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=jappi=
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- Ricordi di un vicolo cieco (3206)
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By Banana Yoshimoto -
Finished on Feb 26, 2009 




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- Memorie di una geisha (13099)
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By Arthur Golden -
Not Started
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- La fine del mondo e il paese delle meraviglie (4121)
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By Haruki Murakami -
Not Started
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- Confessioni di una maschera (4521)
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By Yukio Mishima -
Not Started
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Norweg-
ian Wood -
- Norwegian Wood (18085)
- SCHEDA DOPPIA
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By Haruki Murakami -
Finished in Mar 2008 




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Norweg-
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- Presagio triste (3788)
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By Banana Yoshimoto -
Finished in 2004 




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- Tsugumi (7971)
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By Banana Yoshimoto -
Finished in 2004 




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- N.P. (5792)
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By Banana Yoshimoto -
Finished in 2004 




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Ricordi di un vicolo cieco
Incantevole.continue)
Cinque racconti, che ho amato 'in alternanza': il primo, il terzo, il quinto.
La Yoshimoto ha un modo di scrivere semplice, ma che trovo davvero evocativo:
piccoli particolari sparsi ovunque nel testo, che spezzano i dialoghi in modo inaspettato;
insoliti accostamen ... (
Incantevole.
Cinque racconti, che ho amato 'in alternanza': il primo, il terzo, il quinto.
La Yoshimoto ha un modo di scrivere semplice, ma che trovo davvero evocativo:
piccoli particolari sparsi ovunque nel testo, che spezzano i dialoghi in modo inaspettato;
insoliti accostamenti di sensazioni e colori;
«In un istante riaffiorarono in me [..] il colore del cielo che avevamo diviso insieme»
e il cielo.. il cielo, la cui tinta diventa protagonista, indispensabile e parte integrante della vicenda
«C'era qualcosa di erotico in quel cupo cielo invernale, con quella fitta coltre di nuvole, il grigio, il vento freddo. Tutto sembrava fatto apposta per spingere a cercare la pelle dell'altro.»
E ne sono rimasta affascinata, perchè ogni racconto che leggevo mi comunicava dei colori; colori che erano sensazioni, e cielo, e stati interiori, e pensieri.
(e ammetto di aver risfogliato il libro proprio in cerca solo dei colori, è stato come vedere un quadro dipingersi lentamente davanti ai miei occhi)
«Il mondo in cui vivevo normalmente era colorato di rosa, spazioso, profondo, arioso, ricco di cose che si spandevano e si stringevano con energia vertiginosa.»
Sembra di essere trasportati in un mondo dai colori pastello racchiuso in una goccia d'acqua, a cui ci si deve accostare con cura e delicatezza, per non rischiare di rovinare l'incanto.
E poi.. crescita, speranza, gioia di vivere.. Ho l'immagine del ragazzo dell'ultimo racconto, con la sua spontaneità e freschezza, ancora vivida in mente, come se potesse prendere per mano anche me e comunicarmi il suo mondo.
E una sensazione costante di pace, serenità, purezza, e calore, davvero intensa nel terzo racconto, ma comunque di sottofondo in tutto il libro; anche dopo averlo chiuso mi è rimasta leggera nella mente, insieme ad un sorriso lieve, un po' riflessivo.
Per chi ha voglia di sognare. Un incanto.
«La luce era dorata e il cielo altissimo.»