"Il destino, per il ragazzo iracheno di Kafr Karam, è un germoglio schiacciato dallo scarpone marine che abbatte a terra il padre, esponendone la nudità. È un villaggio che vorrebbe sottrarsi al tempo e lasciarsi cullare dalla musica ma è scosso dal cupo frastuono degli elicotteri. È un m
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"Il destino, per il ragazzo iracheno di Kafr Karam, è un germoglio schiacciato dallo scarpone marine che abbatte a terra il padre, esponendone la nudità. È un villaggio che vorrebbe sottrarsi al tempo e lasciarsi cullare dalla musica ma è scosso dal cupo frastuono degli elicotteri. È un malato di mente che corre a braccia tese nel deserto e viene freddato da una raffica di mitra. È una coscienza che non fa in tempo a crescere che già qualcuno è pronto ad appropriarsene".
"Il destino è quella cosa che ti ha rubato chi ha calpestato il tuo onore, la tua sola ricchezza, e chi dalle sue ceneri vuole creare il caos. Allora puoi solo partire, come il ragazzo di Kafr Karam, e andare a cercare di riprendertelo".
Yasmina Khadra è riuscito ancora una volta a scrivere un libro bellissimo che ti inchioda dalle prime pagine. Un racconto sulla tragedia dell'Iraq attuale, una storia dirompente e disperata che evidenzia la sua capacità di narratore e le sue doti di analisi.
“La parete è un diario. Il diario di una donna che all'improvviso si ritrova isolata dal mondo da una parete liscia e trasparente, sola, costretta a reinventare la propria vita, a riscoprire la propria autonomia e indipendenza e ad affrontare - anche praticamente - un quotidiano che si fa di giorno
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“La parete è un diario. Il diario di una donna che all'improvviso si ritrova isolata dal mondo da una parete liscia e trasparente, sola, costretta a reinventare la propria vita, a riscoprire la propria autonomia e indipendenza e ad affrontare - anche praticamente - un quotidiano che si fa di giorno in giorno più faticoso e pieno di paure. Il diario di una trasformazione interiore e anche fisica. Sarà però proprio la solitudine a regalarle una dimensione nuova di apertura verso gli animali, verso la natura e soprattutto verso se stessa e a conferirle una nuova valorizzazione di sé. E' un libro praticamente senza trama, fatto di gesti quotidiani, grandi piccoli e piccolissimi, anche ripetitivi, ma mai noioso. Un libro sulla paura della solitudine ma anche sulla forza che può scaturire proprio dalla solitudine”.
“Ad un tratto mi parve assolutamente impossibile sopravvivere a quella radiosa giornata di maggio. Allo stesso tempo sapevo di doverle sopravvivere, e di non avere altra via di uscita. Dovevo semplicemente conservare la calma e superarla. Dopotutto, non era la prima volta in vita mia che dovevo superare un giorno a quel modo. Meno resistenza opponevo e più sarebbe stato sopportabile. Lo stordimento del giorno precedente era scomparso; riuscivo a pensare con chiarezza, perlomeno con la chiarezza che mi era abituale. Solo se i miei pensieri si avvicinavano alla parete era come se anche loro urtassero contro un ostacolo insormontabile , freddo e levigato. Era meglio non pensare alla parete”.
Ancora oggi, a distanza di tanti anni, riprendendo in mano questo libro, sento dentro di me la forte emozione che sentivo allora nel leggerlo. Questo libro ti coinvolge a tal punto che ti ritrovi a vivere pagina dopo pagina la stessa paura, la stessa solitudine della protagonista.
“Definito da Ray Bradbury «uno degli scrittori più importanti del XX secolo», Matheson si dimostra con questo racconto un autentico maestro della narrativa breve, capace di creare, con mirabile sintesi, atmosfere di terrore, paranoia, disagio esistenziale La trama è semplice quanto ricca di spu
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“Definito da Ray Bradbury «uno degli scrittori più importanti del XX secolo», Matheson si dimostra con questo racconto un autentico maestro della narrativa breve, capace di creare, con mirabile sintesi, atmosfere di terrore, paranoia, disagio esistenziale La trama è semplice quanto ricca di spunti: a causa di un’immotivata onda radioattiva Scott Carey rimpicciolisce di tre millimetri al giorno. Il libro narra la sua lotta per sopravvivere degli ultimi giorni prima di “scomparire” e, attraverso l’uso ricorrente del flashback, le fasi progressive della malattia, con i continui terribili cambiamenti che comporta il “rimpicciolimento”. In questo modo si affiancano pagine di adrenalina pura, quando il nemico diventa il gatto o un ragno, a pagine di sincero struggimento, quando si racconta il dramma della diversità. Perché continua a lottare? Tanto l'inevitabile si avvicina progressivamente di giorno in giorno, la sua fine è vicina, la sua fine lo aspetta proprio fra qualche giorno quando arriverà a 0 mm. Eppure vuole continuare. Deve continuare, deve andare verso l'ignoto, verso quell’esistenza segnata dai centimetri… dai millimetri… Ecco che per Scott la vita diventa normale nella sua anormalità a diverse altezze…”
L’ho trovato un romanzo geniale…e geniale è il suo finale. Ricordo che durante tutta la lettura ho condiviso con Scott il terrore di sparire e quindi morire….ogni pagina il terrore aumentava… e poi…. Non preoccupatevi, non vi anticiperò nulla.
