Da questo libro traspare l’immagine della fervida mente della scrittrice, intenta a creare. Un fiorire di fantasia, idee, parole, fino a formare il romanzo. Ho avuto l’impressione che abbia voluto descrivere sé stessa scrittrice. La magnificenza di uno scrittore sta nell’estrapolare il tutto da una
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Da questo libro traspare l’immagine della fervida mente della scrittrice, intenta a creare. Un fiorire di fantasia, idee, parole, fino a formare il romanzo. Ho avuto l’impressione che abbia voluto descrivere sé stessa scrittrice. La magnificenza di uno scrittore sta nell’estrapolare il tutto da una singola immagine, anche sfuggente e riuscire a creare nella propria mente il romanzo. Un intricarsi di vie, con un unico punto di partenza. La trama in sé potrebbe essere considerata scialba ma è l’emozione e la riflessione dell’autrice a rendere il tutto interessante e diverso. La Mazzucco sa fare brillantemente tutto questo. Varie visuali. Anamorfosi letteraria. Romanzo apparentemente lineare, ma strano. Abbozzi di storie fantasticate od ipotizzate per scrivere un libro. Le chiavi di lettura sono molteplici. Situazioni che si ripetono. Povertà e ricchezza. Potere e sottomissione. La scrittrice, da una foto, da uno scorcio di vita elabora una storia che solo la capacità di riempirla delle proprie emozioni la rende splendida. Romanzo che rispecchia quanto si possa amare in molti modi e di quanto l’essere umano abbia bisogno di amore, di qualsiasi amore. La solitudine e la paura di non essere amati fa’ accettare anche la violenza e la stortura di chi ci sta accanto e di ciò che ci riserva la vita. Medusa vede in Peru l’amore, pur essendo il suo carceriere e sfruttatore. IL romanzo è suddiviso in un prima ed un dopo. Il prima raccontato dopo, quasi a giustificare il comportamento di Norma.Come ci vedono gli altri? Come siamo noi veramente? Come si vede la protagonista prima? Come è esattamente lei? Chi è protagonista nel romanzo? La vita in genere. Per ritornare al passato occorre proseguire verso il futuro. La scatola che Norma si porta appresso durante la scalata finale, è tutta sé stessa. E’ il proprio interiore. Forse...forse...quanti forse nella storia. La fine del romanzo è ipotetica. Non ha importanza il finale veritiero. Le mosche che riempiono lo spazio bianco: pensieri, fantasie che andranno poi scritte. Lettere nere che riempiono il foglio bianco. Affascinante, fantastico il modo di scrivere della Mazzucco. Descrive splendidamente gli stati d’animo. Tutto il nostro interiore “tollerato e non” , liberato attraverso la scrittura. Sa trasmettere in modo chiarissimo le remore di uno scrittore nel proseguire una storia che la propria fantasia renderebbe scabrosa. Si ferma un attimo prima, ma il lettore partecipa comunque all’inevitabile evolversi trasgressivo del romanzo. Ognuno scrive quello che sente nell’intimità e il nostro intimo è fatto anche di perversioni. Liberarle completamente sarebbe scandaloso, allora lo si cela attraverso un soffio di vento. L’unico posto dove Norma e Medusa trovano pace è tra le pagine di questo romanzo scritto solo per la loro felicità.
