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folktale
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- NonNonBa (112)
- Storie di fantasmi giapponesi
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By Shigeru Mizuki -
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- Racconti di pioggia e di Luna (450)
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By Akinari Ueda -
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- Fiabe del focolare (88)
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By Jacob Grimm, Wilhelm Grimm -
Finished on Jan 4, 2009 




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Avevo letto altrove una descrizione delle qualità di questo libro, tanto succulenta da convincermi a sborsare - e non poco! - pur di acquistarlo. Mi avevano sedotta le allusioni all'integralità del malloppone firmato dai Grimm (non tutte le raccolte sono complete, alla fine), all'associazione a part ... (
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Jan 30, 2009 |
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- Fiabe irlandesi (1135)
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By William Butler Yeats -
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- Donne che corrono coi lupi (3572)
- Il mito della Donna Selvaggia
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By Clarissa Pinkola Estés -
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- Fiabe (1851)
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By Jacob Grimm, Wilhelm Grimm -
Finished
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Imprescindibile opera per ogni vero appassionato di fiabe, il lavoro di raccolta dei Grimm - è vero - non è stato sempre filologicamente accurato e onesto, ma è e rimane uno dei contributi più importanti e fondamentali per lo studio e l'interpretazione fiabesca e, soprattutto, uno dei lavori che ha ... (
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Nov 11, 2008 |
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- The Classic Fairy Tales (13)
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Maria Tatar è senz'altro una delle studiose che, per chi è affascinato dal mondo dell'interpretazione delle fiabe, risulterà più soddisfacente. La sua capacità di rendere chiaro e logico il discorso già di per sé è una dote molto gradevole in un libro, tanto più se le porte aperte da tale discorso s ... (
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Nov 9, 2008 |
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- Secrets beyond the Door (1)
- The Story of Bluebeard and His Wives
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By Maria Tatar -
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La chiarezza espositiva e logica già dimostrata dalla Tatar in altri suoi libri viene qui impiegata per approfondimenti su una delle fiabe che maggiormente tendono a colpire l'immaginario collettivo adulto, vale a dire Barbablu. Sviscerando le varianti esistenti in giro per il mondo, raccontando l'e ... (
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Nov 9, 2008 |
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- Dizionario delle fiabe e delle favole (17)
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By Van der Kooi Jurjen, Dekker Ton, Meder Theo -
Reference 




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Dizionario delle fiabe e delle favole




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Il panorama del mondo fiabesco è così vasto e vario che opere di sintesi come questa sono una manna dal cielo. Questo libro, ordinato alfabeticamente, riporta le principali voci riguardanti titoli, temi, personaggi ecc. basandosi soprattutto sui tipi fiabistici individuati da Aarne e Thompson (su cu ... (
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Nov 9, 2008 |
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- Il mondo incantato (1358)
- Uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe
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By Bruno Bettelheim -
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Forse alcune delle posizioni di Bettelheim sono state attualmente superate, o perlomeno rivisitate o ridimensionate. Resta che questo libro, oltre che essere una lettura molto piacevole, rimane interessante per il suo essere, sostanzialmente, un invito a mantenere vivo il ruolo della fiaba nella vit ... (
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Nov 9, 2008 |
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- Fiabe italiane (2821)
- Raccolte dalla tradizione popolare durante gli ultimi cento anni
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By Italo Calvino -
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Forse le fiabe italiane, essendo arrivate sugli scaffali delle librerie e delle case molto dopo rispetto a quelle immortalate dai vari Perrault e Grimm, potranno suonare un po' ripetitive e poco originali. Eppure è affascinante ritrovare anche in esse alcuni motivi e denotare come, in realtà, la nos ... (
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Nov 9, 2008 |
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- Fiabe e leggende di tutto il mondo (79)
- Giappone
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By AA.VV. -
Finished 




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Fiabe e leggende di tutto il mondo