''Possono toglierti tutto, le proprietà, gli anni più belli, ogni tua gioia, ogni tuo merito, fino all'ultima camicia. Ti resteranno sempre i tuoi sogni per reinventare il mondo che ti hanno negato''.
“Questo romanzo di Yasmina Khadra (al secolo Mohammed Moulessehoul) è la dimostrazione tutt’
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''Possono toglierti tutto, le proprietà, gli anni più belli, ogni tua gioia, ogni tuo merito, fino all'ultima camicia. Ti resteranno sempre i tuoi sogni per reinventare il mondo che ti hanno negato''.
“Questo romanzo di Yasmina Khadra (al secolo Mohammed Moulessehoul) è la dimostrazione tutt’altro che scontata che è possibile parlare di Israele e Palestina, di kamikaze e di violenza folle, senza scadere nella retorica e nel quanto mai tragico gioco delle fazioni. Il compito di uno scrittore non è quello di additare colpevoli, o indicare soluzioni, bensì quello di far vedere “ciò che sta dietro” e far leva sulle coscienze. Una funzione alla quale Khadra assolve perfettamente. La storia è costruita attorno alla figura di un chirurgo israeliano di origine araba, figura di confine in bilico tra i due mondi. L’attentratrice è un romanzo bellissimo, che riesce a dipingere la realtà del terrorismo in tutti i suoi aspetti, materiali e spirituali. Intenso, doloroso, commovente, scritto in maniera impeccabile e pieno di descrizioni meravigliose, anche se a volte agghiaccianti, dell’animo umano. Un romanzo pieno di sofferenza, una sofferenza impossibile da placare, che ritrovi in tutte le sue pagine. Un affresco che ha il pregio di far entrare il lettore in una realtà difficile da comprendere. Un inno alla vita pur nella inevitabilità del dolore e nella fragilità della condizione umana”.
Questo libro mi ha subito affascinato, a partire dalla sua copertina. Quella donna raffigurata è bellissima ed è un’immagine capace di trasmettere forza, ma quegli occhi trasmettono anche molto dolore. Ora ho scoperto che la fotografia si intitola “Rebellion silente” della serie Donne di Allah.
Il ritratto di Mrs Charbuque è un'opera misteriosa e brillante, oscura, piena di colpi di scena, ambientata nella New York di fine ottocento, ancora a cavallo tra gli influssi dell'era vittoriana britannica e modernità. Il libro narra la storia di un pittore di successo, Piero Piambo, famoso p
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Il ritratto di Mrs Charbuque è un'opera misteriosa e brillante, oscura, piena di colpi di scena, ambientata nella New York di fine ottocento, ancora a cavallo tra gli influssi dell'era vittoriana britannica e modernità. Il libro narra la storia di un pittore di successo, Piero Piambo, famoso per i suoi ritratti dei membri della nascente ricchissima borghesia newyorkese, a cui viene affidata una commissione assai intrigante: dipingere il ritratto di una donna - la signora Charbuque, appunto - senza mai vederla in viso.
Sono d’accordo con il mio amico Cassiel che scrive: “…la prima impressione, che si trae leggendo questo splendido romanzo, è quella che l'inquadramento storico è non solo essenziale, ma è trattato con un'accuratezza e una verosimiglianza rare. Guardiamo il linguaggio usato, per esempio, è di un'eleganza stilistica notevole e molto prossima ai classici della narrativa del XIX secolo”. E ancora: “E’ un romanzo costruito come un thriller e con dei dialoghi incredibilmente belli che hanno la capacità di rendere reale qualsiasi situazione e qualsiasi sensazione. Un intreccio senza un cedimento, anche di fronte ad un finale che può apparire per dei versi con qualche incongruenza e forse un po’ frettoloso. Ma non è così, il colpo di scena che conclude e chiude il cerchio è talmente ben congeniato da non lasciare alcun dubbio: “Il ritratto di Mrs Charbuque” è uno dei rari capolavori della letteratura mystery di questi ultimi anno”.
