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- By John Marsden
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Devo dire la verità, mi ci è voluto un po' per finire Il domani che verrà di John Marsden, non per il romanzo in se, ma per la scarsità di tempo a mia disposizione e anche a causa della contemporanea lettura di altri due libri.
Bene. E dopo questo non so più cosa dire.
Aspettate che ci penso un att ... (continue)Devo dire la verità, mi ci è voluto un po' per finire Il domani che verrà di John Marsden, non per il romanzo in se, ma per la scarsità di tempo a mia disposizione e anche a causa della contemporanea lettura di altri due libri.
Bene. E dopo questo non so più cosa dire.
Aspettate che ci penso un attimo.
Mmm...
Perchè non mi viene nulla da dire? Forse perchè questo libro non mi è piaciuto? No, mi è piaciuto, tra i libri in lettura è stato anche il più piacevole; ma se mi è piaciuto dovrei almeno essere in grado di tesserne le lodi. Ok, a dire la verità non mi ha proprio soddisfatto e credo che ciò sia dovuto principalmente ad una mancanza di coinvolgimento totale nella lettura, a sua volta dovuto ad una narrazione, non totalmente, ma per buoni tratti, poco profonda e superficiale. Per capire meglio il motivo di questa critica, devo però fare prima un passo indietro riassumendovi il più brevemente possibile, la trama del romanzo.Protagonisti del libro sono sette ragazzi Ellie, Homer, Fi, Lee, Kevin, Corrie e Robyn, abitanti della contea di Wirrawee, vicino Melbourne, che, per sfuggire alla canicola estiva e alla noiosa Fiera annuale, decidono di organizzare un campeggio, la loro destinazione è una radura chiamata Inferno, immersa nella natura selvaggia del bush australiano. Con molto impegno e determinazione i ragazzi riescono a raggiungere l'Inferno, compiendo così un'impresa mai tentata prima d'allora, eccetto, secondo le leggende del luogo, da un vecchio omicida che si era rifugiato in quel posto dimenticato dal resto del mondo per sfuggire alla legge. La vacanza può così avere inizio, i giorni passano tranquilli e la pace della radura inonda i protagonisti favorendo la calma, l'amicizia e anche lo sbocciare di nuovi amori. Tutto sembra andare per il verso giusto, eccetto una piccola e inspiegabile stranezza: una sera Ellie, uscendo dalla sua tenda, scorge nel cielo notturno uno sciame di aerei che vola basso e a luci spente dirigendosi proprio verso la loro città.
Ellie, così come tutti gli altri, non sa che la pace di quei cinque giorni in campeggio sta per lasciare posto alla guerra.
Al loro ritorno a Wirrawee infatti i sette ragazzi si troveranno dinanzi ad una realtà sconvolgente: il paese è deserto, le case sono disabitate, gli abitanti - compresi i loro genitori - sembrano scomparsi misteriosamente nel nulla, ogni mezzo di comunicazione è fuori uso, gli animali sono morti e loro hanno paura. Paura di ciò che può essere successo, paura di un sospetto che inizia a insinuarsi nella loro mente e che presto si mostrerà in tutta la sua cruda verità. Il paese è stato occupato da una forza militare nemica, che ha attaccato e preso in ostaggio gli abitanti durante la Fiera. I ragazzi potrebbero essere gli unici superstiti, l'unica speranza per un futuro che si fa sempre più incerto: dovranno avere coraggio, sconfiggere la paura, contare solo sulla loro amicizia, combattere una guerra che di cui sanno ben poco per riprendersi il loro domani.Partiamo innanzitutto dal presupposto che questo libro appartiene al target Young Adult. E fin qui nulla da ridire, anzi meritevole di lode dato che, in opposizione alla moda del momento, non presenta tra i suoi personaggi ne vampiri ne creature soprannaturali affini, donandoci invece una storia per alcuni versi originale, interessante, piena di spunti di riflessone e possibili sviluppi. La prosa di Marsden è avvincente, riesce a trasmettere nel lettore quel senso di ansia e angoscia che caratterizza le vicende dei sette (in seguito otto) protagonisti e non si hanno grosse difficoltà nel lasciarsi prendere dal racconto, grazie anche ad uno stile fluido, privo di eccessive descrizioni, e impeccabile se si tratta semplicemente di narrare gli avvenimenti. Stile che però mostra delle grandi pecche quando viene invece usato per trattare anche la sfera psicologica dei vari personaggi, che, data la situazione in cui questi poverini si trovano, dovrebbe essere piena di sfaccettature e richiederebbe un buon approfondimento e una discreta capacità dell'autore nel trattare i loro vari e labili sentimenti, i loro stati d'animo, le loro paure e insicurezze. Capacità che, scusate la franchezza, risulta totalmente assente, dando vita a momenti, dove l'azione e la tensione raggiungo livelli altissimi, l'attenzione e il coinvolgimento del lettore sono alle stelle, ma tutto va in frantumi quando la protagonista anziché dar spazio alle sue emozioni preferisce perdersi in pensieri smielati e decisamente inappropriati circa i suoi sentimenti ambivalenti per Homer e Lee. E la cosa raccapricciante è che questa situazione si protrae per l'intera durata della storia! Insomma ragazza mia, i tuoi genitori sono stati rapiti, tu e i tuoi amici siete gli unici superstiti, il tuo paese è stato occupato da una forza militare sconosciuta e l'unica cosa a cui riesci a pensare è il tuo fantomatico triangolo amoroso, che, diciamocelo, te lo sei costruito tutto da sola da un momento all'altro. Secondo me dovresti rivedere un attimo le tue priorità.
Infatti la sua stessa storia d'amore con Lee è insensata, spunta da un momento all'altro per il puro bisogno di aggiungere un po' ammmorrre alla trama, così come l'improvviso interesse per Homer, puramente frutto della gelosia della protagonista nei confronti di Fi e del bisogno dell' autore di ficcare in qualche modo nella sua opera la tematica del triangolo amoroso, che tanto piace ai giovani d'oggi.
Un punto a favore è invece la maturazione, che, se nella protagonista risulta per buona parte oscurata dai suoi complessi sentimentali, è molto evidente nel resto dei protagonisti, costretti irrimediabilmente a crescere, sviluppare le loro capacità, e trasformarsi in veri e propri guerrieri.
Ovviamente il libro resta pur sempre uno Young Adult e non vi troverete eccessive scene di violenza, momenti splatter e una guerra vera e propria: il tutto è ben smussato in modo da poter rivolgere questa lettura ad un vasto pubblico di giovani adulti e non viene mai rivelata la reale identità dell'esercito nemico, tecnica narrativa usata anche da altri autori come William Golding.Alla fin dei conti ho trovato Il domani che verrà un discreto romanzo di formazione, pur presentando le suddette pecche narrative, che lascia il lettore con l'acquolina in bocca in attesa del sequel, nel quale ripongo però la speranza di un pesante miglioramento.
Consigliato? Piacerà sicuramente ai giovani lettori in cerca di uno YA diverso dal solito, personalmente però credo ci sia di meglio in giro.