ome sempre, Virginia o Ginia come la chiamavano gli amici, è riuscita a trasmettermi tante emozioni e soprattutto voglia e capacità di sviscerarmi per scrutare sempre di più il mio animo per imparare a conoscere quelli che mi circondano attraverso me stessa. E' la biografia sui generis di un persona
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ome sempre, Virginia o Ginia come la chiamavano gli amici, è riuscita a trasmettermi tante emozioni e soprattutto voglia e capacità di sviscerarmi per scrutare sempre di più il mio animo per imparare a conoscere quelli che mi circondano attraverso me stessa. E' la biografia sui generis di un personaggio che da uomo diventa donna, la vita del protagonista si estende addirittura per più di tre secoli: dal regno di Elisabetta I, al Settecento, fino all’undici ottobre millenovecentoventotto. Romanzo decisamente strano. Chissà cosa ha spinto Virginia a scrivere in modo così strambo ma profondo. Me la immagino immersa nei propri pensieri, nel proprio mondo, a scrivere come una forsennata. Un po’ quello che succede a volte anche a me. Estraniarmi completamente da tutto e da tutti per entrare completamente in me e attraverso la scrittura liberarmi dei miei pensieri, accompagnati dalle mie paure, emozioni, nostalgie e malinconie. Non so quindi esattamente che abbia voluto dire Virginia con questo suo romanzo, ma mi piace pensare che abbia voluto immaginare la mente umana che, attraverso i quadri e tutto quello che ci viene trasmesso dal passato visivo, sviluppa pensieri, immagini, supposizioni e da queste fantasie si parta per uno studio dell’animo umano. Il romanzo termina con una data: 11 ottobre 1928 ma non è mai stata scritta la parola fine. La storia continua attraverso le fantasie del lettore. Credo che sia anche questo il messaggio di Virginia: la vita eterna dell’animo. Il personaggio da uomo si trasforma in donna. Per breve ritorna uomo per diventare nuovamente e definitivamente donna, quale è la scrittrice. La molteplicità delle nostre personalità. Ognuno è uomo e donna, donna e uomo. Ognuno ha mille sfaccettature, l’una in contrasto con l’altra, ma tutte quante conducono ad un'unica fonte: l’animo. Trecento anni di trasformazioni, di conflitti interiori, fino a portare ad una unica e certa personalità. Questo credo sia stato il primario desiderio di Virginia, nonché il mio, arrivare, attraverso le molteplici trasformazioni caratteriali ed emotive, a prender coscienza della vera identità del proprio animo.
E' la pseudobiografia di Auguste Escoffier, l'artefice della nouvelle cousine. Un modo alquanto simpatico ed intrigante di percorrere alcuni avvenimenti storici del fine 1800, inizio 1900. Un nuovo modo di "amare". Dopo averlo letto, la cipolla non sarà solo un ingrediente per il soffritto, ma uno S
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E' la pseudobiografia di Auguste Escoffier, l'artefice della nouvelle cousine. Un modo alquanto simpatico ed intrigante di percorrere alcuni avvenimenti storici del fine 1800, inizio 1900. Un nuovo modo di "amare". Dopo averlo letto, la cipolla non sarà solo un ingrediente per il soffritto, ma uno Swarosky.
Leggendo questo libro ci si rende conto di quanta poca umanità vive nei potenti. Di quanto poco conti la vita altrui, quando ci sono interessi ben più alti del semplice vivere. La forza del potere. Il desiderio del comando. Tim O'Brien, autore e protagonista di questo libro. Americano, partito p
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Leggendo questo libro ci si rende conto di quanta poca umanità vive nei potenti. Di quanto poco conti la vita altrui, quando ci sono interessi ben più alti del semplice vivere. La forza del potere. Il desiderio del comando. Tim O'Brien, autore e protagonista di questo libro. Americano, partito per il Vietnam, non per patriottismo, non per amore della libertà altrui, ma per non essere considerato un vile. Quanti finti coraggiosi imbracciano un fucile. Quante vite inermi, uccise per il falso perbenismo rionale.
