“There was Eru, the One, who in Arda is called Ilúvatar; and he made first the Ainur, the Holy Ones, that were the offspring of his thought, and they were with him before aught else was made. And he spoke to them, propounding to them themes of music; and they sang before him, and he was glad. But
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“There was Eru, the One, who in Arda is called Ilúvatar; and he made first the Ainur, the Holy Ones, that were the offspring of his thought, and they were with him before aught else was made. And he spoke to them, propounding to them themes of music; and they sang before him, and he was glad. But for a long while they sang only each alone, or but few together, while the rest hearkened; for each comprehended only that part of the mind of Ilúvatar from which he came, and in the understanding of their brethren they grew but slowly. Yet ever as they listened they came to deeper understanding, and increased in unison and harmony.”
Il Silmarillion è la genesi della Terra di Mezzo, dove tutte le storie hanno inizio: la creazione di Arda, la nascita delle stirpi degli Elfi, dei Nani e degli Uomini e delle loro battaglie contro Melkor e poi Sauron. E' la storia di battaglie fratricide tra gli Elfi che porteranno alla divisione delle stirpi, all'esilio e al successivo indebolimento, delle inimicize con i Nani che, come gli elfi, amavano le pietre e le cose prezione, e di alleanze con gli Uomini, nobili e potenti ma anche loro sedotti e poi corrotti dal potere di Sauron. Gli elfi, che nel Signore degli Anelli appaiono saggi e quasi stanchi della loro permanenza nella Terra di Mezzo, sono nel Silmarillion più soggetti a passioni ed ambizion; la stessa Galadriel decide di seguire Fëanor nella ribellione contro i Valar e seguirlo nel suo esilio da Valinor perchè desiderosa di avere un regno tutto suo da governare.
Ma alla fine come dice Gandalf
"Many are the strange chances of the world," said Mithrandir, "and help oft shall come from the hands of the weak when the Wise falter."
The Children of Hurin ha i toni di un tragico poema epico.
Non c'è una quest, un tesoro da trovare o una principessa da salvare. I problemi non si risolvono con la magia ma con la spada e spesso con esiti drammatici.
E' la storia di alcuni uomini che lottano per la loro vita, la famiglia e la ter
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The Children of Hurin ha i toni di un tragico poema epico.
Non c'è una quest, un tesoro da trovare o una principessa da salvare. I problemi non si risolvono con la magia ma con la spada e spesso con esiti drammatici.
E' la storia di alcuni uomini che lottano per la loro vita, la famiglia e la terra contro un potere più grande di loro, una divinità caduta che vuole estendere il suo potere sull'umanità. Turin, il protagonista, è tutt'altro che un cavaliere senza macchia, ha un carattere cupo e incline alla rabbia e ogni sua azione, benchè orientata verso il bene della sua gente, è destinata a ritorcersi contro di lui. E anche gli elfi sono diversi dai loro altezzosi discendenti protagonisti del Signore degli Anelli; più vicini e solidali con gli uomini, anch'essi cercano disperatamente di salvare i loro regni nascosti.
Coloro che ritengono che i romanzi fantasy siano letture per ragazzini dovrebbero leggere The Children of Hurin. Anche se, diversamente da quello che scrive Christopher Tolkien nell'introduzione, si apprezza meglio se si conosce il Silmarillion che, visto che in questo periodo non riesco a staccarmi da Tolkien, mi appresterò a rileggere.
Ero alla ricerca di un romanzo vampiresco e di puro intrattenimento e ho trovato quello che mi meritavo. Sembra una sceneggiatura scritta durante lo sciopero degli sceneggiatori. Personaggi stupidi, ma sempre superfighi, che corrono da tutte le parti senza concludere nulla fino alla soluzione finale
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Ero alla ricerca di un romanzo vampiresco e di puro intrattenimento e ho trovato quello che mi meritavo. Sembra una sceneggiatura scritta durante lo sciopero degli sceneggiatori. Personaggi stupidi, ma sempre superfighi, che corrono da tutte le parti senza concludere nulla fino alla soluzione finale alla scooby doo. Nonostante sia scritto da cani e i protagonisti abbiano lo spessore della carta velina è piuttosto divertente e si fa leggere, per dimenticarlo appena chiusa l'ultima pagina. Ora mi rifaccio il palato con Gaiman però.
