Un libro intriso di realismo magico nostrano, una storia leggera dalle belle ambientazioni e dai contorni soffusi. Mi ha fatto dimenticare, a tratti, la stima che ho per Bubola cantautore e credo che questo sia un bene per poter apprezzare un'opera in cui si vede l'anima conosciuta, nel fondo, ma di
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Un libro intriso di realismo magico nostrano, una storia leggera dalle belle ambientazioni e dai contorni soffusi. Mi ha fatto dimenticare, a tratti, la stima che ho per Bubola cantautore e credo che questo sia un bene per poter apprezzare un'opera in cui si vede l'anima conosciuta, nel fondo, ma di cui si possono apprezzare anche altri lati, altri colori, altre immagini.
L'harmony di De Carlo, e vabbè. A parte il momento in cui si scandaglia il rapporto tra uomo e donna senza apparentemente trovare una via d'uscita, che è illuminante e terrificante allo stesso tempo, buttiamo tutto il resto.
Una bella raccolta di racconti che si dirama tra la poetica classica di Murakami
In questi 24 racconti c'è tutto Murakami, qualche slancio, qualche luce, buio profondo. L'elemento nuovo che ho ritrovato è quello della coscienza e dell'appartenenza, legate ai nomi o al proprio io, che non avevo mai letto in modo così persistente tra le pagine di H.M. Esempi del voler esprimere qu
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In questi 24 racconti c'è tutto Murakami, qualche slancio, qualche luce, buio profondo. L'elemento nuovo che ho ritrovato è quello della coscienza e dell'appartenenza, legate ai nomi o al proprio io, che non avevo mai letto in modo così persistente tra le pagine di H.M. Esempi del voler esprimere questo legame sono i racconti: Nausea 1979, Il settimo uomo, Granchi, La pietra a forma di rene che si spostava ogni giorno e La scimmia di Shinagawa. In tutti questi c'è un elemento, a volte fantastico, a volte reale, che richiama il protagonista a scoprire la sua vera essenza che ha in qualche modo dimenticato. Questa tematica verrà ripresa, anche se in modo diverso ne L'uccello che girava le viti del mondo. Ma mentre nei grandi romanzi di H.M. i protagonisti non hanno quasi mai nome, qui il nome è un dato importante, almeno quando si va a riflettere nell'identità reale. I racconti migliori per me riguardano quelli legati al dualismo della realtà e della personalità (Lo specchio), alla perdita-assenza e all'al di là (I gatti antropofagi, cristallino) e all'assurdo che ci circonda, che pure si riconduce al potere del nome (Il tuffetto). Rimane la potenza dell'immanenza descritta con sintesi e perfezione in La tragedia nella miniera di carbone di New York, Coltello da caccia, La giornata giusta per vedere i canguri e Percorsi del caso. Infine resta quell'eterno senso di perdita che è come se fosse in agguato dietro le nostre vite e viene descritto con purezza in Tony Takitani e Hanalei bay. Grazie H.M.
Un libro inaspettato che mi è venuto naturale amare. Amo i racconti che si sviluppano negli anni, ci vedo dentro il mio modo di essere e di pensare (seppure io non sia così fissata con le date). Il tempo è ciclico ed è ciclico questo romanzo, che narra la storia di due vite che spesso si sfiorano pe
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Un libro inaspettato che mi è venuto naturale amare. Amo i racconti che si sviluppano negli anni, ci vedo dentro il mio modo di essere e di pensare (seppure io non sia così fissata con le date). Il tempo è ciclico ed è ciclico questo romanzo, che narra la storia di due vite che spesso si sfiorano per poi allontanarsi. Ben scritto e ben "girato" (a parte qualche lungaggine e qualche luogo comune qua e là, ma che si perdona senza problemi), finisce in un modo per me inaspettato, che sa un po' di scorciatoia, per poi tornare sulle sue tracce. Finalmente un bel libro che ho avuto voglia di leggere in ogni momento libero della giornata.
Soffocare
Una cosa è certa: non guarderò più i bagni degli aerei con gli stessi occhi.