Voto:
★★★Link al blog: http://sanguedinchiostro.blogspot.com/2011/11/recension…
- — Nov 6, 2011 | Add your feedback
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Ormai l'autunno è tra noi e per me diventa sempre più difficile dedicarmi completamente al blog come succedeva durante le giornate estive. Ce la metto sempre tutta per fornirvi quanto più materiale letterario possibile (news, anteprime, recensioni...), ma intendo solo giustificarmi se, in futuro, ve ... (continue)
Ormai l'autunno è tra noi e per me diventa sempre più difficile dedicarmi completamente al blog come succedeva durante le giornate estive. Ce la metto sempre tutta per fornirvi quanto più materiale letterario possibile (news, anteprime, recensioni...), ma intendo solo giustificarmi se, in futuro, vedeste magari un certo rallentamento o una concentrazione di nuovi articoli in un solo giorno, come è accaduto ultimamente; purtroppo devo fare i conti anche con gli impegni scolastici che mi portano via molto tempo libero e, allo stesso tempo, non intendo nemmeno far scendere la qualità di questo spazio online, perché voi siete fantastici e io intendo ricambiare il vostro affetto impegnandomi sempre al massimo.
Tornando alla recensione, ho iniziato a leggere molto di più durante le ore serali, quando la luna brilla alta nel cielo e crea quell' atmosfera magica, poetica e surreale.
Atmosfera che mi ha aiutato ad apprezzare ancor di più Beastly di Alex Flinn, di cui io avevo già visto il film che ne è stato tratto e che mi aveva lasciato un po' perplesso, forse per colpa della grandi aspettative e delle sostanziali (enormi!) modifiche che sono state apportate nella trasposizione cinematografica. Ho resistito a lungo alla voglia di acquistare questo romanzo, ma alla fine ho ceduto; galeotti siano gli sconti su Amazon!Ricordate La Bella e la Bestia? Quella dolce fiaba su un principe trasformato in mostro e la bella che riuscì a guardare oltre il suo orribile aspetto?
Ebbene Alex Flinn regala a tutti noi sognatori questo piccolo e dolce romanzo che riporta le vicende già conosciute, riadattate in chiave moderna, ambientate nella New York del ventunesimo secolo.Sono pecore che seguono il gregge. Votano per le persone cosiddette popolari perchè è facile. La bellezza esteriore: capelli biondi, occhi azzurri, è sempre facile riconoscerla. Ma se qualcuno è forte, in gamba, è difficile vederlo.
Kyle Kingsbury è bello, ricco e popolare, la vita sembra sempre sorridergli, tutte le ragazze lo desiderano, tutti vogliono essere suoi amici, chiunque vorrebbe avere il suo aspetto; e lui lo sa bene. Approfitta della sua popolarità per essere perfido e crudele con chi non ne ha, o con chi, secondo i suoi canoni, non è abbastanza bello, sostenendo che l'aspetto fisico sia l'unica cosa che conta nella vita.
Ma l'incontro con Kendra lo costringerà a cambiare idea.
Lei è una tipa solitaria, grassoccia, dall'aria oscura e il look simile a quello di una strega, non esita però a dire sin da subito a Kyle cosa pensa del suo comportamento senza troppi giri di parole. Il ragazzo si infuria e non accetta il confronto, organizzando un modo per vendicarsi in occasione del ballo annuale di primavera, di cui lui, ovviamente, è stato eletto principe; le chiede di poter essere suo accompagnatore, ma si presenta alla festa con Sloane Hagen, la ragazza più bella della scuola quanto la più capricciosa e viziata, umiliando Kendra dinanzi a tutti i partecipanti. Un gesto a cui la ragazza risponde con un minaccioso "Vedrai", che inquieterà Kyle per il resto di quella che sarebbe dovuta essere la sua serata. E a tarda notte, rincasando dopo aver festeggiato con Sloane, troverà Kendra ad aspettarlo. Lei si rivelerà una bellissima e incantevole strega, nascosta sotto le sembianze di semplice studentessa, intenzionata a punire Kyle per la sua perfidia e incontrollabile vanità. Una punizione che il ragazzo non dimenticherà facilmente.
Il bellissimo principe di New York viene trasformato in un' orripilante bestia con zanne, artigli e peli su tutto il corpo.
Per lui ha inizio una nuova vita.
Il padre, famoso giornalista televisivo, consulta tutti i migliori medici del paese, disposto a pagare qualsiasi cifra pur di riavere indietro il suo bellissimo figlio, ma quando anche i più esperti sono concordi nel dire che non c'è cura per Kyle, preferisce rinchiuderlo e abbandonarlo in un' enorme casa a Brooklyn, controllato dalla domestica Magda, lontano dagli sguardi della gente, richiuso in una gabbia d'oro affinché non si sogni mai di uscire per la città e mettere a repentaglio quell'imbarazzante segreto.
Kyle improvvisamente si ritrova a non avere più nulla se non i beni materiali che il padre continua a fornirgli. Ma lui è solo, senza nessuno con cui parlare o confidarsi. Solo, come in realtà è sempre stato. Fortunatamente avrà accanto a sè Magda e, ben presto, anche il simpatico Will, insegnante privato cieco, assodato dal padre per la sua istruzione.
Ma solo questo non basterà ad aiutarlo.
Lui deve cambiare dentro per poter mutare fuori, deve provare il vero amore per una ragazza che lo corrisponda guardando oltre il suo mostruoso aspetto e suggellando il sentimento con un bacio: è questa l'unica via concessa da Kendra per spezzare il terribile incantesimo E avrà solo due anni di tempo. O resterà così per sempre.
Una missione impossibile per chi è sempre stato abituato ad avere tutto dalla vita. Ma l'animo di Kyle è come una bellissima rosa bianca ricoperta da spine, che aspetta solo il momento giusto per sbocciare e mostrare la sua reale bellezza. E l'arrivo di Lindy potrebbe insegnarli finalmente ad amare.La Bella e la Bestia è da sempre la mia fiaba preferita e non capisco ancora il motivo per cui non mi sia buttato sin da subito su questo libro. Certe volte sono proprio ostinato!
Beastly è un romanzo fresco, dolce, leggero, intriso di speranza, buoni propositi e magia. Mi è piaciuto il modo in cui la Flinn ha deciso di riadattare il tutto, facendo sì che fosse la stessa bestia a raccontarci la storia.
La narrazione è molto fedele alla fiaba originale e ne segue gli sviluppi senza troppi cambiamenti alla base della trama, senza tradirla nè stravolgerla indiscretamente, eppure la scrittrice riesce a catturare nonostante tutto il lettore, creando una cornice di contorno e una serie di situazioni abbastanza diverse e modernizzate, tanto che alcune volte ho anche avuto dei dubbi sul finale, che, per chi conosce la storia, dovrebbe essere abbastanza prevedibile.
Nonostante sia un volume di poche pagine, che si susseguono molto velocemente, la storia sembra invece procedere prendendosi i suoi tempi, mostrandoci passo passo ogni fase della nuova vita di Kyle: il cambiamento, l'accettazione, la ricerca di un amore, lo sconforto, la rinnovata speranza...