Ormai ho perso il conto delle volte che ho letto Il Signore degli Anelli.
Nelle mie prime letture da ragazzina ero naturalmente affascinata dalle avventure di Frodo e Sam ma soprattutto dagli eroi Aragorn prima e Faramir in seguito. Crescendo e leggendolo successivamente in inglese ho inziato a co
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Ormai ho perso il conto delle volte che ho letto Il Signore degli Anelli.
Nelle mie prime letture da ragazzina ero naturalmente affascinata dalle avventure di Frodo e Sam ma soprattutto dagli eroi Aragorn prima e Faramir in seguito. Crescendo e leggendolo successivamente in inglese ho inziato a concentrarmi ed apprezzare meglio la prosa di Tolkien.
Avendolo letto l'ultima volta una decina d'anni fa, in occasione dell'uscita della trilogia cinematografica, e avendo nel frattempo conosciuto autori fantasy contemporanei che fanno dello "show don't tell" il loro marchio di fabbrica, devo dire che lo stile narrativo di Tolkien e il suo modo di descrivere gli eventi mi mancava. E' vero, è molto descrittivo ed alcune parti posso anche considerarsi superflue mentre altre, come le numerose battaglie che piacciono tanto ad alcuni autori, vengono descritte in modo molto meno epico concentrandosi più sui singoli personaggi che non sulle tecniche d'assalto, ma la sua prosa dà ancora la paga a molti autori di oggi. Parallelamente conoscendo bene la storia ho apprezzato anche quei piccoli e numerosi dettagli e personaggi che nelle precedenti letture mi erano sfuggiti confermando ancora una volta una risposta che mi diede Neil Gaiman anni fa: And for that matter, if people come back to the stories later, knowing more than they did the first time, sometimes they'll find that the stories have changed and grown while they were away.
Qualche volta sento il bisogno di tornare nella Terra di Mezzo. Di solito rileggo Il Signore degli Anelli, ma questa volta complice anche il film che mi è piacuto, ho deciso di rileggere Lo Hobbit. Come tutta la buona letteratura Lo Hobbit ha sup
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In a hole in the ground there lived a hobbit.
Qualche volta sento il bisogno di tornare nella Terra di Mezzo. Di solito rileggo Il Signore degli Anelli, ma questa volta complice anche il film che mi è piacuto, ho deciso di rileggere Lo Hobbit. Come tutta la buona letteratura Lo Hobbit ha superato il test del tempo rimanendo assolutamente delizioso.
Tredici nani, un hobbit, un mago; tantissime avventure e strani incontri, magia e indovinelli, poesia e umorismo. Un anello d'oro che dà strani poteri al suo possessore, e un drago a guardia di una montagna d'oro rubata ai nani. Bilbo è i suoi amici devono fronteggiare molte minacce - perfidi trolls, brutti goblins, lupi affamati, un hobbit psicopatico e ragni giganti - oltre al drago ovviamente.
Di solito non sopporto gli elfi ma, rispetto ai loro cugini snob che abitano Lothlorien, quelli di Mirkwood sono un po' più "ruspanti". Fanno un sacco di feste e adorano il vino, un po' troppo forse, ma sono anche molto generosi nei confronti di coloro che vivono nelle vicinanze del loro regno.
Non voglio lasciare la Terra di Mezzo. Penso che starò qui ancora un po' in compagnia di quattro hobbit, due uomini, un elfo, un nano e ancora lo stesso mago. Alla fine non è male come Compagnia.
