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Along Came a Spider
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E' lecito domandare perché diavolo mai io continui a leggere trillerari americani se poi ne penso quel che ne penso.
E' cortesia rispondere che, da un lato, spero sempre di trovare l'eccezione che conferma la regola del trilleraro americano; dall'altro, ho un insano desiderio di campionare lo spazio ... (continue)
E' lecito domandare perché diavolo mai io continui a leggere trillerari americani se poi ne penso quel che ne penso.
E' cortesia rispondere che, da un lato, spero sempre di trovare l'eccezione che conferma la regola del trilleraro americano; dall'altro, ho un insano desiderio di campionare lo spazio dei giallisti/trillerari in tutto lo spazio-tempo. Mi piacciono gli obiettivi raggiungibili. Soprattutto perché mi pare giusto fare almeno un paio di misure per autore: è la scienza, bellezza.
Patterson mi viene in aiuto per il secondo punto, ma questo lo fa chiunque, mentre cade miseramente per il primo, perché di eccezionale non ci trovo proprio nulla. Anzi, ad una seconda analisi, sì.
Non è il fatto che un autore bianco crei un detective nero.
Non è neanche il fatto che si tratti di un detective con un'altra specializzazione (psicologo), che, a voler ben gardare, mi sembra solo un modo per rendere più plausibili certe autorevolezze e certi permessi che gli vengono dati.
Non è nemmeno la presenza di una super donna competitiva assertiva strafiga atletica che guida la moto (sai che fantasia che ci vuole; forse l'unica cosa fantasiosa è la fine che fa -che non dico-).
Per non parlare dello psicopatico di turno. Cliché.
Il vero elemento sconcertantemente nuovo è....che il dottordetective Alex Cross suda. Copiosamente. Come risposta base a qualunque stimolo, che sia caldo, paura, adrenalina, fame, sete, sonno, esattore delle tasse, guardia di finanza, gita fuori porta.
Trovategli almeno un deodorante.
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