La Marchetto racconta la sua storia personale di donna quarantenne quando al culmine della felicità in un momento particolarmente favorevole della sua vita ricca di soddisfazioni professionali (inizia la sua collaborazione con il New Yorker, che pubblica le sue vignette) e sentimentali (dopo una vit
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La Marchetto racconta la sua storia personale di donna quarantenne quando al culmine della felicità in un momento particolarmente favorevole della sua vita ricca di soddisfazioni professionali (inizia la sua collaborazione con il New Yorker, che pubblica le sue vignette) e sentimentali (dopo una vita da single trova finalmente l’uomo giusto di cui si innamora riamata e sta preparandosi per il matrimonio) le viene diagnosticato un cancro al seno.
“Alexandrine mi impressiona troppo, è troppo grande, troppo donna, troppo fredda, troppo distante, troppo severa, troppo altera, troppo intelligente, troppo esigente, troppo imprevedibile, troppo folgorante, troppo punitiva, troppo rigida, troppo aspra, troppo perennemente insoddisfatta di tutto, troppo orgogliosa, troppo aggressiva, non abbastanza generosa, sempre a fare il bello e il cattivo tempo…così donna, così adulta, troppo adulta, così fredda, così severa, così piena di rabbia, così esigente, così intransigente, così impressionante, così spesso rude, Alexandrine potente e magnetica, dall’angoscia contagiosa, Alexandrine che nel corso degli anni mi aveva messo ai suoi piedi, io così forte e orgoglioso, come nessuna aveva fatto prima né avrebbe fatto dopo. E lo sapeva perfettamente che poteva fare di me quello che voleva. Anche in questo consisteva l’aspetto contorto della nostra relazione: faceva di me quello che voleva e io la lasciavo fare, per paura che mi odiasse se mi difendevo, credendo di piacerle se le ubbidivo, mentre lei era esasperata dalla mia mollezza, dalla mia sottomissione, dall’impossibilità di incontrare me e non quello che credevo che lei volesse che fossi”
A questo punto verrebbe da dire al giovane protagonista di questo Ero dietro di te, coinvolgente romanzo di Nicolas Fargues - Scappa via, cosa aspetti? Meglio la Legione Straniera o Monte Athos che una donna così.
A chi piace l’attesa? Difficile trovare qualcuno che ammetta di provare piacere nell’aspettare qualcuno o qualcosa. Anche quando aspettiamo la persona che amiamo e che desideriamo, il piacere che pregustiamo e che ci tiene lì fermi, pazienti a contare prima i minuti, poi le decine di minuti, il piac
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A chi piace l’attesa? Difficile trovare qualcuno che ammetta di provare piacere nell’aspettare qualcuno o qualcosa. Anche quando aspettiamo la persona che amiamo e che desideriamo, il piacere che pregustiamo e che ci tiene lì fermi, pazienti a contare prima i minuti, poi le decine di minuti, il piacere insomma gradualmente comincia a colorarsi dei toni della irritazione e della frustrazione. Ma c’è qualcuno per cui l’attesa costituisce l’unica dimensione dell’esistenza, l’unica realtà che abbia un senso. E se la vita che si vive non offre niente di eccitante e tutto ciò che si ha intorno è gravato da una sensazione di noia che dilata all’infinito l’incapacità di vivere una vita normale fatta di affetti, relazioni, piccole soddisfazioni e cambiamenti, allora, forse l’unica soluzione può essere quella di viverci, nell’attesa. Nell’attesa di un momento d’eroismo, di gloria che riscatti in un solo istante una vita insulsa.
un romanzo tenero, lieve,ma venato di grande ironia
Il libraio viveva in un luogo imprecisato, pieno zeppo di librerie tra le quali la sua non era certo la più frequentata, la più bella o la più nuova, ma era la sua libreria. All’inizio, quando il libraio era il più giovane libraio della città, essa era composta da un solo scaffale, poi, col passare
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Il libraio viveva in un luogo imprecisato, pieno zeppo di librerie tra le quali la sua non era certo la più frequentata, la più bella o la più nuova, ma era la sua libreria. All’inizio, quando il libraio era il più giovane libraio della città, essa era composta da un solo scaffale, poi, col passare del tempo, i libri si erano ammucchiati e così lui poteva, ormai, nascondersi, col suo bancone, dietro due scaffali messi ad angolo, dal momento che “al libraio piaceva l’idea che i clienti si trovassero da soli di fronte a un oceano di libri, una marea, per la precisione, senza che nessuno li osservasse. Gli piaceva l’idea che i libri esistessero anche senza di lui. Si chiedeva se a piacergli non fosse l’idea stessa di non esistere.” I suoi libri non erano, per lui, degli oggetti inanimati ma creature di cui si prendeva cura; li accoglieva al loro arrivo e li salutava quando andavano via, vegliando sul loro sonno e nutrendoli, persino, con delle letture ad alta voce, camminando tra gli scaffali.