“...sia lo zio che il nipote, oltre al fatto di avere in comune un quarto di geni, avevano madri abusanti e negligenti. Entrambi avevano padri sottomessi alle mogli e indifferenti verso i figli. Eppure, uno divenne malvagio e l’altro buono. Perché? Non lo so. La maggioranza delle persone è compassio
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“...sia lo zio che il nipote, oltre al fatto di avere in comune un quarto di geni, avevano madri abusanti e negligenti. Entrambi avevano padri sottomessi alle mogli e indifferenti verso i figli. Eppure, uno divenne malvagio e l’altro buono. Perché? Non lo so. La maggioranza delle persone è compassionevole, prova empatia e vive la propria vita senza cedere alla violenza o alla crudeltà. Una certa misura di bontà è, per così dire, la nostra dotazione standard in quanto esseri umani. In larga parte, i nosri cervelli sono prorammati per essere moralmente corretti e buoni. Solo pochi sono predisposti alla malvagità. Non ci sono parole in nessuna lingua per la bontà soprannaturale di Sanford e quasi altrettanta scarsa è la comprensione. Ma siamo programmati anche per provare “stupore” quando veniamo a conoscenza del male o del bene assoluti. Ed è proprio questo a rendere il libro di Flacco ciò che è: stupefacente”.
Libro che ho divorato in una giornata. Quando la realtà supera l’immaginazione lascia senza parole. La storia vera di Sanford Clark che a soli 13 anni è stato testimone di stupri ed omicidi di oltre 20 minori, da parte dello zio ventenne. Sanford ha subito violenze sessuali e psicologiche, difficili da ritenere umane, eppure le ha vissute sulla propria pelle. Dove abbia trovato la grande forza per sopravvivere a tutto questo è inspiegabile, se non nel proprio carattere e moralità. Da non dimenticare la sua “fortuna” nell’aver trovato sulla propria strada, tanto amore che lui ha saputo accettare e trasformarlo in altrettanto sentimento nei confronti di sé stesso e degli altri. Libro dal quale si può acquisire grande forza per affrontare i nostri problemi quotidiani. Da leggere. Assolutamente.
Il bacio della Medusa
Da questo libro traspare l’immagine della fervida mente della scrittrice, intenta a creare.continue)
Un fiorire di fantasia, idee, parole, fino a formare il romanzo. Ho avuto l’impressione che abbia voluto descrivere sé stessa scrittrice.
La magnificenza di uno scrittore sta nell’estrapolare il tutto da una ... (
Da questo libro traspare l’immagine della fervida mente della scrittrice, intenta a creare.
Un fiorire di fantasia, idee, parole, fino a formare il romanzo. Ho avuto l’impressione che abbia voluto descrivere sé stessa scrittrice.
La magnificenza di uno scrittore sta nell’estrapolare il tutto da una singola immagine, anche sfuggente e riuscire a creare nella propria mente il romanzo.
Un intricarsi di vie, con un unico punto di partenza. La trama in sé potrebbe essere considerata scialba ma è l’emozione e la riflessione dell’autrice a rendere il tutto interessante e diverso. La Mazzucco sa fare brillantemente tutto questo. Varie visuali. Anamorfosi letteraria.
Romanzo apparentemente lineare, ma strano. Abbozzi di storie fantasticate od ipotizzate per scrivere un libro. Le chiavi di lettura sono molteplici.
Situazioni che si ripetono. Povertà e ricchezza. Potere e sottomissione. La scrittrice, da una foto, da uno scorcio di vita elabora una storia che solo la capacità di riempirla delle proprie emozioni la rende splendida.
Romanzo che rispecchia quanto si possa amare in molti modi e di quanto l’essere umano abbia bisogno di amore, di qualsiasi amore. La solitudine e la paura di non essere amati fa’ accettare anche la violenza e la stortura di chi ci sta accanto e di ciò che ci riserva la vita. Medusa vede in Peru l’amore, pur essendo il suo carceriere e sfruttatore.
IL romanzo è suddiviso in un prima ed un dopo.
Il prima raccontato dopo, quasi a giustificare il comportamento di Norma.Come ci vedono gli altri? Come siamo noi veramente? Come si vede la protagonista prima?
Come è esattamente lei?
Chi è protagonista nel romanzo? La vita in genere.