Sono molto carine le chatbox che chiudono ogni parte del libro e raggruppano insieme altri personaggi delle fiabe che si trovano a fare i conti con una trasformazione come quella della Bestia; davvero un'idea geniale e graziosa.Un merito in particolare però va al personaggio di Will, ricco di spessore con la sua forza di volontà, solare e scherzoso nonostante la vita non sia stata molto clemente nei suoi confronti. Non mi è stato difficile immaginarlo come il mitico Lumière del cartone Disney. Molto intrigante è anche Kendra che, al contrario della storia originale, nel quale appare solo inizialmente, rimane presente per tutto il corso del romanzo e darà modo alla scrittrice di sorprenderci con un finale capace di stupire il lettore, che si ritroverà a pronunciare la fatidica frase <<Come ho fatto a non capirlo?>>.
Il difetto più grande che vi ho trovato è stata la caratterizzazione di Lindy, praticamente talmente inesistente da farmi risultare antipatico perfino il personaggio stesso, che in certe scene mi pareva freddo come un ghiacciolo. Niente a che vedere con l'equivalente disneyano in questo caso.
Mi è però piaciuta la scelta dell'autrice di riadattare la sua situazione famigliare,
inserendoci un padre drogato e violento, che preferisce cedere la figlia al primo sconosciuto pur di non pagare le conseguenze delle sue azioni.
Questo libro diventa così più di una semplice fiaba: la storia di due ragazzi, abbandonati dai rispettivi genitori, che troveranno nell'amore l'unica via per fuggire al vuoto lasciato dalla mancanza affettiva dei genitori.
Ho tifato sempre per Kyle, nonostante il suo caratteraccio iniziale, e, alla fine, ho anche tirato un sospiro di sollievo, carico di emozioni positive, nonostante l'happy ending, che, mentre in alcuni casi mi fa storcere il naso perché magari troppo sdolcinato, stavolta ho apprezzato di buon grado. Del resto, non è questo che cerchiamo in una favola? Un motivo per continuare a credere e a sperare.Beastly è un romanzo che farei leggere a molta gente, giovani o adulti che siano, perché non c'è alcuna distinzione quando indichi qualcuno per la strada solo perché è diverso da te. Una storia che regalerà al lettore la lezione più preziosa ed importante di tutte, spesso facilmente dimenticata:
L'amore non è mai brutto e la vera bellezza è quella che giace nel cuore.
Consigliato? Assolutamente.
Voto:
★★★★ 1/2 - — Sep 28, 2011 | Add your feedback
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L'amore è un demone. Che grande cliché ! -
Trovandomi Angel tra le mani, quando l'ho ripescato dallo scaffale per iniziarne la lettura, non potevo far altro che ritornare con la mente a Dream, ultima opera pubblicata da quest'autrice - sempre per la casa editrice Mondadori -, che tanto mi aveva incantato e rapito durante una manciat ... (continue)
Trovandomi Angel tra le mani, quando l'ho ripescato dallo scaffale per iniziarne la lettura, non potevo far altro che ritornare con la mente a Dream, ultima opera pubblicata da quest'autrice - sempre per la casa editrice Mondadori -, che tanto mi aveva incantato e rapito durante una manciata di giorni passati a bordo piscina e che ho avuto il piacere di leggere in pochissimo tempo e recensire con altrettanto entusiasmo. Inutile dire che le aspettative su quest'altro volume della giovane autrice nostrana erano perciò abbastanza alte, pur essendo consapevole del fatto che questo suo romanzo fosse stato scritto molto prima di Dream e presentasse una De Spirito meno matura e più inesperta.
Credo siano infatti da attribuire all'inesperienza i grandi errori, specialmente riguardanti l'elaborazione della storia, che l'autrice si trascina dietro per l'intero libro, dando vita, lo ammetto tristemente, alla delusione e lo sconforto che mi hanno assalito a fine lettura.
Peccato, oserei dire, dato che l'idea di fondo era buona e avrebbe potuto dar vita ad un ottimo libro se fosse stata sfruttata adeguatamente.
Ma, come dico sempre, andiamo per gradi e iniziamo presentando la trama di basa del romanzo.L'intera vicenda è ambientata tra le mura di Viterbo che, come ci spiegano già le prime righe del libro, tengono al riparo dal mondo esterno un segreto di dimensioni così grandi che, se rivelato, cambierebbe le sorti dell'intera razza umana e non solo. Infatti, tra gli abitanti di questa antichissima città, non vi sono solo gli umani, ma anche gli angeli, che da secoli convivono pacificamente con il resto della popolazione.
Protagonista e narratrice delle vicende è Vittoria, ragazza sedicenne un po' goffa e impacciata, appartenente alle stirpe angelica, ma solo per metà. I genitori di Vittoria sono infatti due angeli ma lei, al contrario, non ha mai sviluppato le ali nè ha mai posseduto pienamente i poteri che caratterizzano la sua specie. Così la protagonista di Angel si ritrova a vivere a modo suo, e in maniera amplificata, gli scombussolamenti, le agitazioni, le paure e i disagi dell'età adolescenziale. Si sente costantemente inadatta, un intruso nella sua stessa famiglia, il punto di rottura in un' armonia quasi perfetta; è un umana o è un angelo? Troverà il suo posto, la sua identità o sarà per sempre costretta a vivere tra i due mondi? Fortunatamente a sorreggerla ci sono i suoi due migliori amici Lorenzo e Ginevra, confidenti e compagni di vita; anche loro però devono costantemente affrontare i pregiudizi del mondo e sostenere le opinioni e gli sguardi altrui. Perché Lorenzo è un angelo, un bellissimo angelo, e Ginevra è una semplice umana, ma si sono innamorati l'uno dell'altro e mentre i loro cuori lo accettano senza opporre resistenza, altrettanto non possono fare alcune vecchie regole sociali che hanno sempre proibito un legame del genere tra le due specie.
Ma anche per Vittoria l'amore non tarderà ad arrivare e si presenterà in maniera molto ambigua, sotto le sembianza di Gugliemo, un ragazzo nuovo, appena trasferitosi in città con sua zia, dall'abbigliamento un po' punk e lo sguardo ricco di segreti e mistero. Gugliemo porterà un bel po' di scompiglio nella vita della giovane e il suo cuore inizierà a battere all'impazzata ad ogni loro incontro. Incontri che inizialmente ritagliano delle scene molto buffe, poiché per ben due volte Vittoria rischierà di essere involontariamente artefice della morte del povero Guglielmo, prima mentre guida la sua moto e, la seconda volta, mentre è in macchina con la sua migliore amica. Ma tra i due non tarderà a nascere qualcosa di molto più grande di un'amicizia, una relazione che farà sentire Vittoria, per la prima volta accettata, compresa e amata, nonostante la sua diversità. Ma il ragazzo nasconde qualcosa, qualcosa che Vittoria non può nemmeno immaginare, ma che inizierà pian piano a sospettare, quando la sua amica Alessia verrà ritrovata morta, pur essendo un angelo e perciò invulnerabile.
