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- Veracruz (850)
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By Valerio Evangelisti -
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- Tortuga (1656)
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By Valerio Evangelisti -
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- Tesi sull'esistenza dell'amore (273)
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By Guldberg Torben -
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- Pianoforte vendesi (1810)
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By Andrea Vitali -
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- Il peso della farfalla (6069)
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By Erri De Luca -
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- L'armata perduta (2993)
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By Valerio Massimo Manfredi -
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- N. (582)
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By Ernesto Ferrero -
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- Dove andiamo, papà? (154)
- Vivere, piangere, ridere con due figli diversi dagli altri
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By Jean-Louis Fournier -
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- La strana storia del libraio a cui cadde una pila di libri in testa (99)
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By Ellis Weiner -
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- Un ragazzo (7186)
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By Nick Hornby -
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- Il cavaliere, la strega, la morte e il diavolo (58)
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By Silvana De Mari -
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- Figli di tenebra (113)
- Trilogia di Lothar Basler - Vol. 3
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By Marco Davide -
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- Il re d'inverno (1740)
- Il Romanzo di Excalibur, vol. 1
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By Bernard Cornwell -
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- Diari (1409)
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By Kurt Cobain -
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- Watchmen (1636)
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By Alan Moore -
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Figli di tenebra
***This comment contains spoilers! ***
Ultimo atto della monumentale fatica di Marco Davide. L'autore raccoglie tutti i fili e li intreccia tra di loro, riuscendo a dare unità e coerenza ad un racconto di migliaia di pagine.
Impresa non facile. Anzitutto per lo stile stesso di MD, che tradisce un evidente piacere per le descrizioni molt ... (continue)
Ultimo atto della monumentale fatica di Marco Davide. L'autore raccoglie tutti i fili e li intreccia tra di loro, riuscendo a dare unità e coerenza ad un racconto di migliaia di pagine.
Impresa non facile. Anzitutto per lo stile stesso di MD, che tradisce un evidente piacere per le descrizioni molto dettagliate. C'è un gusto per il particolare, per il racconto in quanto tale, che mi sembra tradiscano la forma mentis del narratore: non è che da bravo ingegnere tutti quegli esami di Disegno tecnico e industriale abbiano lo abbiano marchiato? ;)
Chissà. Di sicuro, quest'attenzione ai dettagli può causare qualche problema all'artigiano di storie: come si comporta una bestia selvatica quando è costretta a passare troppo tempo in un ambiente chiuso? E come poterlo esprimere con la scrittura? MD questi problemi se li è posti, li ha ponderati con calma e nella maggior parte dei casi li ha risolti brillantemente.
Insomma, per usare una terminologia complessa: dopo due volumi di analisi, nel terzo scopriamo che l'autore ha anche ottime capacità di sintesi.
Il viaggio di Lothar e dei suoi amici volge al termine. La tecnica narrativa conferma quello che era già emerso in precedenza: la storia è raccontata principalmente da due punti di vista, quello di Lothar e quello di Mutio. Gli altri personaggi - a parte qualche eccezione - sono di solito descritti dall'esterno, senza che questo pesi in maniera particolare al lettore.
Se posso esprimere una preferenza, è Rugni il personaggio secondario che più mi ha sorpreso. Si nota una certa evoluzione da cliché iniziale (classico AmmazzaTroll svalvolato) a figura tormentata, a volte dolorosa a volte comica (il quadretto della sua imboscata a Unghialunga è davvero spassoso), la cui storia troverà un epilogo degno di lui. Proprio interessante.
Ma veniamo ai due comprimari. Mutio, di una sensibilità a volte quasi femminile. Lothar, tormentato dal passato e animato dall'odio e dall'amore. Mutio, il baro, il taverniere allegro, il debole. Lothar, il Figlio del Potere, il cacciatore di taglie, l'eroe che fin troppo facilmente sarebbe potuto essere super. Ma non lo è.
Ed è proprio questa la ragione che, secondo me, più di tutte rende i libri di MD degni di essere letti. C'è molto di umano nelle sue parole: le storie personali, le riflessioni più intime non sono artefatte, frutto insipido di un mestierante. Dietro questa storia ci sono lacrime, c'è del sangue che la rende autentica e credibile.
E questo è bellissimo e fondamentale, almeno per uno come il sottoscritto che continua a dire che il fantasy è solo un linguaggio con cui raccontare la realtà, quella vera, tormentata e profonda che ognuno si porta dietro.
Addio amici. Che gli dèi vi benedicano e vi rendano sempre felici. Non è difficile. Alla fine non è difficile.
Addio Lothar, fai buon viaggio. Ci mancherai.