Rapsodia delle terre basse
Un libro intriso di realismo magico nostrano, una storia leggera dalle belle ambientazioni e dai contorni soffusi. Mi ha fatto dimenticare, a tratti, la stima che ho per Bubola cantautore e credo che questo sia un bene per poter apprezzare un'opera in cui si vede l'anima conosciuta, nel fondo, ma di ... (continue)
Un libro intriso di realismo magico nostrano, una storia leggera dalle belle ambientazioni e dai contorni soffusi. Mi ha fatto dimenticare, a tratti, la stima che ho per Bubola cantautore e credo che questo sia un bene per poter apprezzare un'opera in cui si vede l'anima conosciuta, nel fondo, ma di cui si possono apprezzare anche altri lati, altri colori, altre immagini.
Leielui
L'harmony di De Carlo, e vabbè.
A parte il momento in cui si scandaglia il rapporto tra uomo e donna senza apparentemente trovare una via d'uscita, che è illuminante e terrificante allo stesso tempo, buttiamo tutto il resto.
I salici ciechi e la donna addormentata
In questi 24 racconti c'è tutto Murakami, qualche slancio, qualche luce, buio profondo. L'elemento nuovo che ho ritrovato è quello della coscienza e dell'appartenenza, legate ai nomi o al proprio io, che non avevo mai letto in modo così persistente tra le pagine di H.M. Esempi del voler esprimere qu ... (continue)
In questi 24 racconti c'è tutto Murakami, qualche slancio, qualche luce, buio profondo. L'elemento nuovo che ho ritrovato è quello della coscienza e dell'appartenenza, legate ai nomi o al proprio io, che non avevo mai letto in modo così persistente tra le pagine di H.M. Esempi del voler esprimere questo legame sono i racconti: Nausea 1979, Il settimo uomo, Granchi, La pietra a forma di rene che si spostava ogni giorno e La scimmia di Shinagawa. In tutti questi c'è un elemento, a volte fantastico, a volte reale, che richiama il protagonista a scoprire la sua vera essenza che ha in qualche modo dimenticato. Questa tematica verrà ripresa, anche se in modo diverso ne L'uccello che girava le viti del mondo. Ma mentre nei grandi romanzi di H.M. i protagonisti non hanno quasi mai nome, qui il nome è un dato importante, almeno quando si va a riflettere nell'identità reale.
I racconti migliori per me riguardano quelli legati al dualismo della realtà e della personalità (Lo specchio), alla perdita-assenza e all'al di là (I gatti antropofagi, cristallino) e all'assurdo che ci circonda, che pure si riconduce al potere del nome (Il tuffetto). Rimane la potenza dell'immanenza descritta con sintesi e perfezione in La tragedia nella miniera di carbone di New York, Coltello da caccia, La giornata giusta per vedere i canguri e Percorsi del caso. Infine resta quell'eterno senso di perdita che è come se fosse in agguato dietro le nostre vite e viene descritto con purezza in Tony Takitani e Hanalei bay.
Grazie H.M.
Un giorno
Un libro inaspettato che mi è venuto naturale amare. Amo i racconti che si sviluppano negli anni, ci vedo dentro il mio modo di essere e di pensare (seppure io non sia così fissata con le date). Il tempo è ciclico ed è ciclico questo romanzo, che narra la storia di due vite che spesso si sfiorano pe ... (continue)
Un libro inaspettato che mi è venuto naturale amare. Amo i racconti che si sviluppano negli anni, ci vedo dentro il mio modo di essere e di pensare (seppure io non sia così fissata con le date). Il tempo è ciclico ed è ciclico questo romanzo, che narra la storia di due vite che spesso si sfiorano per poi allontanarsi. Ben scritto e ben "girato" (a parte qualche lungaggine e qualche luogo comune qua e là, ma che si perdona senza problemi), finisce in un modo per me inaspettato, che sa un po' di scorciatoia, per poi tornare sulle sue tracce. Finalmente un bel libro che ho avuto voglia di leggere in ogni momento libero della giornata.