Perché c’è solo una cosa che può porre fine alla vita di quelli come Alessia, i loro opposti, i loro nemici, i demoni. Vittoria comprenderà che il suo amore magnetico per Gugliemo è allo stesso tempo un pericolo costante, un’attrazione fatale e proibita, un veleno letale per entrambi. Perché proprio l’amore può rivelarsi il peggiore dei demoni.Più guardo quel suo viso, più noto che ha mille sfaccettature: mille enigmi, trappole e doni. Non si scopre fino in fondo, disarmato, svelato, anzi: per quanto lo fissi sembra sempre avere qualcosa di più, qualcosa che ancora sfugge. Ammalia e strega, fa un po' paura, un po' rassicura, ti cattura e quando distogli lo sguardo ne senti come la mancanza.
Come ho detto inizialmente la base del romanzo era carina e poteva nascerne una bella storia, che magari apportasse qualche novità nella sfera dell’urban fantasy angelico, genere di cui trall’altro non mi è mai capitato di leggere nulla che appartenesse ad una penna italiana; un altro motivo per il quale Angel stuzzicava molto la mia fame da lettore.
Ma no.
L’autrice si fossilizza per tutto – o quasi tutto – il romanzo solo sulla parte romance, mettendo a repentaglio qualsiasi curiosità che potevano aver destato le primissime, ma molto accattivanti informazioni, date al lettore nei capitoli iniziali circa questa segreta comunità angelica che popola le strade di Viterbo. Purtroppo però da lì in poi i tratti fantasy diventano molto sfocati, quasi inesistenti, e l’autrice li usa come contorno per la storia d’amore tra i due protagonisti che fa invece da piatto forte nell’alchimia dell’intera narrazione. Un piatto che sa per di più di già visto, di già assaporato, se vogliamo continuare ad usare termini culinari visto che, a quanto pare, oggi sono in vena. Non ci viene detto nulla che i lettori, specialmente gli appassionati del genere, non abbiano già letto e, diciamocelo, nauseato. Vittoria e Guglielmo sono così stereotipati da creare per l’intero scorrere delle pagine una sensazione di dejà vù impressionante: lei, ragazza casta e pura, stupidina e un po’ rimbambita, che non fa che lagnarsi della sua vita e di ciò che la circonda finché non incontra lui, di un fascino che mette i brividi, enigmatico e dalla personalità poco chiara. Tra i due scatta immediatamente il colpo di fulmine e per più di trecento pagine assistiamo impotenti ai piagnistei amorosi dovuti al loro rapporto proibito eppure così inevitabile, tra un tira e molla, un lascia e prendi, che si conclude, banalmente, all'accettazione del loro amore in barba al fatto che lei sia un angelo e lui un demone. Sarebbe stato carino, se non lo avessimo già letto un trilione di volte. BASTA.
E, aggiungerei, basta anche con questi ragazzi, vampiri, demoni o lupi mannari che siano, che dovrebbero possedere almeno un briciolo di malvagità, non dico essere cattivi fino al midollo, ma non si può concludere tutto dicendo che la sua bellezza è inquietante e la sua vicinanza mette i brividi quando alla resa dei conti non farebbero del male ad una mosca. Suvvia, è un po’ incoerente, no?
Tornado alla parte paranormal, dopo essere stata tremendamente umiliata, pestata e insultata dalla sua compagna romance, cerca di riapparire nel finale, senza però riuscirci, dato che il tutto prende una piega molto surreale e, non volevo dirlo, ma già che ci siamo, demenziale. Detto in breve, fa la sua entrata in scena e senza alcun preavviso, come sbucata dal nulla, questa tizia di nome Eva, demone anche lei, di cui non ci viene detto assolutamente nulla. E il lettore, tra pugni che volano e combattimenti alati, si chiede << Ma questa qui chi è? Da dove è uscita?>>, domande che però non rimangono sospese in aria, senza ricevere alcuna risposta e vanno ad aggiungersi alle altre che si sono accumulate durante la lettura, tipo "Da dove vengono questi angeli?", "Perché sono a Viterbo", "Qual è il loro scopo o sono scesi solo per una scampagnata?", "E i demoni? Portavano i cestini del pranzo per caso?". E' troppo chiedere qualche spiegazione in più oltre al fatto che tutti gli appartenenti alla specie angelica sono belli, biondi e perfetti?
Unico punto interessante e che mi ha preso un po’ di più era la relazione tra Lorenzo e Ginevra, carina ma gettata alle ortiche senza che l’autrice si preoccupi di darci qualche particolare chiarimento.
Unico fattore positivo dell'intero scritto è lo stile dell'autrice, che mi ha colpito ancora una volta: fresco e giovanile, si adatta perfettamente al target di lettori a cui il libro è destinato e riesce a penetrarne i sentimenti e le emozioni con tratti estremamente poetici e incantevoli.
Per finire, mi dispiace davvero tanto di dover essere stato così negativo nei confronti di Angel, ma, a mia discolpa, sostengo che la buona volontà c’era tutta, mancavano però gli elementi per sostenerla.
In ogni caso leggerò l’annunciato seguito per poter scoprire se Dorotea ha imparato o meno dai suoi errori, cosa in cui credo fortemente dato il salto di qualità che si è avuto con Dream rispetto a questa, che, ripeto, è solo la sua seconda opera.Consigliato? Se siete amanti del paranormal romance e avete già letto molti libri alla Twilight non ci troverete nulla di nuovo e gli elementi di originalità sono troppo poco esaustivi per rendere Dream un romanzo consigliabile. Se invece gli amori impossibili e le storie Young Adult non vi stancano mai, questo romanzo potrebbe anche piacervi. Io, personalmente, lo avrei evitato.
Voto:
★★ -Link al blog:
http://sanguedinchiostro.blogspot.com/2011/09/recension…Il mio commento su Dream:
http://sanguedinchiostro.blogspot.com/2011/07/recension… - — Aug 20, 2011 | Add your feedback
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- Black Friars (386)
- L'ordine della Chiave
- By Virginia de Winter
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Un romanzo imperdibile, un libro da leggere, una storia da amare. Una promessa nel panorama letterario italiano. -
Ogni benedetta volta che mi trovo a scrivere una recensione non so mai come iniziare, e c'è sempre un certo senso di ansia che mi perseguita per tutta la stesura, specialmente in casi come questo, quando devo lasciare il mio personale commento ad un libro tanto atteso e, ora posso dirlo ufficialment ... (continue)
Ogni benedetta volta che mi trovo a scrivere una recensione non so mai come iniziare, e c'è sempre un certo senso di ansia che mi perseguita per tutta la stesura, specialmente in casi come questo, quando devo lasciare il mio personale commento ad un libro tanto atteso e, ora posso dirlo ufficialmente, tanto amato. Sul serio, nella mia mente si affollano così tante cose da dire che non so da dove cominciare e per questo sarà meglio proseguire con ordine.