Le sirene di Bagdad
"Il destino, per il ragazzo iracheno di Kafr Karam, è un germoglio schiacciato dallo scarpone marine che abbatte a terra il padre, esponendone la nudità.continue)
È un villaggio che vorrebbe sottrarsi al tempo e lasciarsi cullare dalla musica ma è scosso dal cupo frastuono degli elicotteri.
È un m ... (
"Il destino, per il ragazzo iracheno di Kafr Karam, è un germoglio schiacciato dallo scarpone marine che abbatte a terra il padre, esponendone la nudità.
È un villaggio che vorrebbe sottrarsi al tempo e lasciarsi cullare dalla musica ma è scosso dal cupo frastuono degli elicotteri.
È un malato di mente che corre a braccia tese nel deserto e viene freddato da una raffica di mitra.
È una coscienza che non fa in tempo a crescere che già qualcuno è pronto ad appropriarsene".
"Il destino è quella cosa che ti ha rubato chi ha calpestato il tuo onore, la tua sola ricchezza, e chi dalle sue ceneri vuole creare il caos. Allora puoi solo partire, come il ragazzo di Kafr Karam, e andare a cercare di riprendertelo".
Yasmina Khadra è riuscito ancora una volta a scrivere un libro bellissimo che ti inchioda dalle prime pagine. Un racconto sulla tragedia dell'Iraq attuale, una storia dirompente e disperata che evidenzia la sua capacità di narratore e le sue doti di analisi.
La parete
“La parete è un diario. Il diario di una donna che all'improvviso si ritrova isolata dal mondo da una parete liscia e trasparente, sola, costretta a reinventare la propria vita, a riscoprire la propria autonomia e indipendenza e ad affrontare - anche praticamente - un quotidiano che si fa di giorno ... (continue)
“La parete è un diario. Il diario di una donna che all'improvviso si ritrova isolata dal mondo da una parete liscia e trasparente, sola, costretta a reinventare la propria vita, a riscoprire la propria autonomia e indipendenza e ad affrontare - anche praticamente - un quotidiano che si fa di giorno in giorno più faticoso e pieno di paure. Il diario di una trasformazione interiore e anche fisica. Sarà però proprio la solitudine a regalarle una dimensione nuova di apertura verso gli animali, verso la natura e soprattutto verso se stessa e a conferirle una nuova valorizzazione di sé.
E' un libro praticamente senza trama, fatto di gesti quotidiani, grandi piccoli e piccolissimi, anche ripetitivi, ma mai noioso. Un libro sulla paura della solitudine ma anche sulla forza che può scaturire proprio dalla solitudine”.
“Ad un tratto mi parve assolutamente impossibile sopravvivere a quella radiosa giornata di maggio. Allo stesso tempo sapevo di doverle sopravvivere, e di non avere altra via di uscita. Dovevo semplicemente conservare la calma e superarla. Dopotutto, non era la prima volta in vita mia che dovevo superare un giorno a quel modo. Meno resistenza opponevo e più sarebbe stato sopportabile. Lo stordimento del giorno precedente era scomparso; riuscivo a pensare con chiarezza, perlomeno con la chiarezza che mi era abituale. Solo se i miei pensieri si avvicinavano alla parete era come se anche loro urtassero contro un ostacolo insormontabile , freddo e levigato. Era meglio non pensare alla parete”.
Ancora oggi, a distanza di tanti anni, riprendendo in mano questo libro, sento dentro di me la forte emozione che sentivo allora nel leggerlo.
Questo libro ti coinvolge a tal punto che ti ritrovi a vivere pagina dopo pagina la stessa paura, la stessa solitudine della protagonista.
Tre millimetri al giorno
“Definito da Ray Bradbury «uno degli scrittori più importanti del XX secolo», Matheson si dimostra con questo racconto un autentico maestro della narrativa breve, capace di creare, con mirabile sintesi, atmosfere di terrore, paranoia, disagio esistenzialecontinue)
La trama è semplice quanto ricca di spu ... (
“Definito da Ray Bradbury «uno degli scrittori più importanti del XX secolo», Matheson si dimostra con questo racconto un autentico maestro della narrativa breve, capace di creare, con mirabile sintesi, atmosfere di terrore, paranoia, disagio esistenziale
La trama è semplice quanto ricca di spunti: a causa di un’immotivata onda radioattiva Scott Carey rimpicciolisce di tre millimetri al giorno. Il libro narra la sua lotta per sopravvivere degli ultimi giorni prima di “scomparire” e, attraverso l’uso ricorrente del flashback, le fasi progressive della malattia, con i continui terribili cambiamenti che comporta il “rimpicciolimento”.
In questo modo si affiancano pagine di adrenalina pura, quando il nemico diventa il gatto o un ragno, a pagine di sincero struggimento, quando si racconta il dramma della diversità.