Per ritornare al passato occorre proseguire verso il futuro. La scatola che Norma si porta appresso durante la scalata finale, è tutta sé stessa. E’ il proprio interiore.
Forse...forse...quanti forse nella storia. La fine del romanzo è ipotetica. Non ha importanza il finale veritiero. Le mosche che riempiono lo spazio bianco: pensieri, fantasie che andranno poi scritte. Lettere nere che riempiono il foglio bianco.
Affascinante, fantastico il modo di scrivere della Mazzucco. Descrive splendidamente gli stati d’animo. Tutto il nostro interiore “tollerato e non” , liberato attraverso la scrittura.
Sa trasmettere in modo chiarissimo le remore di uno scrittore nel proseguire una storia che la propria fantasia renderebbe scabrosa. Si ferma un attimo prima, ma il lettore partecipa comunque all’inevitabile evolversi trasgressivo del romanzo.
Ognuno scrive quello che sente nell’intimità e il nostro intimo è fatto anche di perversioni. Liberarle completamente sarebbe scandaloso, allora lo si cela attraverso un soffio di vento.
L’unico posto dove Norma e Medusa trovano pace è tra le pagine di questo romanzo scritto solo per la loro felicità.
! SCHEDA INCOMPLETA ! Orlando
ome sempre, Virginia o Ginia come la chiamavano gli amici, è riuscita a trasmettermi tante emozioni e soprattutto voglia e capacità di sviscerarmi per scrutare sempre di più il mio animo per imparare a conoscere quelli che mi circondano attraverso me stessa.continue)
E' la biografia sui generis di un persona ... (
ome sempre, Virginia o Ginia come la chiamavano gli amici, è riuscita a trasmettermi tante emozioni e soprattutto voglia e capacità di sviscerarmi per scrutare sempre di più il mio animo per imparare a conoscere quelli che mi circondano attraverso me stessa.
E' la biografia sui generis di un personaggio che da uomo diventa donna, la vita del protagonista si estende addirittura per più di tre secoli: dal regno di Elisabetta I, al Settecento, fino all’undici ottobre millenovecentoventotto.
Romanzo decisamente strano. Chissà cosa ha spinto Virginia a scrivere in modo così strambo ma profondo. Me la immagino immersa nei propri pensieri, nel proprio mondo, a scrivere come una forsennata. Un po’ quello che succede a volte anche a me. Estraniarmi completamente da tutto e da tutti per entrare completamente in me e attraverso la scrittura liberarmi dei miei pensieri, accompagnati dalle mie paure, emozioni, nostalgie e malinconie.
Non so quindi esattamente che abbia voluto dire Virginia con questo suo romanzo, ma mi piace pensare che abbia voluto immaginare la mente umana che, attraverso i quadri e tutto quello che ci viene trasmesso dal passato visivo, sviluppa pensieri, immagini, supposizioni e da queste fantasie si parta per uno studio dell’animo umano.
Il romanzo termina con una data: 11 ottobre 1928 ma non è mai stata scritta la parola fine. La storia continua attraverso le fantasie del lettore.
Credo che sia anche questo il messaggio di Virginia: la vita eterna dell’animo.
Il personaggio da uomo si trasforma in donna. Per breve ritorna uomo per diventare nuovamente e definitivamente donna, quale è la scrittrice.
La molteplicità delle nostre personalità. Ognuno è uomo e donna, donna e uomo. Ognuno ha mille sfaccettature, l’una in contrasto con l’altra, ma tutte quante conducono ad un'unica fonte: l’animo.
Trecento anni di trasformazioni, di conflitti interiori, fino a portare ad una unica e certa personalità.
Questo credo sia stato il primario desiderio di Virginia, nonché il mio, arrivare, attraverso le molteplici trasformazioni caratteriali ed emotive, a prender coscienza della vera identità del proprio animo.
