Le fiabe sono fiabe, e queste sono scritte particolarmente bene. Ma la mia parte preferita è la seconda, in cui il Calamandrei racconta con umorismo alcuni aneddoti sulla sua vita da studente, in chiave naturalmente farsesca, con toni comici molto vicini al collegio di Gianburrasca.
Per ricreare in pieno l'atmosfera squisita e divertente del primo romanzo manca solo l'ingombrante presenza di Montmorency, il cane che scortava il terzetto dei protagonisti. Questa volta la meta dell'allegro peregrinare (essendosi due dei tre nel frattempo accasati, il viaggio è più che altro una s
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Per ricreare in pieno l'atmosfera squisita e divertente del primo romanzo manca solo l'ingombrante presenza di Montmorency, il cane che scortava il terzetto dei protagonisti. Questa volta la meta dell'allegro peregrinare (essendosi due dei tre nel frattempo accasati, il viaggio è più che altro una scusa per scappare un po' a moglie&figli) è la Germania, con qualche sosta in Polonia e Cecoslovacchia (eh sì, all'epoca era ancora intera). Inutile dire che il perfetto umorismo british dell'autore, cattivo a volte e spiazzante sempre, resta del tutto inalterato.
Uomini e donne (mal si sposano)
Divertentissimo.. e di sicuro l'autore è sposato!!
Il decimo clandestino
Commoventi, divertenti, strazianti: i racconti della gente della Bassa non potrebbero essere più interessanti.
La burla di Primavera
Le fiabe sono fiabe, e queste sono scritte particolarmente bene. Ma la mia parte preferita è la seconda, in cui il Calamandrei racconta con umorismo alcuni aneddoti sulla sua vita da studente, in chiave naturalmente farsesca, con toni comici molto vicini al collegio di Gianburrasca.
Tre uomini a zonzo
Per ricreare in pieno l'atmosfera squisita e divertente del primo romanzo manca solo l'ingombrante presenza di Montmorency, il cane che scortava il terzetto dei protagonisti. Questa volta la meta dell'allegro peregrinare (essendosi due dei tre nel frattempo accasati, il viaggio è più che altro una s ... (continue)
Per ricreare in pieno l'atmosfera squisita e divertente del primo romanzo manca solo l'ingombrante presenza di Montmorency, il cane che scortava il terzetto dei protagonisti. Questa volta la meta dell'allegro peregrinare (essendosi due dei tre nel frattempo accasati, il viaggio è più che altro una scusa per scappare un po' a moglie&figli) è la Germania, con qualche sosta in Polonia e Cecoslovacchia (eh sì, all'epoca era ancora intera). Inutile dire che il perfetto umorismo british dell'autore, cattivo a volte e spiazzante sempre, resta del tutto inalterato.
La malattia del tempo
..nonostante le pretese storico-filosofico-sociali non mi ha proprio convinto. Noioso, pretenzioso, a tratti semplicemente pesante.