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Tifone
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Libro di mare, per i luoghi, per la circostanza, per il lessico tecnico, che costringe il lettore a dirsi "sarà così per tutto il libro, meglio abituarsi subito", per la durezza della pagina. Infatti, Conrad è uno scrittore duro, e preciso nelle descrizioni, non si lascia scivolare sentimenti e grat ... (continue)
Libro di mare, per i luoghi, per la circostanza, per il lessico tecnico, che costringe il lettore a dirsi "sarà così per tutto il libro, meglio abituarsi subito", per la durezza della pagina. Infatti, Conrad è uno scrittore duro, e preciso nelle descrizioni, non si lascia scivolare sentimenti e gratuiti dolori; in queste novanta pagine, il tifone lo senti sbatterti addosso innumerevoli volte, sei stordito, il sale sulla pelle non va via e alla fine, nell'atto conclusivo abilmente eclissato, torni a respirare aria ferma e dolce, proprio come quella dei porti lontanissimi dopo mesi di navigazione (ogni porto diventa un paradiso dopo l'inferno di una tempesta, oso credere).
Lo sguardo conclusivo sulle famiglie, felici e annoiate, che conducono la propria vita di città (o di campagna) appare come un feroce contrasto con tutto quello che abbiamo (il lettore e l'equipaggio, il capitano per primo) appena passato; può avere il sapore di un virilismo ad immagine e somiglianza dell'autore (che ha solcato sul serio oceani e mari), ma tutto sommato rende più simpatica la figura del capitano: uomo di pochissime parole, ottuso e noioso, misterioso proprio perché non parla, che sfida (non richiesto) la Natura e ne esce miracolosamente vincitore, senza allori o premi.
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