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Sono particolarmente affezionata a questo libro. Un po' per motivi sentimentali (la libreria dove l'ho comprato non esiste neanche più, ma era meta frequente durante le peregrinazioni del sabato pomeriggio assieme alle amichette di scuola...), un po' perché - anche se sono sicura che sia ancora rint ... (
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Nov 9, 2008 |
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- The Bloody Chamber (228)
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By Angela Carter -
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Le fiabe classiche hanno in sé una violenza quasi sconcertante. Quando un abile autore moderno se ne rende conto e decide di sfruttarla per alcune rielaborazioni si può avere la fortuna di ottenere qualcosa come The Bloody Chamber, una raccolta di fiabe nere, di riscritture 'liberamente ispirate a' ... (
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Nov 10, 2008 |
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NonNonBa
Non conoscevo quest'opera. Non avevo idea che fosse stata pubblicata - a dirla tutta non avevo nemmeno intenzione di comprarla, quando l'ho vista sullo scaffale della libreria. Per prima cosa mi ha colpito lo stile del disegno della copertina: molto particolare, piuttosto 'indigesto' rispetto ai can ... (continue)
Non conoscevo quest'opera. Non avevo idea che fosse stata pubblicata - a dirla tutta non avevo nemmeno intenzione di comprarla, quando l'ho vista sullo scaffale della libreria. Per prima cosa mi ha colpito lo stile del disegno della copertina: molto particolare, piuttosto 'indigesto' rispetto ai canoni di bellezza standardizzati dai manga moderni. Questo mi aveva incuriosito e solo a quel punto ho letto il titolo: Storie di fantasmi giapponesi recitava, e a me le storie di fantasmi piacciono. Non avevo tempo di sfogliarlo, ho deciso di rischiare e comprare il volume a scatola chiusa (il prezzo non è basso, ma nemmeno esorbitante).
Una volta apertolo e avendolo iniziato a leggere con calma, mi sono sentita un po' presa in giro: è piuttosto evidente che la Rizzoli abbia pensato di modificare il titolo originale (Nonnonba e io) in quello italiano (Nonnonba. Storie di fantasmi giapponesi) sperando che qualche gonzo alla ricerca di facili brividini di horror esotico ci cascasse. Presente, alzo la mano: mi hanno proprio fatta fessa. Se pensate che Nonnonba sia una versione a fumetti di un qualche Kaidan, una vera e propria raccolta di storie dell'orrore, sappiate che non è quello che troverete tra le pagine.
Detto questo per correttezza, sappiate anche che quello che vi troverete è molto meglio.
Per spezzare una lancia in favore del titolista della Rizzoli, non è che fantasmi e demoni siano del tutto assenti nella storia: in effetti sono loro il filo conduttore che lega tra loro i vari episodi, ma non ne sono l'oggetto. In realtà il manga racconta dell'infanzia di Shigeru, un bambino nato e cresciuto in un Giappone ormai scomparso, ancora fortemente rurale e tradizionalista, nel bene e nel male. Shigeru ama farsi raccontare dalla nonna le storie degli spettri e delle creature sovrannaturali che popolano la vita quotidiana della gente, e lo ama perché questi mondi fantastici in qualche modo trova il senso della sua vita. Forse sono parole grosse per un bambino così giovane, ma è disegnando, inventandosi storie i cui protagonisti sono mostri più o meno simpatici, più o meno inquietanti che Shigeru riflette su di sé e su ciò che accade attorno a lui - un punto di vista piuttosto particolare per capire se stessi, niente meno.
Il mondo in cui vive è molto ben dettagliato: non pecca né di eccessiva nostalgia per il tempo dell'infanzia, né - per contro - di una troppo accentuata critica agli aspetti più violenti o ipocriti di quella società. E' uno scenario reale, fatto di neri e di bianchi, punto. E' una vita crudele nella sua onestà, una che offre e che toglie. E' una vita con la quale il moderno si può confrontare, perché è vera, non è la costruzione astratta dovuta al rimpianto o alla smania di far colpo sul lettore.
In questo scenario si muovono i protagonisti - molto numerosi - tutti molto ben caratterizzati: io ho adorato soprattutto la coppia dei genitori di Shigeru, lei così pragmatica e 'ottusa' nel suo rimanere ancorata ai valori di rispettabilità tradizionale, lui invece assurdamente individualistico in una società fortemente conformizzata, un pesce fuor d'acqua che a volte fa davvero cadere le braccia, pur in chi (come me) rispettava molto quel suo eroico idealismo da Don Chisciotte con gli occhi a mandorla.
Molto interessante anche lo stile narrativo usato: il volume è composto da diverse parti, a loro volta suddivise in episodi diversi. Contrariamente a quello che ci si aspetterebbe, non si tratta di episodi autoconclusivi, né necessariamente collegati tra loro da una logica. A volte accade, altre no: sembra che il criterio sia stato quello di raccontare davvero la vita, nella quale le cose accadono a modo loro, senza l'ausilio di una mente che regola gli accadimenti in modo affabulatorio. Eppure tutto trova ugualmente il suo senso, nel complesso.
Trattandosi di un manga, bisogna considerare anche il lato artistico. Le capacità di Mizuki sono indubbie. Basti guardare solo alcuni degli scenari che ricostruisce: difficile trovare artisti in grado di riprodurli con tale precisione e cura. Quello che salta all'occhio è il suo character design, senza dubbio: le sue tavole sono popolate da personaggi bruttini, goffi, quasi caricaturali. Niente occhioni luccicanti, chiome variopinte e stravaganti, figure snelle e flessuose. Shigeru stesso sembra un rospetto, a volte, per non parlare del suo amico Kappa, che non si chiama così per niente! Ma non definirei questa scelta fallimentare, al contrario: innanzitutto, è aria fresca per chi è stufo di volumi tecnicamente impeccabili quanto, ormai, asettici. Se si può definire 'brutto' l'aspetto dei personaggi di Mizuki, è quel brutto che piace terribilmente. E perché piace? In primo luogo perché sono tutti perfettamente caratterizzati: non c'è la minima possibilità di confondere un personaggio con un altro, ognuno ha le sue caratteristiche che lo rendono unico. In secondo luogo, perché queste loro faccette goffe e buffe li rendono straordinariamente espressivi: non c'è quasi mai bisogno di usare il testo per comunicare al lettore lo stato d'animo o l'emozione dei personaggi, tutto il loro corpo contribuisce ad esprimerlo nel modo più chiaro. Una vera e propria lezione di fumetto.
Quindi in sostanza la Rizzoli mi ha fregato, ho comprato il libro credendo che fosse una cosa e invece era un altra, bravo il furbacchione titolista. Però non ce l'ho con lui, perché senza il suo tranello furbastro probabilmente non avrei comprato un'opera che valeva molto, molto più di quanto mi aspettassi. Raramente, credo, potrò godermi simili lussi.