-
All books
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
RSS feeds: subscribe to Lan Awn Shee of the Isle of Man's shelf


3 people find this helpful
A dispetto di una trama che avrebbe potuto (anzi, è) gradevole e interessante, l'incapacità totale di Larrson di rendere in forma gradevole la sua idea è alla base del fallimento del libro - inutili le strombazzature pubblicitarie che lo vorrebbero "un caso editoriale, un libro che vi terrà svegli f ... (continue)
A dispetto di una trama che avrebbe potuto (anzi, è) gradevole e interessante, l'incapacità totale di Larrson di rendere in forma gradevole la sua idea è alla base del fallimento del libro - inutili le strombazzature pubblicitarie che lo vorrebbero "un caso editoriale, un libro che vi terrà svegli fino all'alba" (maddeché). Larsson fa un sacco di errori da pivellino: il problema principale del romanzo è senz'altro la sua incapacità di distinguere tra informazioni utili al lettore e chilate e chilate di dettagli inutili o inutili e pure irritanti. Si sprecano le pagine strabordanti di puntigliose annotazione di come Mikael Blomkvist faccia cose totalmente ovvie come alzarsi, mangiare, sedersi per leggere, camminare, e altrettante sono quelle che ribollono di precisazioni che non hanno nessuna ragion d'essere (che cosa mangi o beva Mikael, di che marca siano i computer di Lisbeth, quanti pollici abbia lo schermo del suo laptop ecc.). Più che un romanzo, a volte sembra di leggere la telecronaca minuto per minuto di un personaggio che non è neanche granché simpatico, a causa della palese self-inserction che l'autore non ha neanche tentato di camuffare. Del resto, nonostante tutto, Mikael e Lisbeth sono gli unici due personaggi vagamente degni di essere considerati: lui per la sua ridondanza e la sua sgradevolezza (c'ha la sindrome del bello/buono/bravo/sexy, pessimo e fintissimo, l'ho odiato dopo due pagine), lei per l'essere comunque delineata con tratti molto più accattivanti, anche se a volte viene rovinata dallo stereotipo della 'stramboide geniale'. Per il resto, è il nulla: tutti i personaggi restanti sono in misura maggiore o minore strumenti utili per sottolineare la sensualità e/o l'arguzia e/o l'onestà del magnifico protagonista e niente più. Ah già, eccezion fatta per il cattivo di turno, che è così incommensurabilmente cattivo da rivelarsi praticamente quasi irreale, niente più niente meno della caricatura di un cattivo vero (nazista, incestuoso, pedofilo, violento, assassino, sadico, praticamente un collage di tutti i tratti più laidi e detestabili del genere umano, bella forza gareggiare con un antagonista così).
Il libro non ha spina dorsale - non potendo contare su un 'cast' sano, ma su una corte il cui sovrano è una proiezione idealizzata dell'autore - e non ha ritmo - per via della sovrabbondanza di dati, per lo più tranquillamente eliminabili, per via dei dialoghi mosci e ripetitivi, dello stile vuotamente cronachistico. Solo certe pagine dedicate a Lisbeth valgono la pena di una lettura. Il resto è solo una manovra di marketing che ha funzionato a dovere, illudendomi e facendomi spendere ben 20 euro per uno dei libri più deludenti degli ultimi anni.
Is this helpful?