I libri, dal canto loro, ricambiavano le sue attenzioni e quando,“una volta al giorno, il libraio si lasciava assalire da una profonda tristezza” essi “sentivano il suo dolore, lo bisbigliavano e si stringevano per sostenerlo”[…] “come se volessero abbracciarlo.”
Il libraio è un romanzo tenero, lieve,ma venato di grande ironia, che chi vive di libri e per i libri non può che amare incondizionatamente. Su questo piccolo gioiello di Régis de Sá Moreira (che dal 28 ottobre al 3 novembre è in Sardegna "a piede Lìberos"), scrittore franco-brasiliano di indubbio talento, ho scelto, volutamente, di limitare al minimo le mie considerazioni personali, lasciando che fosse la scrittura delicata e rarefatta a parlare per lui perché a volte, abbracciando l’idea cara al nostro meraviglioso libraio, è bello nascondersi, rimanere in silenzio,e lasciare che i libri esistano anche senza di noi.
Venerdì 30 maggio Annalisa Ferruzzi sarà nostra ospite al Caffè Savoia (Cagliari) per parlare dei suoi libri ma anche e soprattutto di quelli che ama leggere, essendo - come pochi scrittori - una forte e acuta lettrice.
Cancer Vixen
Cancro, ti prendo a calci in culoLa Marchetto racconta la sua storia personale di donna quarantenne quando al culmine della felicità in un momento particolarmente favorevole della sua vita ricca di soddisfazioni professionali (inizia la sua collaborazione con il New Yorker, che pubblica le sue vignette) e sentimentali (dopo una vit ... (continue)
La Marchetto racconta la sua storia personale di donna quarantenne quando al culmine della felicità in un momento particolarmente favorevole della sua vita ricca di soddisfazioni professionali (inizia la sua collaborazione con il New Yorker, che pubblica le sue vignette) e sentimentali (dopo una vita da single trova finalmente l’uomo giusto di cui si innamora riamata e sta preparandosi per il matrimonio) le viene diagnosticato un cancro al seno.
(continua su http://liberos.it/notizie/libere-interpretazioni-cancer…
Ero dietro di te
“Alexandrine mi impressiona troppo, è troppo grande, troppo donna, troppo fredda, troppo distante, troppo severa, troppo altera, troppo intelligente, troppo esigente, troppo imprevedibile, troppo folgorante, troppo punitiva, troppo rigida, troppo aspra, troppo perennemente insoddisfatta di tutto, tr ... (continue)
“Alexandrine mi impressiona troppo, è troppo grande, troppo donna, troppo fredda, troppo distante, troppo severa, troppo altera, troppo intelligente, troppo esigente, troppo imprevedibile, troppo folgorante, troppo punitiva, troppo rigida, troppo aspra, troppo perennemente insoddisfatta di tutto, troppo orgogliosa, troppo aggressiva, non abbastanza generosa, sempre a fare il bello e il cattivo tempo…così donna, così adulta, troppo adulta, così fredda, così severa, così piena di rabbia, così esigente, così intransigente, così impressionante, così spesso rude, Alexandrine potente e magnetica, dall’angoscia contagiosa, Alexandrine che nel corso degli anni mi aveva messo ai suoi piedi, io così forte e orgoglioso, come nessuna aveva fatto prima né avrebbe fatto dopo. E lo sapeva perfettamente che poteva fare di me quello che voleva. Anche in questo consisteva l’aspetto contorto della nostra relazione: faceva di me quello che voleva e io la lasciavo fare, per paura che mi odiasse se mi difendevo, credendo di piacerle se le ubbidivo, mentre lei era esasperata dalla mia mollezza, dalla mia sottomissione, dall’impossibilità di incontrare me e non quello che credevo che lei volesse che fossi”
A questo punto verrebbe da dire al giovane protagonista di questo Ero dietro di te, coinvolgente romanzo di Nicolas Fargues - Scappa via, cosa aspetti? Meglio la Legione Straniera o Monte Athos che una donna così.
