È difficile giudicare un libro che mi ha lasciata con l’amaro in bocca. Sullo stile dell’autore non posso dire nulla di negativo, tutt’altro, ma personalmente la storia mi ha delusa come solo un romanzo pessimista può fare. La mia opinione, comunque, è condizionata dal mio gusto personale in f
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È difficile giudicare un libro che mi ha lasciata con l’amaro in bocca. Sullo stile dell’autore non posso dire nulla di negativo, tutt’altro, ma personalmente la storia mi ha delusa come solo un romanzo pessimista può fare. La mia opinione, comunque, è condizionata dal mio gusto personale in fatto di romanzi che non ama per nulla il realismo o verismo di libri come “I Malavoglia”. A chi si ritrova con gusti opposti ai miei, invece, il libro potrebbe anche piacere e quasi lo consiglierei.
“Vollard non aveva mai concepito la letteratura come un sedativo, né la lettura come una consolazione. Al contrario. Leggere follemente, come aveva sempre fatto, consisteva piuttosto nello scoprire la ferita di un altro.”
Tra il “così così” e il “bello”, una via di mezzo che però non toglie fascino al romanzo. L’idea è buona, i viaggi nel tempo sono ancora un buono spunto per lasciar vagare la propria immaginazione. Un libro sul tempo e sull’amore. Un viaggio alla scoperta di quello che accadrà e che è già successo.
Un bel libro per l’anima anche se ho parecchie remore sulla sua autrice. Forse la sua più grande pecca è quella di parlare di un popolo che la Morgan non ha mai veramente conosciuto presentandoci quindi qualche verità e qualche bugia che consola ed inganna al contempo. La storia comunque m
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Un bel libro per l’anima anche se ho parecchie remore sulla sua autrice. Forse la sua più grande pecca è quella di parlare di un popolo che la Morgan non ha mai veramente conosciuto presentandoci quindi qualche verità e qualche bugia che consola ed inganna al contempo. La storia comunque mi è piaciuta perché, per quanto fittizio, racconta il viaggio di una giovane donna verso la scoperta della propria identità e delle radici che le hanno cercato di far dimenticare sin da piccola.
Attraverso la storia di Floreana, della sua attrazione per un uomo scostante, ma dall’animo sensibile, la Serrano si avventura per gli impervi sentieri dell’amore e della sessualità, non senza inciampare ogni tanto lungo il cammino. Si sa che amore e luoghi comuni facilmente vanno a braccetto e le s
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Attraverso la storia di Floreana, della sua attrazione per un uomo scostante, ma dall’animo sensibile, la Serrano si avventura per gli impervi sentieri dell’amore e della sessualità, non senza inciampare ogni tanto lungo il cammino. Si sa che amore e luoghi comuni facilmente vanno a braccetto e le storie romantiche corrono il rischio di risultare stucchevoli e scontate, ma in questo romanzo l’autrice si mette in gioco ed evita di affidarsi a generi prestabiliti quali quelli dei romanzi d’amore alla Nicholas Sparks, dei chick lit alla Sophie Kinsella e degli Harmony. La sfida non era facile e ogni tanto la narrazione sembra appesantita dalle riflessioni psico-filosofiche che un saggio avrebbe accolto meglio, pur privandole di poesia. L’Albergo delle donne tristi non è una lettura d’intrattenimento e anche se alcune scelte di stile, secondo me, hanno pregiudicato la fluidità nel ritmo, rimane un romanzo interessante che fa sorgere nel lettore le stesse domande che tormentano i personaggi: “Dopo una brutta delusione, saprò fidarmi e amare di nuovo qualcuno?”
Le due stelline del mio giudizio non rendono giustizia al libro che, infatti, se avessi potuto avrei giudicato con un più equo "buono". I punti a suo favore sono l'originalità dello stile e l'eccentricità del protagonista che conferiscono fascino alla narrazione, i punti a sfavore sono personali e r
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Le due stelline del mio giudizio non rendono giustizia al libro che, infatti, se avessi potuto avrei giudicato con un più equo "buono". I punti a suo favore sono l'originalità dello stile e l'eccentricità del protagonista che conferiscono fascino alla narrazione, i punti a sfavore sono personali e riguardano l'aspettativa nei confronti del romanzo, in particolare della storia che verso la fine mi ha po' delusa per la progressiva perdita di vigore.
