Credo che il nodo centrale del libro sia l'intreccio tra Storia (intesa come macroeventi che scandiscono i capitoli dei libri di storia) e verità storica (ossia ciò che accettiamo come fatto storico e che interpretiamo come storicamente rilevante). Simonini agisce, pur come spettatore di macroeventi
... (continue)
Credo che il nodo centrale del libro sia l'intreccio tra Storia (intesa come macroeventi che scandiscono i capitoli dei libri di storia) e verità storica (ossia ciò che accettiamo come fatto storico e che interpretiamo come storicamente rilevante). Simonini agisce, pur come spettatore di macroeventi, sul senso della loro verità storica; agisce in fieri e lascia un testamento pesante per la storia futura. Simonini comprende che la manipolazione di un fatto diventa esso stesso un fatto della storia. Poco importa quali siano le motivazioni alla base della manipolazione (odio per gli ebrei, nichilismo, ragion di stato?), la Storia tiene il conto solo degli effetti che produce. Se il nodo è ben centrato, meno lo è la trama del libro. Poco funzionale lo sdoppiamento del personaggio, non c'è tensione drammatica, se non in poche occasioni, gli eventi si susseguono stancamente e la forma a flashback del diario è quasi irritante. E' un bel libro, ma non sta nello scaffale dei miei preferiti.
Che la chimica e la comprensione dei fenomeni chimici abbia costantemente accompagnato lo sviluppo della società umana, è un dato talmente ovvio che farne l'asse portante di un libro è un azzardo che rischia di tracimare nella banalità. Tuttavia, il libro in questione, ha il pregio di racchiudere in
... (continue)
Che la chimica e la comprensione dei fenomeni chimici abbia costantemente accompagnato lo sviluppo della società umana, è un dato talmente ovvio che farne l'asse portante di un libro è un azzardo che rischia di tracimare nella banalità. Tuttavia, il libro in questione, ha il pregio di racchiudere in concisi capitoletti la storia delle idee, dei materiali, dei personaggi che hanno fatto la chimica, senza scivolare troppo nel gergale e nel banale. Una lettura piacevole per scoprire il bello della chimica.
Il piccolo saggio non è la biografia del grande filosofo tedesco, ma una serie di aneddoti infilzati l'uno dopo l'altro fino al resoconto dell'agonia degli ultimi giorni di vita avvenuta alla bella età (per l'epoca) di 80 anni. Si encomia sulla bontà d'animo, l'umiltà, la prodigalità e l'umanità del
... (continue)
Il piccolo saggio non è la biografia del grande filosofo tedesco, ma una serie di aneddoti infilzati l'uno dopo l'altro fino al resoconto dell'agonia degli ultimi giorni di vita avvenuta alla bella età (per l'epoca) di 80 anni. Si encomia sulla bontà d'animo, l'umiltà, la prodigalità e l'umanità dell'uomo, nonchè su qualche suo difetto, come il suo bisogno maniacale di ritualità quotidiana. Tutto sommato, scorre veloce, data comunque la non certo "avventurosa" vita del filosofo.
21 piccoli racconti, fotografie in bianco e nero, ambientate nelle zone rurali della Polonia alla fine della guerra. Ritraggono personaggi comuni, ma non banali. Una prosa fluida, che trascina la lettura. Consigliato.
Che differenza c'è tra una bomba all'uranio e una al plutonio?
Il titolo lascerebbe intendere che si parla di fisica applicata ai big problems della nostra contemporaneità, in realtà è un vademecum fatto in pillole, pieno di buon senso. E' utile leggerlo soprattutto per chi non vuole parlare a sproposito in molte situazioni in cui un minimo di conoscenza scient
... (continue)
Il titolo lascerebbe intendere che si parla di fisica applicata ai big problems della nostra contemporaneità, in realtà è un vademecum fatto in pillole, pieno di buon senso. E' utile leggerlo soprattutto per chi non vuole parlare a sproposito in molte situazioni in cui un minimo di conoscenza scientifica è d'obbligo. Ecco, dunque, i big problems: terrorismo, energia, nucleare, spazio, riscalamento globale. L'impostazione è molto pragmatica, scettica quanto basta per zittire certe fobie ricorrenti a proposito del prossimo crollo del petrolio, o di futuri attacchi terroristici (nucleari o radiologici), o di riscaldamento globale. E' una lettura agevole (anche troppo, sconfina spesso nell'anedottistica e si ripete spesso), a tratti è anche interessante.