The Silmarillion
“There was Eru, the One, who in Arda is called Ilúvatar; and he made first the Ainur, the Holy Ones, that were the offspring of his thought, and they were with him before aught else was made. And he spoke to them, propounding to them themes of music; and they sang before him, and he was glad. But ... (continue)
“There was Eru, the One, who in Arda is called Ilúvatar; and he made first the Ainur, the Holy Ones, that were the offspring of his thought, and they were with him before aught else was made. And he spoke to them, propounding to them themes of music; and they sang before him, and he was glad. But for a long while they sang only each alone, or but few together, while the rest hearkened; for each comprehended only that part of the mind of Ilúvatar from which he came, and in the understanding of their brethren they grew but slowly. Yet ever as they listened they came to deeper understanding, and increased in unison and harmony.”
Il Silmarillion è la genesi della Terra di Mezzo, dove tutte le storie hanno inizio: la creazione di Arda, la nascita delle stirpi degli Elfi, dei Nani e degli Uomini e delle loro battaglie contro Melkor e poi Sauron. E' la storia di battaglie fratricide tra gli Elfi che porteranno alla divisione delle stirpi, all'esilio e al successivo indebolimento, delle inimicize con i Nani che, come gli elfi, amavano le pietre e le cose prezione, e di alleanze con gli Uomini, nobili e potenti ma anche loro sedotti e poi corrotti dal potere di Sauron.
Gli elfi, che nel Signore degli Anelli appaiono saggi e quasi stanchi della loro permanenza nella Terra di Mezzo, sono nel Silmarillion più soggetti a passioni ed ambizion; la stessa Galadriel decide di seguire Fëanor nella ribellione contro i Valar e seguirlo nel suo esilio da Valinor perchè desiderosa di avere un regno tutto suo da governare.
Ma alla fine come dice Gandalf
"Many are the strange chances of the world," said Mithrandir, "and help oft shall come from the hands of the weak when the Wise falter."
e infatti arriveranno gli Hobbit.
Narm I chín Húrin
The Children of Hurin ha i toni di un tragico poema epico.
Non c'è una quest, un tesoro da trovare o una principessa da salvare. I problemi non si risolvono con la magia ma con la spada e spesso con esiti drammatici.
E' la storia di alcuni uomini che lottano per la loro vita, la famiglia e la ter ... (continue)
The Children of Hurin ha i toni di un tragico poema epico.
Non c'è una quest, un tesoro da trovare o una principessa da salvare. I problemi non si risolvono con la magia ma con la spada e spesso con esiti drammatici.
E' la storia di alcuni uomini che lottano per la loro vita, la famiglia e la terra contro un potere più grande di loro, una divinità caduta che vuole estendere il suo potere sull'umanità. Turin, il protagonista, è tutt'altro che un cavaliere senza macchia, ha un carattere cupo e incline alla rabbia e ogni sua azione, benchè orientata verso il bene della sua gente, è destinata a ritorcersi contro di lui.
E anche gli elfi sono diversi dai loro altezzosi discendenti protagonisti del Signore degli Anelli; più vicini e solidali con gli uomini, anch'essi cercano disperatamente di salvare i loro regni nascosti.
Coloro che ritengono che i romanzi fantasy siano letture per ragazzini dovrebbero leggere The Children of Hurin.
Anche se, diversamente da quello che scrive Christopher Tolkien nell'introduzione, si apprezza meglio se si conosce il Silmarillion che, visto che in questo periodo non riesco a staccarmi da Tolkien, mi appresterò a rileggere.
Nodo di sangue
Ero alla ricerca di un romanzo vampiresco e di puro intrattenimento e ho trovato quello che mi meritavo. Sembra una sceneggiatura scritta durante lo sciopero degli sceneggiatori. Personaggi stupidi, ma sempre superfighi, che corrono da tutte le parti senza concludere nulla fino alla soluzione finale ... (continue)
Ero alla ricerca di un romanzo vampiresco e di puro intrattenimento e ho trovato quello che mi meritavo. Sembra una sceneggiatura scritta durante lo sciopero degli sceneggiatori. Personaggi stupidi, ma sempre superfighi, che corrono da tutte le parti senza concludere nulla fino alla soluzione finale alla scooby doo.
