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Grazie a te.
E il tuo avatar mi ha fatto ricordare che anche gli Arcade Fire stanno registrando... pare che questo sarà un buon anno davvero.
Ciao!
Sperando di non disturbare troppo, ti lascio una segnalazione: http://bit.ly/11xzRIj
Al solito, le opinioni in proposito fanno piacere!
(oooh, Lolita... un giorno lo rileggerò).
Bella libreria! Spero non ti dispiaccia se mi sono segnata giù qualche titolo!
Krokgard's 2012 Best Books:
10) Bret Easton Ellis - American Psycho
9) JD Salinger - The Catcher in the Rye
8) Jeffrey Eugenides - The Marriage Plot
7) Kurt Vonnegut - Slaughterhouse 5
6) Jonathan Franzen - Freedom
5) Jonathan Lethem - The Fortress of Solitude
4) Jennifer Egan - A Visit from the Goon Squad
3) Dave Eggers - An Heartbreaking Work of Staggering Genius
2) Thomas Pynchon - Gravity's Rainbow
1) David Foster Wallace - Infinite Jest
Auguri di buone feste e di buone letture...
Il romanzo d'esordio (e di punta?) di Isabel Allende è una storia triplice, tre volte speculare. E' la storia di una famiglia di folli, indovini e avventurieri, di uomini e donne in costante sfida alla realtà; è la parabola d'un uomo solo, dei suoi crimini e delle sue passioni; ed è la tragedia di u ... (continue)
Il romanzo d'esordio (e di punta?) di Isabel Allende è una storia triplice, tre volte speculare. E' la storia di una famiglia di folli, indovini e avventurieri, di uomini e donne in costante sfida alla realtà; è la parabola d'un uomo solo, dei suoi crimini e delle sue passioni; ed è la tragedia di un paese sofferente, precoce ma debole, inevitabilmente soffocato dalle molteplici forze dilanianti del '900.
E' molto difficile individuare dove cominci e dove finisca ciascuna delle tre storie - principalmente perchè sono, in fondo, la stessa cosa.
Un'analisi lapidaria mi porterebbe a congedarmi dalla Casa parlandone come d'un libro estremamente bello e piuttosto debole. Bello perchè interessante, perchè colorato e vario, divertente e triste, ma anche sostanzialmente canonico dal punto di vista narrativo (dove spicca solo l'abile uso dell'anticipazione), non troppo brillante a livello stilistico e, in fondo, più tardoottocentesco che anni '80 nella propria natura di saga familiare. Le peculiarità non mancano, prima fra tutte quel realismo magico che annebbia l'intera prima parte del libro, per poi diluirsi sempre di più (ed è impossibile pensare sia un caso) col filtrare costante del mondo esterno nella realtà dell'ambientazione. Ma è un realismo magico che, pur nel complesso potente, a tratti sfocia in una sorta di puro nonsense - ben lontano da quello sfumare i concetti di oggettivo e soggettivo, proprio d'esempi più alti di tale stile.
Sarebbe però appunto un'analisi lapidaria, inadatta a un'opera magari poco innovativa - ma comunque decisamente complessa e particolarmente densa, che si innalza - man mano che il tessuto della trama appare chiaro al lettore - quasi a parabola del destino dell'uomo (sudamericano?), buono di cuore e peccatore, passionale e brutale e - inevitabilmente - consumato e punito dalla sua stessa colpa. Esemplare, in quest'ottica, il vero protagonista Esteban Trueba.
Non ci si può infine esimere dal citare l'elemento politico e storico che caratterizza gli ultimi capitoli della Casa, che se non alterano il valore letterario dell'opera (risultano anzi piuttosto prevedibili) ne amplificano notevolmente il valore umano, e in questo l'unica critica che mi è impossibile non muovere è che quando si scrive un romanzo di denuncia, come questo vuol palesemente essere, è sostanzialmente insensato usare appellativi e giri di parole. Andavano fatti i nomi.
Opera policroma e sempre interessante, La Casa degli Spiriti è un romanzo in cui una sostanziale semplicità espositiva non azzoppa poi troppo la gran quantità di cose che, è palpabile, l'autrice ha comunicarci.
Consigliato a chi vuol approcciare la cultura la storia e il sapore d'un dato angolo del Terzo Mondo.