Tartufi bianchi in inverno
TARTUFI BIANCHI IN INVERNO di N.M. KelbyE' la pseudobiografia di Auguste Escoffier, l'artefice della nouvelle cousine. Un modo alquanto simpatico ed intrigante di percorrere alcuni avvenimenti storici del fine 1800, inizio 1900. Un nuovo modo di "amare". Dopo averlo letto, la cipolla non sarà solo un ingrediente per il soffritto, ma uno S ... (continue)
E' la pseudobiografia di Auguste Escoffier, l'artefice della nouvelle cousine. Un modo alquanto simpatico ed intrigante di percorrere alcuni avvenimenti storici del fine 1800, inizio 1900. Un nuovo modo di "amare". Dopo averlo letto, la cipolla non sarà solo un ingrediente per il soffritto, ma uno Swarosky.
Mettimi in un sacco e spediscimi a casa
METTIMI IN UN SACCO E SPEDISCIMI A CASALeggendo questo libro ci si rende conto di quanta poca umanità vive nei potenti. Di quanto poco conti la vita altrui, quando ci sono interessi ben più alti del semplice vivere.continue)
La forza del potere. Il desiderio del comando.
Tim O'Brien, autore e protagonista di questo libro. Americano, partito p ... (
Leggendo questo libro ci si rende conto di quanta poca umanità vive nei potenti. Di quanto poco conti la vita altrui, quando ci sono interessi ben più alti del semplice vivere.
La forza del potere. Il desiderio del comando.
Tim O'Brien, autore e protagonista di questo libro. Americano, partito per il Vietnam, non per patriottismo, non per amore della libertà altrui, ma per non essere considerato un vile.
Quanti finti coraggiosi imbracciano un fucile. Quante vite inermi, uccise per il falso perbenismo rionale.
Lunga è la notte
“...sia lo zio che il nipote, oltre al fatto di avere in comune un quarto di geni, avevano madri abusanti e negligenti. Entrambi avevano padri sottomessi alle mogli e indifferenti verso i figli. Eppure, uno divenne malvagio e l’altro buono. Perché? Non lo so. La maggioranza delle persone è compassio ... (continue)
“...sia lo zio che il nipote, oltre al fatto di avere in comune un quarto di geni, avevano madri abusanti e negligenti. Entrambi avevano padri sottomessi alle mogli e indifferenti verso i figli. Eppure, uno divenne malvagio e l’altro buono. Perché? Non lo so. La maggioranza delle persone è compassionevole, prova empatia e vive la propria vita senza cedere alla violenza o alla crudeltà. Una certa misura di bontà è, per così dire, la nostra dotazione standard in quanto esseri umani. In larga parte, i nosri cervelli sono prorammati per essere moralmente corretti e buoni. Solo pochi sono predisposti alla malvagità. Non ci sono parole in nessuna lingua per la bontà soprannaturale di Sanford e quasi altrettanta scarsa è la comprensione. Ma siamo programmati anche per provare “stupore” quando veniamo a conoscenza del male o del bene assoluti. Ed è proprio questo a rendere il libro di Flacco ciò che è: stupefacente”.
Libro che ho divorato in una giornata. Quando la realtà supera l’immaginazione lascia senza parole. La storia vera di Sanford Clark che a soli 13 anni è stato testimone di stupri ed omicidi di oltre 20 minori, da parte dello zio ventenne. Sanford ha subito violenze sessuali e psicologiche, difficili da ritenere umane, eppure le ha vissute sulla propria pelle. Dove abbia trovato la grande forza per sopravvivere a tutto questo è inspiegabile, se non nel proprio carattere e moralità. Da non dimenticare la sua “fortuna” nell’aver trovato sulla propria strada, tanto amore che lui ha saputo accettare e trasformarlo in altrettanto sentimento nei confronti di sé stesso e degli altri.
Libro dal quale si può acquisire grande forza per affrontare i nostri problemi quotidiani. Da leggere. Assolutamente.