Inizio col dire che Black Friars - L'ordine della chiave è il prequel del romanzo L'ordine della spada, primo volume di questa trilogia ideata dalla scrittrice nostrana Virginia De Winter, pubblicato nel Luglio dell'estate scorsa e che io, come dovreste ormai sapere perchè ribadito più e più volte, ho amato alla follia. Per questo motivo perciò era a dir poco impensabile lasciarmi scappare il secondo parto di questa ragazza, che avevo reputato già da allora davvero piena di talento.L'ordine della chiave ci catapulta indietro nel tempo, a circa cinque anni prima degli eventi che ci sono stati narrati nel primo volume.
Troviamo sin da subito come protagonista centrale il giovanissimo Axel Vandemberg, bello e affascinante erede al trono di Aldenor, completamente immerso nella vita della Vecchia Capitale e nei suoi primi anni allo Studium, ma tormentato dalla nostalgia che prova costantemente per Eloise, suo perpetuo e intramontabile amore, che raramente può rivedere durante i brevi ritorni ad Aldenor, la loro terra natale.
Ma le cose sono destinate a cambiare e Axel sarà completamente travolto dai macabri eventi che sconvolgeranno la città.
La vecchia Capitale si dimostra infatti un posto pieno di pericoli e terribili segreti. Un' inquitante serie di omicidi sconvolge l'apparente equilibrio tra luci ed ombre e ogni morte ha il sapore di una vecchia fiaba maledetta intrisa di sangue e seducente bellezza.
E l'arrivo di Belladore, cortigiana dalla seducente bellezza e antica vampira dai grandi poteri, non farà altro che complicare le cose trascinando Axel in una spriale di bugie, illusioni e ricatti, costrigendolo a mentire a coloro che gli stanno intorno e perdere ciò che ha di più caro al mondo.
Il suo amore per Eloise diventerà una condanna per entrambi, macchiato dal richiamo della passione e i tormenti di una mente soggiogata da una forza oscura. Rivedremo molti dei protagonisti che abbiamo conosciuto e amato già ne L'ordine della spada, e che torneranno a rapire i nostri cuori, immergendoci in questa nuova avventura piena d'amore, azione e fascino medievale, cuore e passione, morte ed eternità.
Conosceremo il loro passato, vivremo gli eventi che hanno cambiato e segnato definitivamente la loro vita, ciò che gli ha legati o divisi per sempre.In questa sua nuova opera Virginia De Winter sfodera la sua penna più gotica regalandoci una storia ricca di phatos, suspence e colpi di scena. Se già avevo percepito l'innegabile talento dell'autrice nel suo primo romanzo, adesso me lo ha più che confermato, imparando, con grande onesta d'animo e umiltà dalle critiche ricevute.
Lo stile stavolta ha una cadenza più veloce ed è ricco di scene adrenaliniche; la storia non si concentra più tanto sul lato romance, a cui viene comunque dato un rilevante peso, ma è ricca di momenti che tengono il lettore col fiato sospeso fino all'ultima riga. L'enigma che vortica costantemente intorno alla trama si scioglie solo proseguendo con le pagine e la voglia di svelare il grattacapo è talmente forte da togliere anche il sonno.
Ritorna inoltre l'inconfondibile stile elegante dell'autrice, puntuale e preciso in ogni dettaglio.Leggere Virginia De Winter è come prendere una boccata d'aria fresca: un italiano perfetto e un lessico invidiabile, un'originalità travolgente e una trama dalle mielle sfaccettature. Una dolce poesia pervade le sue parole e ammaglia il lettore, rendendolo schiavo di un incantesimo dal quale ci si lascia passivamente trasportare. Nonostante le abbastanza numerose pagine, cercavo sempre di leggerlo il più lentamente possibile, in modo da poter assaporare ogni minima lettera e, giunto alle battute finali, sono stato assalito da un'agghiacciante malinconia nel constatare che la magia stava per dissolversi.
L'autrice rievoca quel mondo che tanto mi aveva affascinato già al primo incontro, rendendo visibile ogni edificio, ogni locanda, ogni stradina, ogni singolo particolare; un mondo suggestivo e intriso di una forte vena dark che non può non estasiare il lettore d'urban-fantasy, un mondo dove sono presenti anche le creature soprannaturali, ma trattate in maniera completamente diversa dai soliti, e spesso scadenti, romanzetti YA.
Ci troviamo infatti dinanzi a vampiri adult, passatemi il termine, creature della notte legate alle loro antiche legende, bevitori di sangue di una bellezza soprannaturale; non pappamolli da quattro soldi innamorati della ragazzina umana di turno.
L'intera orchestrazione assume un tono più elaborato e, specialmente più elevato, rendendo il romanzo maggiormente adatto a dei lettori maturi e in cerca di qualcosa di migliore e diverso.
Ho davvero amato la capacità dell'autrice di rievocare in ogni omicidio le antiche fiabe di una volta nella loro veste più tenebrosa e oscura, un vero tocco da maestro. Stessa cosa vale per quelle fantasmagoriche legende che ci vengono lasciate man mano nel corso della storia e che mi hanno letteralmente mandato in visibilio, per non parlare del finale da paura, davvero mozzafiato. Essendo un amante delle fiabe dei Grimm e fermamente convinto nell'esistenza delle 'presenze' ho apprezzato davvero tanto. Inoltre come sempre la De Winter, con i suoi strepitosi finali, riesce a farmi pentire della mia lettura veloce, stavolta ero davvero sul punto di tornare alla prima pagina e ricominciare tutto da capo.Passando ai personaggi invece, perfino Axel, che nel primo libro mi era sì piaciuto ma non tanto da strapparmi il cuore, stavolta è riuscito a togliermelo violentemente dalla cassa toracica.
Ho potuto sentire personalmente il suo tormento interiore, il suo devastante desiderio, le sue contraddittorie emozioni. Era tutto quanto terribilmente reale, lo percepivo dentro di me, potevo viverlo. Ed è questo un enorme punto a favore: dopotutto noi lettori non cerchiamo sempre questo? Un modo per vivere altre vite, un modo di evadere dalla nostra esistenza?
Virginia De Winter è riuscita ancora una volta a catapultarmi tra le pagine del suo libro; ogni personaggio è meravigliosamente descritto e magnificamente perfetto con le sue manie, i suoi pregi e i suoi difetti ed è impossibile non amarli tutti. Bryce e la sua maniacale cura per l'aspetto esteriore, Gil e la sua ponderante risata, Stephen con la sua irritante curiosità, la dolcezza di Gareth, la simpatia di Ross, il fascino di Eloise, la stranezza di Damian, sono tutti così ben orchestrati e curati da riuscere perfettamente a togliere la scenda ad Axel - che tecnicamente dovrebbe essere il reale protagonista dell'intera storia.
La storia è sorprendentemente ben organizzata e studiata in ogni dettaglio, ogni pezzo del puzzle si incastra perfettamente con gli altri, nulla è sottovalutato, nulla è casuale, nulla è sbagliato. Troviamo inoltre molte risposte alle domande che erano state lasciate in sospeso nel primo libro, sentiamo finalmente un senso di appagamento quasi totale e che rende questo prequel indispensabile ai fini della trama generale. E, sempre a proposito di questo, ringrazio la Fazi per aver inserito questa volta nel volume anche le mappe della Vecchia Capitale e dell'intero Vecchio Continente. Mi sono state molto utili per orientarmi meglio e con maggiore sicurezza.Consigliato? Certamente. Un romanzo imperdibile, un libro da leggere, una storia da amare. Una promessa nel panorama letterario italiano.
