Puntuale, passionato, ricco, ma soprattutto il più possibile esaustivo. Un testo che non si sforza solo di accumulare dati e aneddoti, ma prova a farci respirare un po' di quella malinconica complessità che avvolge la storia degli Smiths e del suo leader Morrissey.
Il pregio di Acciaio è la scorrevolezza. Silvia Avallone ha il senso del ritmo e quando meno te lo aspetti ti piazza un colpo di scena che alimenta la tensione mantenendo il lettore incollato alla pagina. Se però ci poniamo la questione della coerenza e della plausibilità degli eventi narrati, ecco
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Il pregio di Acciaio è la scorrevolezza. Silvia Avallone ha il senso del ritmo e quando meno te lo aspetti ti piazza un colpo di scena che alimenta la tensione mantenendo il lettore incollato alla pagina. Se però ci poniamo la questione della coerenza e della plausibilità degli eventi narrati, ecco che in diversi punti il romanzo vacilla. Acciaio è pervaso da una morbosità che fa tanto cassetta, morbosità che si ritrova nei comportamenti e nella descrizione fisica delle due giovani protagoniste, nell'assunzione di droga, consumata a gogò, dai loro amici impiegati alla Lucchini (siamo a Piombino o un romanzo di Bret Easton Ellis?) prima, durante e dopo il lavoro in fabbrica, nel degrado e nella sporcizia con cui vengono descritti i quartieri popolari. Il libro è pervaso da un compiacimento nello sguazzare nel torbido che non è mai accompagnato da una partecipazione dolorosa ai drammi affrontati dai personaggi. Il tutto narrato in una lingua agile che però è un coacervo di luoghi comuni, frasi fatte ed espressioni toscane appiccicate sulla pagina in modo artificioso. Non manca neanche qualche imperfezione grammaticale. Qualcosa di buono c'è, ma tutto il can can di polemiche e lodi intorno al libro mi pare francamente eccessivo.
Avvocato di difesa è un buon thriller, con un impianto drammaturgico curato, mai banale e una serie di colpi di scena per niente prevedibili. Il difetto nella scrittura di questo romanzo di Michael Connelly è che è molto scorrevole, direi fin troppo. Mick Haller è un bel personaggio, solido e pieno
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Avvocato di difesa è un buon thriller, con un impianto drammaturgico curato, mai banale e una serie di colpi di scena per niente prevedibili. Il difetto nella scrittura di questo romanzo di Michael Connelly è che è molto scorrevole, direi fin troppo. Mick Haller è un bel personaggio, solido e pieno di sfaccettature, così come Maggie, Lorna, il demoniaco Louis Roulet e gli altri comprimari. Con questo materiale mi sarei aspettata qualche riflessione in più, ma la lettura è comunque molto piacevole.
James Sallis ha uno sguardo interessante e acuto e un'attenzione ai dettagli quasi feticistica, ma questo è il caso raro di romanzo superato di gran lunga dal film. Da un libro carino, e un po' confuso nella sua scelta di narrazione non lineare, Nicolas Winding Refn ha tratto un capolavoro. Chapeau.
Un libro feroce, sentito, che fa riflettere sulle mille coincidenze e sui mille piccoli e grandi errori che conducono alla distruzione di una vita. Un pugno allo stomaco dove si percepiscono tutta la rabbia e il dolore di Pete Dexter per le esperienze vissute sulla propria pelle.
Morrissey & The Smiths
Puntuale, passionato, ricco, ma soprattutto il più possibile esaustivo. Un testo che non si sforza solo di accumulare dati e aneddoti, ma prova a farci respirare un po' di quella malinconica complessità che avvolge la storia degli Smiths e del suo leader Morrissey.
Acciaio
Il pregio di Acciaio è la scorrevolezza. Silvia Avallone ha il senso del ritmo e quando meno te lo aspetti ti piazza un colpo di scena che alimenta la tensione mantenendo il lettore incollato alla pagina. Se però ci poniamo la questione della coerenza e della plausibilità degli eventi narrati, ecco ... (continue)
Il pregio di Acciaio è la scorrevolezza. Silvia Avallone ha il senso del ritmo e quando meno te lo aspetti ti piazza un colpo di scena che alimenta la tensione mantenendo il lettore incollato alla pagina. Se però ci poniamo la questione della coerenza e della plausibilità degli eventi narrati, ecco che in diversi punti il romanzo vacilla. Acciaio è pervaso da una morbosità che fa tanto cassetta, morbosità che si ritrova nei comportamenti e nella descrizione fisica delle due giovani protagoniste, nell'assunzione di droga, consumata a gogò, dai loro amici impiegati alla Lucchini (siamo a Piombino o un romanzo di Bret Easton Ellis?) prima, durante e dopo il lavoro in fabbrica, nel degrado e nella sporcizia con cui vengono descritti i quartieri popolari. Il libro è pervaso da un compiacimento nello sguazzare nel torbido che non è mai accompagnato da una partecipazione dolorosa ai drammi affrontati dai personaggi. Il tutto narrato in una lingua agile che però è un coacervo di luoghi comuni, frasi fatte ed espressioni toscane appiccicate sulla pagina in modo artificioso. Non manca neanche qualche imperfezione grammaticale. Qualcosa di buono c'è, ma tutto il can can di polemiche e lodi intorno al libro mi pare francamente eccessivo.
Avvocato di difesa
Avvocato di difesa è un buon thriller, con un impianto drammaturgico curato, mai banale e una serie di colpi di scena per niente prevedibili. Il difetto nella scrittura di questo romanzo di Michael Connelly è che è molto scorrevole, direi fin troppo. Mick Haller è un bel personaggio, solido e pieno ... (continue)
Avvocato di difesa è un buon thriller, con un impianto drammaturgico curato, mai banale e una serie di colpi di scena per niente prevedibili. Il difetto nella scrittura di questo romanzo di Michael Connelly è che è molto scorrevole, direi fin troppo. Mick Haller è un bel personaggio, solido e pieno di sfaccettature, così come Maggie, Lorna, il demoniaco Louis Roulet e gli altri comprimari. Con questo materiale mi sarei aspettata qualche riflessione in più, ma la lettura è comunque molto piacevole.
Drive
James Sallis ha uno sguardo interessante e acuto e un'attenzione ai dettagli quasi feticistica, ma questo è il caso raro di romanzo superato di gran lunga dal film. Da un libro carino, e un po' confuso nella sua scelta di narrazione non lineare, Nicolas Winding Refn ha tratto un capolavoro. Chapeau.
Un affare di famiglia
Un libro feroce, sentito, che fa riflettere sulle mille coincidenze e sui mille piccoli e grandi errori che conducono alla distruzione di una vita. Un pugno allo stomaco dove si percepiscono tutta la rabbia e il dolore di Pete Dexter per le esperienze vissute sulla propria pelle.