Ottima la scelta di impostare la narrazione affidandola al solo protagonista, il cui carattere è ottimamente tratteggiato. Solo un po' ridondante, a volte si ha l'impressione che Sorrentino abbia appena scoperto il vocabolo "inenarrabile" e sia preso dalla foga di utilizzarlo ad ogni costo. Il libro
... (continue)
Ottima la scelta di impostare la narrazione affidandola al solo protagonista, il cui carattere è ottimamente tratteggiato. Solo un po' ridondante, a volte si ha l'impressione che Sorrentino abbia appena scoperto il vocabolo "inenarrabile" e sia preso dalla foga di utilizzarlo ad ogni costo. Il libro, a mio avviso, ha una forte caduta di tono nella parte del ritorno in Italia e la conclusione appare forzata ed affrettata. Rimane comunque un ottimo romanzo d'esordio, anche se continuo a preferire l'autore dietro la macchina da presa (fatta eccezione per "L'amico di famiglia"...).
Hanno tutti ragione
Ottima la scelta di impostare la narrazione affidandola al solo protagonista, il cui carattere è ottimamente tratteggiato. Solo un po' ridondante, a volte si ha l'impressione che Sorrentino abbia appena scoperto il vocabolo "inenarrabile" e sia preso dalla foga di utilizzarlo ad ogni costo. Il libro ... (continue)
Ottima la scelta di impostare la narrazione affidandola al solo protagonista, il cui carattere è ottimamente tratteggiato. Solo un po' ridondante, a volte si ha l'impressione che Sorrentino abbia appena scoperto il vocabolo "inenarrabile" e sia preso dalla foga di utilizzarlo ad ogni costo. Il libro, a mio avviso, ha una forte caduta di tono nella parte del ritorno in Italia e la conclusione appare forzata ed affrettata.
Rimane comunque un ottimo romanzo d'esordio, anche se continuo a preferire l'autore dietro la macchina da presa (fatta eccezione per "L'amico di famiglia"...).