Voto
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- — Jul 21, 2011 | 1 feedback
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- Romeo e Giulietta (10535)
- Con testo inglese a fronte
- By William Shakespeare
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Le gioie violente hanno fine violenta, e muoiono nel loro trionfo come il fuoco e la polvere che si consumano in un bacio. -
Ero davvero indeciso se recensire o meno quest'intramontabile quanto amato classico della letteratura inglese, dato che molti di voi, ne sono sicuro, interpreteranno quest'azione come segno di poca modestia e, specialmente, della grande faccia tosta di questo giovane blogger che ha la pretese di com ... (continue)
Ero davvero indeciso se recensire o meno quest'intramontabile quanto amato classico della letteratura inglese, dato che molti di voi, ne sono sicuro, interpreteranno quest'azione come segno di poca modestia e, specialmente, della grande faccia tosta di questo giovane blogger che ha la pretese di commentare e criticare un'opera del calibro di Romeo e Giulietta. Ma purtroppo la mia testardaggine, come sempre, l'ha vinta su ogni dubbio e, ad essere sincero, morivo dalla voglia di spendere qualche parolA sulla più amata fatica Shakespeariana.
Perciò, in modo da stroncare sin dal principio discussioni inutili, vi avverto che potete anche uscire da questa pagina, saltare questo post e continuare a vivere e leggere serenamente anche senza conoscere il mio personale parere su questo libro.
Avete preso la vostra decisione? Bene. Iniziamo.
Prima di addentrarci nel contenuto vorrei partire con l'analizzare il volume in sè, giudizio che però, almeno in questo caso, non andrà ad influire sul voto finale.
Ma già da qui incontriamo il primo tasto dolente.
Sulla copertina, circondata da un antipaticissimo cerchio rosso troviamo la fatidica frase:I libri preferiti di Bella ed Edward
Giuro che quando me ne sono accorto, visto che in libreria non ci avevo fatto caso, distratto dalle bellissime rose raffigurate nella cover, la furia violenta che mi si è scatenata in corpo è stata tale che avrei volentieri scaraventato il libro nel fuoco, accorgendomi tristemente subito dopo che siamo in estate e il camino è sempre spento.
Peccato!
Ma perché c'è sempre bisogno di speculare sulle tendenze del momento? Siamo addirittura arrivati a contaminare con una storia insipida e idiota qual'è Twilight alcuni dei classici più adorati di sempre come Orgoglio e pregiudizio, Cime Tempestose e, nel mio caso, Romeo e Giulietta ? Ma dico la Mondadori aveva davvero questo innato bisogno, nonostante le ottime vendite che la collana dei Classici Mondadori registra annualmente, di riproporre alcuni di questi romanzi in una nuova edizione solo per poter attrarre alla cassa le bimbette impazzite per il vampiro sbriluccicante ?
In ogni caso, passata la furia omicida, mi sono buttato senza indugio tra le pagine di questo libro e ora sono più che felice di aver finalmente potuto 'vivere', e non visto semplicemente in un film, la storia di uno degli amori più tragici della letteratura classica. Purtroppo però ho riscontrato, durante la lettura, anche un bel po' di note negative, che non mi hanno fatto apprezzare pienamente questo classico, sul quale riponevo trall'altro grandi aspettative.Credo siano ben pochi coloro che non conoscono la drammatica storia di Romeo e della sua Giulietta, entrambi figli di due nobili famiglie veronesi, Capuleti e Montecchi da anni impelagate in un sanguinoso e reciproco odio e che coinvolge ogni singolo membro, perfino gli stessi servi. Ma è proprio da questo odio che tra i due giovani nascerà un sentimento nuovo e sorprendente, delicato ed avvolgente: un'amore giovane e incondizionato, un'amore impossibile ma dolce, travolgente e violento come una tempesta e che investirà in pieno i cuori dei protagonisti, destinati ad una fine crudele, bruciando nella loro stessa impetuosa passione.
Le gioie violente hanno fine violenta, e muoiono nel loro trionfo come il fuoco e la polvere che si consumano in un bacio. Il miele più soave nausea per la troppa dolcezza, e basta assaggiarlo, per non averne più desiderio. Amatevi, dunque, con misura; così l'amore durerà più a lungo. Chi è troppo veloce, arriva tardi, come chi va troppo lentamente.
Parto innanzitutto dal presupposto che questa è solo la mia prima lettura di Romeo e Giulietta, a cui credo però che ne seguiranno altre in futuro, visto che, da quanto mi è sembrato di percepire, questo è uno di quei libri da rileggere almeno più di una sola singola volta.
Ciò che in primis mi ha favorevolmente stupito è lo stile adeguatamente scorrevole dell'intera opera, nonostante Shakespeare dia sempre forma a dialoghi abbastanza aulici, caratteristica particolarmente palpabile in alcune delle scene più suggestive del romanzo; inoltre il fatto che sia scritto a mò di copione teatrale rende il ritmo di lettura più veloce.
Parlando di personaggi, pongo i miei sinceri complimenti all'autore per aver dato vità a figure tanto realistiche, drammatiche e allo stesso tempo comiche, come Mercuzio, amico di Romeo, spirito libero e figura di spicco nell'intera tragedia, o la nutrice di Giulietta, donna chiacchierona ma che nutre un sincero affetto per la ragazza che lei stessa ha cresciuto sin da quando era solo una bambina.
Lo stesso purtroppo non si può dire del personaggio di Romeo, che proprio non mi ha preso. Non che mi aspettassi un chissà quale principe azzurro, ma neanche un ragazzino viziato capace solo di piangersi addosso e lasciarsi trasportare passivamente dagli eventi; ciò che manca è proprio la credibilità del protagonista, poiché lo troviamo nella prima scena mentre si dispera per il suo amore non ricambiato nei confronti di Rosalina, promettendo che nessun'altro potrà avere il suo cuore e che mai smetterà di amare la ragazza. Dopo pochissime pagine lo vediamo ancora una volta sull'orlo della depressione a causa però di un altro amore, non più quello per Rosalina, che viene rimpiazzata molto facilmente, ma per Giulietta, di cui è follemente e disperatamente innamorato - deja vù? - pur sapendo che il loro è un sentimento proibito, a causa della faida tra la famiglia dei Capuleti e dei Montecchi.
Per tutto il resto della storia la situazione non cambia molto, il ragazzo è sempre sul punto di suicidarsi, come se si trattasse di bere un bicchier d'acqua, e la sua figura rimane vittima delle emozioni che la fanno agire costantemente d'impulso.
