Sei uno stronzo caro Jonathan. Sei uno stronzo perché con quelle ultime due righe della nota finale dell'autore mi costringi a venir meno alla regolina non scritta che mi son dato di cambiare sempre genere tra la lettura di un libro e l'altro. Se mi scrivi che la loro storia continua e finisce nel
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Sei uno stronzo caro Jonathan. Sei uno stronzo perché con quelle ultime due righe della nota finale dell'autore mi costringi a venir meno alla regolina non scritta che mi son dato di cambiare sempre genere tra la lettura di un libro e l'altro. Se mi scrivi che la loro storia continua e finisce nel 'Circolo chiuso' come faccio, io che son stato bambino nei '70 e ragazzo nei '90, a non andare subito avanti con la lettura di questa storia? Eppure la storia non è nulla di che, non è che succeda chissà che cosa. Ma è la nostra storia. E' la storia di cose che sentivamo alla tivù ma spesso non capivamo e di cui, allora, non ci fregava nulla. Scuola, studio, passioni, scioperi, amori, tradimenti, politica, movimenti operai, amicizia, razzismo, classi sociali, musica, attentati, provincia, riscatto, dolore, crisi. Come cazzo si fa a non andare avanti? Stronzo.
Romanzo ben scritto ma la sensazione é quella di una storia giá letta, personaggi giá conosciuti, luoghi giá visitati. Mi aspettavo un crescendo che non ho trovato, un collettivo sentimento di ostilità e rancore che non ho avvertito, l'incendio si é rivelato più che altro un modesto falò. Finale del
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Romanzo ben scritto ma la sensazione é quella di una storia giá letta, personaggi giá conosciuti, luoghi giá visitati. Mi aspettavo un crescendo che non ho trovato, un collettivo sentimento di ostilità e rancore che non ho avvertito, l'incendio si é rivelato più che altro un modesto falò. Finale deludente.
Ma questo é lo stesso autore di 'Io sono leggenda' e 'La casa d'inferno'? Non scherziamo dai! Noioso, per nulla appassionante, nessun brivido lungo la schiena, fastidiosissimi e continui incisi tra parentesi a fare mille inutili precisazioni. Si procede a stento nella lettura sperando che prima o po
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Ma questo é lo stesso autore di 'Io sono leggenda' e 'La casa d'inferno'? Non scherziamo dai! Noioso, per nulla appassionante, nessun brivido lungo la schiena, fastidiosissimi e continui incisi tra parentesi a fare mille inutili precisazioni. Si procede a stento nella lettura sperando che prima o poi qualcosa succeda veramente, che qualche geniale colpo di scena faccia finalmente decollare la storia; per cui, quando si arriva a poche pagine dalla fine e ci si rende conto che la speranza é vana, la delusione é doppia. La storia é ambientata nel 1918, ma più che altro sembra scritta nel 1918. Voi che giá conoscete Matheson lasciate perdere. Voi che non lo conoscete.....lasciate perdere e leggete altro di questo autore.
Mr Gwyn
Paul Auster de noantri.
Continuo a preferirlo come affabulatore televisivo.
La banda dei brocchi
Sei uno stronzo caro Jonathan.continue)
Sei uno stronzo perché con quelle ultime due righe della nota finale dell'autore mi costringi a venir meno alla regolina non scritta che mi son dato di cambiare sempre genere tra la lettura di un libro e l'altro.
Se mi scrivi che la loro storia continua e finisce nel ... (
Sei uno stronzo caro Jonathan.
Sei uno stronzo perché con quelle ultime due righe della nota finale dell'autore mi costringi a venir meno alla regolina non scritta che mi son dato di cambiare sempre genere tra la lettura di un libro e l'altro.
Se mi scrivi che la loro storia continua e finisce nel 'Circolo chiuso' come faccio, io che son stato bambino nei '70 e ragazzo nei '90, a non andare subito avanti con la lettura di questa storia?
Eppure la storia non è nulla di che, non è che succeda chissà che cosa.
Ma è la nostra storia.
E' la storia di cose che sentivamo alla tivù ma spesso non capivamo e di cui, allora, non ci fregava nulla.
Scuola, studio, passioni, scioperi, amori, tradimenti, politica, movimenti operai, amicizia, razzismo, classi sociali, musica, attentati, provincia, riscatto, dolore, crisi.
Come cazzo si fa a non andare avanti?
Stronzo.
Paesaggio con incendio
Romanzo ben scritto ma la sensazione é quella di una storia giá letta, personaggi giá conosciuti, luoghi giá visitati. Mi aspettavo un crescendo che non ho trovato, un collettivo sentimento di ostilità e rancore che non ho avvertito, l'incendio si é rivelato più che altro un modesto falò. Finale del ... (continue)
Romanzo ben scritto ma la sensazione é quella di una storia giá letta, personaggi giá conosciuti, luoghi giá visitati. Mi aspettavo un crescendo che non ho trovato, un collettivo sentimento di ostilità e rancore che non ho avvertito, l'incendio si é rivelato più che altro un modesto falò. Finale deludente.
Altri regni
Ma questo é lo stesso autore di 'Io sono leggenda' e 'La casa d'inferno'?continue)
Non scherziamo dai!
Noioso, per nulla appassionante, nessun brivido lungo la schiena, fastidiosissimi e continui incisi tra parentesi a fare mille inutili precisazioni. Si procede a stento nella lettura sperando che prima o po ... (
Ma questo é lo stesso autore di 'Io sono leggenda' e 'La casa d'inferno'?
Non scherziamo dai!
Noioso, per nulla appassionante, nessun brivido lungo la schiena, fastidiosissimi e continui incisi tra parentesi a fare mille inutili precisazioni. Si procede a stento nella lettura sperando che prima o poi qualcosa succeda veramente, che qualche geniale colpo di scena faccia finalmente decollare la storia; per cui, quando si arriva a poche pagine dalla fine e ci si rende conto che la speranza é vana, la delusione é doppia.
La storia é ambientata nel 1918, ma più che altro sembra scritta nel 1918.
Voi che giá conoscete Matheson lasciate perdere.
Voi che non lo conoscete.....lasciate perdere e leggete altro di questo autore.
Il giovane Holden
Di diritto nell'arca di Noé