(continua su http://liberos.it/notizie/libere-intepretazioni-ero-die…
Il deserto dei Tartari
A chi piace l’attesa? Difficile trovare qualcuno che ammetta di provare piacere nell’aspettare qualcuno o qualcosa. Anche quando aspettiamo la persona che amiamo e che desideriamo, il piacere che pregustiamo e che ci tiene lì fermi, pazienti a contare prima i minuti, poi le decine di minuti, il piac ... (continue)
A chi piace l’attesa? Difficile trovare qualcuno che ammetta di provare piacere nell’aspettare qualcuno o qualcosa. Anche quando aspettiamo la persona che amiamo e che desideriamo, il piacere che pregustiamo e che ci tiene lì fermi, pazienti a contare prima i minuti, poi le decine di minuti, il piacere insomma gradualmente comincia a colorarsi dei toni della irritazione e della frustrazione.
Ma c’è qualcuno per cui l’attesa costituisce l’unica dimensione dell’esistenza, l’unica realtà che abbia un senso. E se la vita che si vive non offre niente di eccitante e tutto ciò che si ha intorno è gravato da una sensazione di noia che dilata all’infinito l’incapacità di vivere una vita normale fatta di affetti, relazioni, piccole soddisfazioni e cambiamenti, allora, forse l’unica soluzione può essere quella di viverci, nell’attesa. Nell’attesa di un momento d’eroismo, di gloria che riscatti in un solo istante una vita insulsa.
(continua su http://liberos.it/notizie/libere-interpretazioni-il-des…
Il libraio
***This comment contains spoilers! ***
Il libraio viveva in un luogo imprecisato, pieno zeppo di librerie tra le quali la sua non era certo la più frequentata, la più bella o la più nuova, ma era la sua libreria. All’inizio, quando il libraio era il più giovane libraio della città, essa era composta da un solo scaffale, poi, col passare ... (continue)
Il libraio viveva in un luogo imprecisato, pieno zeppo di librerie tra le quali la sua non era certo la più frequentata, la più bella o la più nuova, ma era la sua libreria. All’inizio, quando il libraio era il più giovane libraio della città, essa era composta da un solo scaffale, poi, col passare del tempo, i libri si erano ammucchiati e così lui poteva, ormai, nascondersi, col suo bancone, dietro due scaffali messi ad angolo, dal momento che “al libraio piaceva l’idea che i clienti si trovassero da soli di fronte a un oceano di libri, una marea, per la precisione, senza che nessuno li osservasse. Gli piaceva l’idea che i libri esistessero anche senza di lui. Si chiedeva se a piacergli non fosse l’idea stessa di non esistere.” I suoi libri non erano, per lui, degli oggetti inanimati ma creature di cui si prendeva cura; li accoglieva al loro arrivo e li salutava quando andavano via, vegliando sul loro sonno e nutrendoli, persino, con delle letture ad alta voce, camminando tra gli scaffali.
I libri, dal canto loro, ricambiavano le sue attenzioni e quando,“una volta al giorno, il libraio si lasciava assalire da una profonda tristezza” essi “sentivano il suo dolore, lo bisbigliavano e si stringevano per sostenerlo”[…] “come se volessero abbracciarlo.”
Il libraio è un romanzo tenero, lieve,ma venato di grande ironia, che chi vive di libri e per i libri non può che amare incondizionatamente. Su questo piccolo gioiello di Régis de Sá Moreira (che dal 28 ottobre al 3 novembre è in Sardegna "a piede Lìberos"), scrittore franco-brasiliano di indubbio talento, ho scelto, volutamente, di limitare al minimo le mie considerazioni personali, lasciando che fosse la scrittura delicata e rarefatta a parlare per lui perché a volte, abbracciando l’idea cara al nostro meraviglioso libraio, è bello nascondersi, rimanere in silenzio,e lasciare che i libri esistano anche senza di noi.
(continua su http://liberos.it/notizie/libere-intepretazioni-il-libr…
Ineffabili teste d'uovo
Incontro con la scrittriceVenerdì 30 maggio Annalisa Ferruzzi sarà nostra ospite al Caffè Savoia (Cagliari) per parlare dei suoi libri ma anche e soprattutto di quelli che ama leggere, essendo - come pochi scrittori - una forte e acuta lettrice.