Sinceramente ho sviluppato più simpatia verso la povera Giulietta che perlomeno, con l'aiuto di Frate Lorenzo, prova a cambiare il corso degli eventi, mostrando più coraggio di quanto non ci si sarebbe aspettato da una ragazzina dell'epoca.Romeo e Giulietta è un'ode e al contempo una critica all'amore folle e giovane; lo stesso Shakespeare spesso lo ribadisce dicendo che un sentimento così violento ed improvviso non potrà far altro che portare ad una drammatica conclusione.
Se devo dirla tutta, alcuni scambi di battute tra i due amanti più che emozionare il mio animo, mi causavano una certa ilarità. Sarà che quello dei due ragazzi mi è sembrato, anzi è, vista anche la loro età, un amore troppo, esageratamente, adolescenziale, ma mi aspettavo qualcosa di più maturo da questo, da molti definito, 'capolavoro'.
Forse sarà perché questo genere di romanticismo non rientra propriamente nei miei gusti, ma ovviamente leggerò qualcos'altro di Shakespeare per farmi un'idea globale su quest'autore e, magari tra qualche anno, riprenderò in mano anche questo suo scritto. Chissà, forse potrei aver cambiato parere!Consigliato? Secondo me dovrebbe essere letto almeno una volta nella vita. Un classico intramontabile che non potrà non appassionare specialmente i lettori più romantici.
Voto:
★★★+ - — Aug 2, 2011 | Add your feedback
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- Orgoglio e pregiudizio (18705)
- By Jane Austen
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Danzano le ombre e vivono per il tempo che è loro concesso. -
Una storia d'amore senza confini, dove l'immaginazione è più intensa della realtà.
Potrebbe bastare anche solo questa singola frase per descrivere Dream, il nuovo romanzo di Dorotea De Spirito, autrice nostrana e, a mio modesto parere, di grande talento.
Proprio così gente. Non so come, no ... (continue)Una storia d'amore senza confini, dove l'immaginazione è più intensa della realtà.
Potrebbe bastare anche solo questa singola frase per descrivere Dream, il nuovo romanzo di Dorotea De Spirito, autrice nostrana e, a mio modesto parere, di grande talento.
Proprio così gente. Non so come, non so con quale subdolo stratagemma ma quest' autrice è riuscita a farmi piacere una storia d' amore, nel senso letterale del termine.
Non una storia d'avventura con un po' di romance, non un urban fantasy con delle spennellate romantiche. No. Una semplice storia d'amore, amore e ancora amore.
Insomma quella cosa che ultimamente mi va sempre un po' di traverso.
Che contenga la bellissima copertina qualche sostanza allucinogena?
Non è che quell'incantevole oro, che ha mandato in TILT il mio unico neurone, mascheri in realtà dell'erba della felicità?
Tornando alla realtà (forse), prima di fare una recensione seria di questo romanzo voglio porvi due quesiti a cui io non sono ancora riuscito a dare risposta: ma per quale cavolo di motivo la Mondadori continua a rivelarmi la fine dei suoi romanzi nella quarta di copertina?!
Perchè continua a sconvolgermi la trama di ogni libro, sempre nella loro maledetta quarta di copertina?!
Perchè?! Perchè?!
Sarò io un po' ingenuo da non riuscire ancora a capire queste complesse tecniche di marketing?
Ve lo chiedo perchè sono arcistufo di sapere già come finirà una determinata storia solo perchè quei quattro *bip* della casa editrice si sono presi la 'gentilezza' di rivelarmelo ancor prima di poterlo leggere! E sono anche stufo che mi si cerchi di passare fischi per fiaschi, scusate. Leggendo il vostro breve 'excursus' ho pensato inizialmente che il libro della De Spirito fosse un apranormal romance, insomma!
A questo punto ci sono due alternative:1. I creatori della quarta di copertina non hanno la benché minima idea di ciò che scrivono o, se ce l'hanno, non ne vanno orgogliosi.
2. Il mio unico neurone deve essersi fritto a tal punto da non riuscire più a comprendere la trama di un romanzo.
Attendendo una risposta concreta alla mia domanda, voglio provare a fare io (me, moi) una breve sinossi di questo davvero gradevole libro.
Esperia è una ragazza come tante, frequenta l'ultimo anno di Liceo ed è perciò prossima all' Esame di Maturità, con molti e buoni amici, abita da sola in un piccolo appartamento perché i genitori sono sempre in viaggio a causa del lavoro, ha una nonna molto speciale, restia a parlare troppo ma capace di ascoltare, ed è ancora in cerca dell'amore, quello vero ma a volte difficile da scovare nell'impegnata e spesso monotona vita reale.
Ma chi dice che lo si debba cercare solo nella realtà?
Un sogno, uno come tanti, di quelli confusi che si fanno solo di notte. Un semplice ma speciale sogno.
E' qui che Esperia, ragazza col nome di una stella, troverà l'amore, un'amore senza confini, l'amore per un sogno, che svanisce quando il sole torna a splendere nel cielo. Un'amore impossibile quello per William Holden, cantante britannico che lei adora sin da quando, tanti anni fa all'aeroporto di Londra i loro sguardi si incrociarono per pochi secondi.
Ma purtroppo i sogni non sono realtà e il suo incontro con Will e stato solo frutto dell' immaginazione.
Ma allora perché lui continua a farle visita ogni notte facendole battere il cuore e donandole incantevoli illusioni e facendole attendere con impazienza l'arrivo della sera? Perché sembra tutto così vero, in un mondo fatto di illusioni evanescenti e sfocate sensazioni? Sono solo coincidenze o qualcosa di davvero speciale le sta accadendo?Attendo di veder spuntare le stelle, che i secondi scorrano fino a pesare sugli occhi, fino a perdere dimensione, schiacciandosi e allungandosi, sfumando e perdendo colore nell'incoscienza.
E cosa prova davvero per Valerio, il ragazzo simpatico che ha appena conosciuto e che la fa sentire bene, amata e protetta?
Esperia dovrà fare delle scelte importanti e trovare il coraggio di inseguire un sogno o abbandonarlo per sempre.Ogni notte una parte di me spera che William possa tornare, ma c'è un'altra parte che ha bisogno di Valerio, del suo affetto, della sua attenzione.
Ammetto che inizialmente sono rimasto molto deluso dal fatto che il ragazzo/sogno di esperia fosse un cantante di cui lei, trall'altro, era già fan. Per un momento ho avuto paura di trovarmi davanti a circa trecento pagine in cui esperia non avrebbe fatto altro che ribadire il suo amore per questo giovane chitarristica coe una ragazzina innamorata del VIP di turno.
Ma fortunatamente la situazione si evolve e a colpirmi maggiormente è stato innanzitutto la scrittura e lo stile dell'autrice. A mio parere la De Spirito è una buona promessa nel panorama della letteratura italina YA, lo scorrere delle sue parole è veloce, non pesante, palpabile e al contempo evanescente e poetico, come un sogno; si legge al massimo in due giorni ma attenzione, sarà anche dedicato ad un pubblico giovane ma non troverete traccia di alcun vampiro, fata, angelo o essere paranormale affine. Magari solo un pizzico di fantasia, ma del resto l'intera storia è incentrata sulla magia del sogno, no?Sai quel luogo? Quello tra il sogno e la veglia, in cui ricordi ancora cosa stavi sognando.