Perché continua a lottare? Tanto l'inevitabile si avvicina progressivamente di giorno in giorno, la sua fine è vicina, la sua fine lo aspetta proprio fra qualche giorno quando arriverà a 0 mm. Eppure vuole continuare. Deve continuare, deve andare verso l'ignoto, verso quell’esistenza segnata dai centimetri… dai millimetri…
Ecco che per Scott la vita diventa normale nella sua anormalità a diverse altezze…”
L’ho trovato un romanzo geniale…e geniale è il suo finale.
Ricordo che durante tutta la lettura ho condiviso con Scott il terrore di sparire e quindi morire….ogni pagina il terrore aumentava… e poi….
Non preoccupatevi, non vi anticiperò nulla.
L'attentatrice
''Possono toglierti tutto, le proprietà, gli anni più belli, ogni tua gioia, ogni tuo merito, fino all'ultima camicia. Ti resteranno sempre i tuoi sogni per reinventare il mondo che ti hanno negato''.
“Questo romanzo di Yasmina Khadra (al secolo Mohammed Moulessehoul) è la dimostrazione tutt’ ... (continue)
''Possono toglierti tutto, le proprietà, gli anni più belli, ogni tua gioia, ogni tuo merito, fino all'ultima camicia. Ti resteranno sempre i tuoi sogni per reinventare il mondo che ti hanno negato''.
“Questo romanzo di Yasmina Khadra (al secolo Mohammed Moulessehoul) è la dimostrazione tutt’altro che scontata che è possibile parlare di Israele e Palestina, di kamikaze e di violenza folle, senza scadere nella retorica e nel quanto mai tragico gioco delle fazioni.
Il compito di uno scrittore non è quello di additare colpevoli, o indicare soluzioni, bensì quello di far vedere “ciò che sta dietro” e far leva sulle coscienze. Una funzione alla quale Khadra assolve perfettamente.
La storia è costruita attorno alla figura di un chirurgo israeliano di origine araba, figura di confine in bilico tra i due mondi.
L’attentratrice è un romanzo bellissimo, che riesce a dipingere la realtà del terrorismo in tutti i suoi aspetti, materiali e spirituali. Intenso, doloroso, commovente, scritto in maniera impeccabile e pieno di descrizioni meravigliose, anche se a volte agghiaccianti, dell’animo umano.
Un romanzo pieno di sofferenza, una sofferenza impossibile da placare, che ritrovi in tutte le sue pagine. Un affresco che ha il pregio di far entrare il lettore in una realtà difficile da comprendere. Un inno alla vita pur nella inevitabilità del dolore e nella fragilità della condizione umana”.
Questo libro mi ha subito affascinato, a partire dalla sua copertina. Quella donna raffigurata è bellissima ed è un’immagine capace di trasmettere forza, ma quegli occhi trasmettono anche molto dolore.
Ora ho scoperto che la fotografia si
intitola “Rebellion silente” della serie Donne di Allah.
Il ritratto di Mrs Charbuque
Il ritratto di Mrs Charbuque è un'opera misteriosa e brillante, oscura, piena di colpi di scena, ambientata nella New York di fine ottocento, ancora a cavallo tra gli influssi dell'era vittoriana britannica e modernità.continue)
Il libro narra la storia di un pittore di successo, Piero Piambo, famoso p ... (
Il ritratto di Mrs Charbuque è un'opera misteriosa e brillante, oscura, piena di colpi di scena, ambientata nella New York di fine ottocento, ancora a cavallo tra gli influssi dell'era vittoriana britannica e modernità.
Il libro narra la storia di un pittore di successo, Piero Piambo, famoso per i suoi ritratti dei membri della nascente ricchissima borghesia newyorkese, a cui viene affidata una commissione assai intrigante: dipingere il ritratto di una donna - la signora Charbuque, appunto - senza mai vederla in viso.
Sono d’accordo con il mio amico Cassiel che scrive: “…la prima impressione, che si trae leggendo questo splendido romanzo, è quella che l'inquadramento storico è non solo essenziale, ma è trattato con un'accuratezza e una verosimiglianza rare. Guardiamo il linguaggio usato, per esempio, è di un'eleganza stilistica notevole e molto prossima ai classici della narrativa del XIX secolo”.
E ancora: “E’ un romanzo costruito come un thriller e con dei dialoghi incredibilmente belli che hanno la capacità di rendere reale qualsiasi situazione e qualsiasi sensazione. Un intreccio senza un cedimento, anche di fronte ad un finale che può apparire per dei versi con qualche incongruenza e forse un po’ frettoloso. Ma non è così, il colpo di scena che conclude e chiude il cerchio è talmente ben congeniato da non lasciare alcun dubbio: “Il ritratto di Mrs Charbuque” è uno dei rari capolavori della letteratura mystery di questi ultimi anno”.