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L'estate senza uomini
Il titolo, 'L'estate senza uomini', mi fa pensare ad un romanzo con la copertina rosa, in cui si raccontano le peripezie di una fanciulla/donna in piena delusione d'ammmore, che scopre quanto si sta bene da sole e, happy end, ciononostante trova un bellissimo fidanzato. Ironico, ricco e intelligent ... (continue)
Il titolo, 'L'estate senza uomini', mi fa pensare ad un romanzo con la copertina rosa, in cui si raccontano le peripezie di una fanciulla/donna in piena delusione d'ammmore, che scopre quanto si sta bene da sole e, happy end, ciononostante trova un bellissimo fidanzato. Ironico, ricco e intelligente.
La trama del romanzo non si allontana molto da questo cliché, eccetto il fidanzato finale, ma è una splendida dimostrazione di come da analoghe premesse si possa arrivare a conclusioni opposte.
Nulla a che vedere con leggere e divertenti serate tra donne.
Certo che ce ne sono, qui siamo 'senza uomini', ma siamo molto più vicini alla complessità della realtà, alla bellezza dei rapporti che nascono e non sai mai che direzione prenderanno.
In un precedente romanzo della stessa autrice avevo trovato particolarmente evocativo un riferimento alla natura dei sogni. 'I sogni sono frugali', diceva, lasciando intendere un mondo di linguaggi elementare e denso, pieno di rimandi.
Anche la sua scrittura è frugale allora, ogni pagina è da leggere lasciando che i pensieri scorrano liberi e prendano le direzioni più impensate, per poi tornare indietro e scoprire ancora altre associazioni.
Nessuna citazione da Siri Hustvedt, ma una mia personale associazione: 'Alla polena di questo vascello, che avrà figura umana, darete sembianze che paiano vive e che ricordino lontanamente il mio volto. Su di esse potrà aleggiare un sorriso, ma che sia incerto o vagamente ineffabile, come la nostalgia irrimediabile e sottile di chi sa che tutto è vano e che i venti che gonfiano le vele dei sogni non sono altro che aria, aria, aria.'