Nonostante sia scritto da cani e i protagonisti abbiano lo spessore della carta velina è piuttosto divertente e si fa leggere, per dimenticarlo appena chiusa l'ultima pagina.
Ora mi rifaccio il palato con Gaiman però.
The Lord of the Rings
Ormai ho perso il conto delle volte che ho letto Il Signore degli Anelli.
Nelle mie prime letture da ragazzina ero naturalmente affascinata dalle avventure di Frodo e Sam ma soprattutto dagli eroi Aragorn prima e Faramir in seguito.continue)
Crescendo e leggendolo successivamente in inglese ho inziato a co ... (
Ormai ho perso il conto delle volte che ho letto Il Signore degli Anelli.
Nelle mie prime letture da ragazzina ero naturalmente affascinata dalle avventure di Frodo e Sam ma soprattutto dagli eroi Aragorn prima e Faramir in seguito.
Crescendo e leggendolo successivamente in inglese ho inziato a concentrarmi ed apprezzare meglio la prosa di Tolkien.
Avendolo letto l'ultima volta una decina d'anni fa, in occasione dell'uscita della trilogia cinematografica, e avendo nel frattempo conosciuto autori fantasy contemporanei che fanno dello "show don't tell" il loro marchio di fabbrica, devo dire che lo stile narrativo di Tolkien e il suo modo di descrivere gli eventi mi mancava.
E' vero, è molto descrittivo ed alcune parti posso anche considerarsi superflue mentre altre, come le numerose battaglie che piacciono tanto ad alcuni autori, vengono descritte in modo molto meno epico concentrandosi più sui singoli personaggi che non sulle tecniche d'assalto, ma la sua prosa dà ancora la paga a molti autori di oggi.
Parallelamente conoscendo bene la storia ho apprezzato anche quei piccoli e numerosi dettagli e personaggi che nelle precedenti letture mi erano sfuggiti confermando ancora una volta una risposta che mi diede Neil Gaiman anni fa: And for that matter, if people come back to the stories later, knowing more than they did the first time, sometimes they'll find that the stories have changed and grown while they were away.
Alla prossima rilettura.
The Hobbit
In a hole in the ground there lived a hobbit.
Qualche volta sento il bisogno di tornare nella Terra di Mezzo.continue)
Di solito rileggo Il Signore degli Anelli, ma questa volta complice anche il film che mi è piacuto, ho deciso di rileggere Lo Hobbit.
Come tutta la buona letteratura Lo Hobbit ha sup ... (
In a hole in the ground there lived a hobbit.
Qualche volta sento il bisogno di tornare nella Terra di Mezzo.
Di solito rileggo Il Signore degli Anelli, ma questa volta complice anche il film che mi è piacuto, ho deciso di rileggere Lo Hobbit.
Come tutta la buona letteratura Lo Hobbit ha superato il test del tempo rimanendo assolutamente delizioso.
Tredici nani, un hobbit, un mago; tantissime avventure e strani incontri, magia e indovinelli, poesia e umorismo. Un anello d'oro che dà strani poteri al suo possessore, e un drago a guardia di una montagna d'oro rubata ai nani. Bilbo è i suoi amici devono fronteggiare molte minacce - perfidi trolls, brutti goblins, lupi affamati, un hobbit psicopatico e ragni giganti - oltre al drago ovviamente.
Di solito non sopporto gli elfi ma, rispetto ai loro cugini snob che abitano Lothlorien, quelli di Mirkwood sono un po' più "ruspanti". Fanno un sacco di feste e adorano il vino, un po' troppo forse, ma sono anche molto generosi nei confronti di coloro che vivono nelle vicinanze del loro regno.
Non voglio lasciare la Terra di Mezzo.
Penso che starò qui ancora un po' in compagnia di quattro hobbit, due uomini, un elfo, un nano e ancora lo stesso mago. Alla fine non è male come Compagnia.