La piccola Chartreuse
È difficile giudicare un libro che mi ha lasciata con l’amaro in bocca. Sullo stile dell’autore non posso dire nulla di negativo, tutt’altro, ma personalmente la storia mi ha delusa come solo un romanzo pessimista può fare.continue)
La mia opinione, comunque, è condizionata dal mio gusto personale in f ... (
È difficile giudicare un libro che mi ha lasciata con l’amaro in bocca. Sullo stile dell’autore non posso dire nulla di negativo, tutt’altro, ma personalmente la storia mi ha delusa come solo un romanzo pessimista può fare.
La mia opinione, comunque, è condizionata dal mio gusto personale in fatto di romanzi che non ama per nulla il realismo o verismo di libri come “I Malavoglia”.
A chi si ritrova con gusti opposti ai miei, invece, il libro potrebbe anche piacere e quasi lo consiglierei.
“Vollard non aveva mai concepito la letteratura come un sedativo, né la lettura come una consolazione. Al contrario. Leggere follemente, come aveva sempre fatto, consisteva piuttosto nello scoprire la ferita di un altro.”
La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo
Tra il “così così” e il “bello”, una via di mezzo che però non toglie fascino al romanzo. L’idea è buona, i viaggi nel tempo sono ancora un buono spunto per lasciar vagare la propria immaginazione. Un libro sul tempo e sull’amore. Un viaggio alla scoperta di quello che accadrà e che è già successo.
Il cielo, la terra e quel che sta nel mezzo
Un bel libro per l’anima anche se ho parecchie remore sulla sua autrice.continue)
Forse la sua più grande pecca è quella di parlare di un popolo che la Morgan non ha mai veramente conosciuto presentandoci quindi qualche verità e qualche bugia che consola ed inganna al contempo.
La storia comunque m ... (
Un bel libro per l’anima anche se ho parecchie remore sulla sua autrice.
Forse la sua più grande pecca è quella di parlare di un popolo che la Morgan non ha mai veramente conosciuto presentandoci quindi qualche verità e qualche bugia che consola ed inganna al contempo.
La storia comunque mi è piaciuta perché, per quanto fittizio, racconta il viaggio di una giovane donna verso la scoperta della propria identità e delle radici che le hanno cercato di far dimenticare sin da piccola.
L'albergo delle donne tristi
Attraverso la storia di Floreana, della sua attrazione per un uomo scostante, ma dall’animo sensibile, la Serrano si avventura per gli impervi sentieri dell’amore e della sessualità, non senza inciampare ogni tanto lungo il cammino.continue)
Si sa che amore e luoghi comuni facilmente vanno a braccetto e le s ... (
Attraverso la storia di Floreana, della sua attrazione per un uomo scostante, ma dall’animo sensibile, la Serrano si avventura per gli impervi sentieri dell’amore e della sessualità, non senza inciampare ogni tanto lungo il cammino.
Si sa che amore e luoghi comuni facilmente vanno a braccetto e le storie romantiche corrono il rischio di risultare stucchevoli e scontate, ma in questo romanzo l’autrice si mette in gioco ed evita di affidarsi a generi prestabiliti quali quelli dei romanzi d’amore alla Nicholas Sparks, dei chick lit alla Sophie Kinsella e degli Harmony.
La sfida non era facile e ogni tanto la narrazione sembra appesantita dalle riflessioni psico-filosofiche che un saggio avrebbe accolto meglio, pur privandole di poesia.
L’Albergo delle donne tristi non è una lettura d’intrattenimento e anche se alcune scelte di stile, secondo me, hanno pregiudicato la fluidità nel ritmo, rimane un romanzo interessante che fa sorgere nel lettore le stesse domande che tormentano i personaggi: “Dopo una brutta delusione, saprò fidarmi e amare di nuovo qualcuno?”
L'opera struggente di un formidabile genio
Le due stelline del mio giudizio non rendono giustizia al libro che, infatti, se avessi potuto avrei giudicato con un più equo "buono". I punti a suo favore sono l'originalità dello stile e l'eccentricità del protagonista che conferiscono fascino alla narrazione, i punti a sfavore sono personali e r ... (continue)
Le due stelline del mio giudizio non rendono giustizia al libro che, infatti, se avessi potuto avrei giudicato con un più equo "buono". I punti a suo favore sono l'originalità dello stile e l'eccentricità del protagonista che conferiscono fascino alla narrazione, i punti a sfavore sono personali e riguardano l'aspettativa nei confronti del romanzo, in particolare della storia che verso la fine mi ha po' delusa per la progressiva perdita di vigore.