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A.S. Byatt
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- La torre di Babele (431)
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By A.S. Byatt -
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Finished (re-read) on Jun 25, 2009 




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- Possessione (3143)
- Una storia romantica
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By A.S. Byatt -
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Finished (re-read) on Jun 14, 2009 




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Non capita spesso di rileggere un libro a distanza di anni e trovarlo, come la prima volta, bellissimo. Un libro che, in realtà, è più libri in uno, un po' giallo storico, un po' epistolare e un po' romance a cavallo tra presente e passato. La Byatt è abilissima nell'intrecciare i molti, dive ... (
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Jun 15, 2009 |
1 feedback
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La torre di Babele
Generalmente si arriva a questo libro dopo aver letto e apprezzato “Possessione” ed è un male perché si resta inevitabilmente un po' delusi. Il libro è bello, in sé, la Byatt sempre in gran forma nel descrivere un ambiente metropolitano e intellettuale, però mentre le intersezioni – per cui tanto è ... (continue)
Generalmente si arriva a questo libro dopo aver letto e apprezzato “Possessione” ed è un male perché si resta inevitabilmente un po' delusi. Il libro è bello, in sé, la Byatt sempre in gran forma nel descrivere un ambiente metropolitano e intellettuale, però mentre le intersezioni – per cui tanto è famosa – in Possessione erano ben amalgamate e avvincenti, avevano un perché, qui bisogna arrivare ben oltre la metà del libro per capire che c'azzecca il libro parallelo, per capire chi l'ha scritto e che significa. Questo è un punto a sfavore, bisogna avere molta pazienza per sopportare queste intersezioni senza motivo. Pazienza che io non ho avuto, saltandole a piè pari quasi subito.
Decisamente più interessante è la vicenda della protagonista, nella sua ricerca dell'indipendenza: intellettuale, economica, personale. Tutti i suoi problemi nascono dall'essere una donna che legge troppo...Ma questo sarà anche all'origine del suo riscatto, i favolosi anni '60 intanto rimangono abbastanza sullo sfondo, solo nelle pagine finali e il titolo “La torre di babele”, ha un senso perché il tema del linguaggio, della sua importanza e della necessità di un suo rinnovamento ricorre spesso, in certi punti, benché rari, mi riecheggiava la Bachmann.