Il cimitero di Praga
Credo che il nodo centrale del libro sia l'intreccio tra Storia (intesa come macroeventi che scandiscono i capitoli dei libri di storia) e verità storica (ossia ciò che accettiamo come fatto storico e che interpretiamo come storicamente rilevante). Simonini agisce, pur come spettatore di macroeventi ... (continue)
Credo che il nodo centrale del libro sia l'intreccio tra Storia (intesa come macroeventi che scandiscono i capitoli dei libri di storia) e verità storica (ossia ciò che accettiamo come fatto storico e che interpretiamo come storicamente rilevante). Simonini agisce, pur come spettatore di macroeventi, sul senso della loro verità storica; agisce in fieri e lascia un testamento pesante per la storia futura. Simonini comprende che la manipolazione di un fatto diventa esso stesso un fatto della storia. Poco importa quali siano le motivazioni alla base della manipolazione (odio per gli ebrei, nichilismo, ragion di stato?), la Storia tiene il conto solo degli effetti che produce.
Se il nodo è ben centrato, meno lo è la trama del libro. Poco funzionale lo sdoppiamento del personaggio, non c'è tensione drammatica, se non in poche occasioni, gli eventi si susseguono stancamente e la forma a flashback del diario è quasi irritante.
E' un bel libro, ma non sta nello scaffale dei miei preferiti.
I bottoni di Napoleone
Che la chimica e la comprensione dei fenomeni chimici abbia costantemente accompagnato lo sviluppo della società umana, è un dato talmente ovvio che farne l'asse portante di un libro è un azzardo che rischia di tracimare nella banalità. Tuttavia, il libro in questione, ha il pregio di racchiudere in ... (continue)
Che la chimica e la comprensione dei fenomeni chimici abbia costantemente accompagnato lo sviluppo della società umana, è un dato talmente ovvio che farne l'asse portante di un libro è un azzardo che rischia di tracimare nella banalità. Tuttavia, il libro in questione, ha il pregio di racchiudere in concisi capitoletti la storia delle idee, dei materiali, dei personaggi che hanno fatto la chimica, senza scivolare troppo nel gergale e nel banale. Una lettura piacevole per scoprire il bello della chimica.
Gli ultimi giorni di Immanuel Kant
Il piccolo saggio non è la biografia del grande filosofo tedesco, ma una serie di aneddoti infilzati l'uno dopo l'altro fino al resoconto dell'agonia degli ultimi giorni di vita avvenuta alla bella età (per l'epoca) di 80 anni. Si encomia sulla bontà d'animo, l'umiltà, la prodigalità e l'umanità del ... (continue)
Il piccolo saggio non è la biografia del grande filosofo tedesco, ma una serie di aneddoti infilzati l'uno dopo l'altro fino al resoconto dell'agonia degli ultimi giorni di vita avvenuta alla bella età (per l'epoca) di 80 anni. Si encomia sulla bontà d'animo, l'umiltà, la prodigalità e l'umanità dell'uomo, nonchè su qualche suo difetto, come il suo bisogno maniacale di ritualità quotidiana. Tutto sommato, scorre veloce, data comunque la non certo "avventurosa" vita del filosofo.
Giungla polacca
21 piccoli racconti, fotografie in bianco e nero, ambientate nelle zone rurali della Polonia alla fine della guerra. Ritraggono personaggi comuni, ma non banali. Una prosa fluida, che trascina la lettura. Consigliato.
Fisica per i presidenti del futuro
Il titolo lascerebbe intendere che si parla di fisica applicata ai big problems della nostra contemporaneità, in realtà è un vademecum fatto in pillole, pieno di buon senso. E' utile leggerlo soprattutto per chi non vuole parlare a sproposito in molte situazioni in cui un minimo di conoscenza scient ... (continue)
Il titolo lascerebbe intendere che si parla di fisica applicata ai big problems della nostra contemporaneità, in realtà è un vademecum fatto in pillole, pieno di buon senso. E' utile leggerlo soprattutto per chi non vuole parlare a sproposito in molte situazioni in cui un minimo di conoscenza scientifica è d'obbligo.
Ecco, dunque, i big problems: terrorismo, energia, nucleare, spazio, riscalamento globale. L'impostazione è molto pragmatica, scettica quanto basta per zittire certe fobie ricorrenti a proposito del prossimo crollo del petrolio, o di futuri attacchi terroristici (nucleari o radiologici), o di riscaldamento globale. E' una lettura agevole (anche troppo, sconfina spesso nell'anedottistica e si ripete spesso), a tratti è anche interessante.