell'evoluzione dall'inizio alla fine, i vari protagonisti subiscono l'azione del vento anche a livello descrittivo: i oro blocchi caratteristici vengono man mano erosi, sgrossati, smussati, prendono definizione e profondità. Fino all'ultimo hanno qualcosa da farci scoprire.
Alla fine si rimane pienamente soddisfatti dalla lettura. Avverto che all'inizio può risultare ostico, un po' lento, molto descrittivo, ma poi ci si fa l'abitudine e si crcano proprio nelle descrizioni i dettagli minimi per figurarsi la scena.
Penso anche che la scelta di numerare le pagne a ritroso sia legata al finale. Ci sono arrivato verso i due trezi de racconto, ma fino all'utimissima riga ho pensato di aver sbagliato predizione.
Spererei quasi in un seguito, ma forse sarebbe una sminuizione di questo romanzo. Speriamo almeno in un secondo romanzo altrettanto ben riuscito.