Quello è il posto dove ti aspetterò e ti amerò per sempre.
James Matthew Barrie, Peter PanDream è stato criticato per avere dei toni troppo adolescenziali ed essere pieno di romance, ma è forse questo il reale motivo per cui mi è piaciuto. Esperia è un adolescente. Lei attraversa quell'età in cui l'amore è al massimo della sua fioritura, quell'età in cui, purtroppo, durante il passaggio all'età adulta, spesso si decide di non credere più ai propri sogni e di lasciarli lì, in un cantuccio, a morire lentamente.
Questo romanzo è invece un vero e proprio inno al credere nei sogni, a inseguirli, a rischiare e a non lasciarci abbattere da alcuna paura.
Nonostante le pretese fossero molto basse, la De Spirito mi ha stupito in pieno con questa storia originale e priva di ogni clichè.
Dream è un libro toccante e delicato, come solo un sogno può essere, un libro da tenere sempre sul proprio scaffale e da riaprire di tanto in tanto nei momenti di maggiore sconforto, andando a leggere la miriade di frasi che abbiamo sottolineato; o almeno, questo ho fatto io.Grazie Dorotea, con le tue parole hai resuscitato la mia parte da sognatore. L'ho vista mentre si risvegliava dopo un lungo sonno.
A solitary shadow
is dancing by herself
singing a song
for her love...Consigliato? Bhè mi sembra proprio di sì, vi farà tornare a credere, a credere di poterlo esaudire.
Voto:
★ ★★ ★+ - — Jul 6, 2011 | Add your feedback
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- Da questo libro presto un film (24)
- By Simona Toma
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Da questo libro presto un film




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Devo dire che - contrariamente a tutte le aspettative molto basse che riponevo su questo romanzo - conoscere Toni, Matilde, Clementina e tutta la sfilza di personaggi che gli girano intorno è stata una piacevolissima esperienza.
Perché avevo aspettative così basse?
Bhè, sinceramente non saprei, fors ... (continue)Devo dire che - contrariamente a tutte le aspettative molto basse che riponevo su questo romanzo - conoscere Toni, Matilde, Clementina e tutta la sfilza di personaggi che gli girano intorno è stata una piacevolissima esperienza.
Perché avevo aspettative così basse?
Bhè, sinceramente non saprei, forse per la così improvvisa uscita del romanzo, forse perché avevo molta paura di trovarmi all'ennesimo romanzo alla *mocciamaniera*.
Ad attrarmi c'erano però le origini pugliesi della cara Simona Toma e la consapevolezza che parte della storia si svolgesse proprio a Lecce; come sapete, io non resisto ai romanzi ambientati nella mia amata terra!
Toni (per favore evitiamo commenti sul suo disgraziato nome, poverina), Matilde e Clementina abitano a Milano e sono amiche da sempre, così diverse eppure così unite, nella buona e nella cattiva sorte...più o meno.
Le loro esistenze verranno infatti movimentate quando la più goffa e disgraziata del gruppo, Toni, incontrerà il bello e attraente aiutoregista Filippo, che la salverà da un'orda di metallari impazziti durante un concerto, e lo eleggerà automaticamente 'amore della sua vita'.
Per la ragazza inizierà un periodo di romantico delirio, insultata da Matilde e sostenuta invece da Clemetina; e, dopo tanto sognare, - per chi crede ancora che i sogni non si avverino - Toni inizierà davvero una romantica relazione con Filippo, che condurrà lei e le sue amiche ad un ruolo di comparse per il film a cui lavora il ragazzo, tra costumisti urlanti e assistenti 'foglie morte', creature metà uomo e metà cellulare, triangoli amorosi tra attori pompati e isterici...
Tutto troppo semplice?
Non proprio.
Toni scoprirà infatti che l'amore e il cinema sono due mestieri davvero difficili con i loro pro e i loro contro e la situazione si complicherà quando deciderà di seguire il suo amato e sempre sfuggente Filippo perfino in Puglia, dove il set si è spostato per fare le ultime riprese, e le cose non andranno sempre per il verso giusto.
Da questo libro presto un film è un romanzo divertente e coinvolgente, parla d'amore sì, ma di un'amore pazzo e irriverente, quello che ti entra dentro e non vuole più uscirne, quello che, nel male e nel bene, ti cambia per sempre.
E' stato un vero piacere conoscere la simpatica e buffa Toni, con i suoi divertenti deliri, le sue fissazioni, i suoi pazzeschi giri mentali e - soprattutto - con le sue impareggiabili amiche.
Perché questo è anche un romanzo d'amicizia, un'amicizia strana certo, ma sicuramente non per questo meno vera. Gli scambi di battute tra Toni e Matilde sono impareggiabili e costituiscono l'aspetto che più ho preferito dell'intero volume.
Ma alla 'colorazione' del romanzo non contribuiscono solo le tre protagoniste, bensì tutte le altre figure che girano intorno alla storia e strappano di volta in volta un sorriso al lettore con le loro quotidiane manie portate all'esasperazione.
Un esempio? La nonna di Toni fissata con la cucina e l'isterico costumista con la sua cagnolina Sofialòren o il nonno di Toni che cerca disastrosamente di parlare l'inglese e l'attrice protagonista del film con il suo fare da diva.
Ma se da un lato tutta questa comicità diverte il lettore, dall'altro fa cadere alcuni punti della storia nel banale e nel prevedibile.
Insomma non ci voleva mica molto a capire che tipo fosse davvero Filippo e come sarebbe andata a finire la sua storia con Toni, che, accecata dall'amore, non riesce a rendersi conto della palese infedeltà del suo uomo.
Ho cercato inoltre di dar poco peso ad alcuni incredibili evidenti colpi di fortuna che le tre ragazze hanno nel corso della storia come, ad esempio, l'estrema e poco credibile facilità con cui ottengono il ruolo da comparse nel film. Ma del resto si tratta pur sempre di un romanzo, di una storia inventata, no?
Lo stile della Toma è fresco e - scusate la definizione astrusa - 'buono'; se dovessi paragonare questo libro ad una bevanda direi: granita alla fragola.
Ok, forse sto un po' esagerando e la pazzia di Toni deve aver contagiato anche me, quindi meglio chiudere questa recensione il prima possibile.Consigliato? Credo sia uno di quei romanzi da leggere possibilmente al mare, sotto l'ombrellone, lasciandovi trasportare dal rumore delle onde e dalle buffe avventure dell'imbranata protagonista.
Se lo si prende senza enormi pretese il buonumore è assicurato. Parola di librofilo.Voto:
★ ★ ★ 1/2La recensione sul blog: http://sanguedinchiostro.blogspot.com/2011/06/recension…
Provate a vincere una copia autografate del libro qui (scade il 25 Giugno): http://sanguedinchiostro.blogspot.com/2011/06/giveaway-…
- — Jun 13, 2011 | Add your feedback
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Cacciatrici
La mia VIDEORECENSIONE (la prima) qui: http://sanguedinchiostro.blogspot.com/2012/01/videorece…
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