Letto con mal di denti post-operatorio: Murakami che mi spinge a chiedermi quale sia davvero la realtà raccontandomi di un mondo con due lune, mi risulta valido conforto in una situazione un poco surreale.
Se davvero lo scopo di uno scrittore è quello di porre domande senza dare risposte, Murakami
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Letto con mal di denti post-operatorio: Murakami che mi spinge a chiedermi quale sia davvero la realtà raccontandomi di un mondo con due lune, mi risulta valido conforto in una situazione un poco surreale.
Se davvero lo scopo di uno scrittore è quello di porre domande senza dare risposte, Murakami non potrebbe farlo meglio. Come sempre non ci risparmia i lati più inquietanti del mondo; in 1Q84 non c'è un Grande Fratello, ma i Little People, entità misteriose di cui è difficile capire le vere intenzioni... si può parlare di Bene e Male in questo romanzo? No. Murakami scava nei nostri abissi e le sue descrizioni dettagliate di pasti, abiti e orecchie rafforzano l'adesione a quella realtà di cui non sappiamo praticamente nulla.
Ciò che ho scritto è confuso e sconclusionato? Il fatto è che di Murakami non si può davvero parlare, lo si può leggere, o meglio... sentire.
Scontato che in un best of siano presenti diversi pezzi entusiasmanti, però lo scrivo lo stesso: in questa raccolta ci sono davvero dei bei pezzi, alcuni sono racconti, altri saggi giornalistici. In particolare un resoconto su un simposio di architettura in una città sperduta nel deserto texa
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Scontato che in un best of siano presenti diversi pezzi entusiasmanti, però lo scrivo lo stesso: in questa raccolta ci sono davvero dei bei pezzi, alcuni sono racconti, altri saggi giornalistici. In particolare un resoconto su un simposio di architettura in una città sperduta nel deserto texano, un posto con un nome dostoevskiano e strani fenomeni luminosi notturni (http://en.wikipedia.org/wiki/Marfa,_Texas). E poi una ragazza con la frangetta che fa ammattire tutti (Zadie Smith), un dialogo tra Fabbricante di fuoco e Quello peloso, il resoconto di una lunga corrispondenza con Unabomber e le morali che se ne possono trarre. Validissimo.
Raccolta di saggi. Quello su televisione e letteratura dovrebbero farlo studiare ai liceali. Quello sulla Fiera Statale dell'Illinois è molto divertente... non avrei mai pensato che una fiera agricola potesse interessarmi tanto. Quello su Lynch è prezioso - sensato, acuto, sensibile, assolutamente
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Raccolta di saggi. Quello su televisione e letteratura dovrebbero farlo studiare ai liceali. Quello sulla Fiera Statale dell'Illinois è molto divertente... non avrei mai pensato che una fiera agricola potesse interessarmi tanto. Quello su Lynch è prezioso - sensato, acuto, sensibile, assolutamente imparziale.
Et cetera. Insomma, DFW è sempre DFW, quel meraviglioso essere umano che vorresti come vicino di casa, come amico del cuore, come collega, come fratello, come giornalaio, come...
Avete mai sentito il verso dell'uccello-giraviti? Udirlo è cosa rara, vederlo impossibile. Se mai lo sentirete, state all'erta, perché significa che il destino, come un lungo braccio che si protende, sta per spostarvi sul tavolo che è il mondo, e potrebbe trascinarvi oltre il bordo senza che
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Avete mai sentito il verso dell'uccello-giraviti? Udirlo è cosa rara, vederlo impossibile. Se mai lo sentirete, state all'erta, perché significa che il destino, come un lungo braccio che si protende, sta per spostarvi sul tavolo che è il mondo, e potrebbe trascinarvi oltre il bordo senza che ve ne accorgiate. Non sempre ciò che scegliete è davvero frutto della vostra volontà. E per capirlo talvolta è necessario scendere in profondità, in un pozzo magari, e sperare di poter recuperare ciò che è scappato di casa.
Murakami non delude mai. Eppure, per quanto dentro di me le immagini che questo romanzo mi ha trasmesso siano molto chiare, faccio fatica a spiegarlo a parole. Allora, aggiungo solo questo: ci sono certi periodi in cui vi sentite come staccati dal mondo della gente, dei giorni in cui non avete nulla da dire e riuscite solo ad osservare le cose, ma come da fuori... dei giorni in cui vi sembra che nulla abbia senso, o che ci siano solo significati nascosti, sei giorni in cui vi rendete conto che non tutto è regolato da leggi causa-effetto, che il mondo e la vita non sono qualcosa di coerente... bene, in quei giorni, in quei periodi, leggete Murakami.
Come haiku i suoi romanzi non ci vogliono indicare dottrine o emozioni precise, ma solo darci una vaga idea di qualcosa molto legato alla realtà, eppure da essa lontano anni-luce. Qualcosa di semplice. E di vero; Murakami ci tocca in profondità.
Se vi dicono che questo romanzo parla del sogno americano voi no, no, no, no, vi prego non credetelo. Ora capisco perché Murakami ci insiste tanto in Norwegian wood (e se ricordo bene lo cita anche in altri libri): è meraviglioso. Quindi grazie Murakami, perché se non ci fossi stato tu... il
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Se vi dicono che questo romanzo parla del sogno americano voi no, no, no, no, vi prego non credetelo. Ora capisco perché Murakami ci insiste tanto in Norwegian wood (e se ricordo bene lo cita anche in altri libri): è meraviglioso. Quindi grazie Murakami, perché se non ci fossi stato tu... il mio pregiudizio sugli scrittori americani (DFW a parte) avrebbe avuto la meglio anche questa volta.
Questo romanzo parla del sogno che si rivela illusione, ed è il sogno della vita. Nel caso di Gatsby il sogno coincide con una persona, con un amore, ma Daisy, la luce verde può essere qualunque passato che continua ad abitare le nostre notti travestito da futuro. Le ultime due pagine lo fanno capire benissimo, non le cito direttamente per non rovinarvele.
Azar Nafisi gli dedica uno splendido capitolo in Leggere Lolita a Teheran (la Repubblica Islamica dell'Iran contro il Grande Gatsby): vi si dice che Fitzgerald (che vita pazzesca anche lui, la moglie Zelda doveva essere pazzesca) ha scritto in questo romanzo della perdita dei sogni.
Quante cose poi si potrebbero dire su Daisy e su Tom! Sulla noncuranza dei ricchi, sulla loro insensibilità, l'insensibilità di chi sfrutta le persone e poi si ritira in una Cortina o in un Saint-Tropez.
Finisco con una citazione, non fondamentale, ma mi è piaciuta molto:
A me piacciono le grandi feste. Sono così intime. Nelle feste piccole, non c'è intimità.
1Q84
Letto con mal di denti post-operatorio: Murakami che mi spinge a chiedermi quale sia davvero la realtà raccontandomi di un mondo con due lune, mi risulta valido conforto in una situazione un poco surreale.
Se davvero lo scopo di uno scrittore è quello di porre domande senza dare risposte, Murakami ... (continue)
Letto con mal di denti post-operatorio: Murakami che mi spinge a chiedermi quale sia davvero la realtà raccontandomi di un mondo con due lune, mi risulta valido conforto in una situazione un poco surreale.
Se davvero lo scopo di uno scrittore è quello di porre domande senza dare risposte, Murakami non potrebbe farlo meglio. Come sempre non ci risparmia i lati più inquietanti del mondo; in 1Q84 non c'è un Grande Fratello, ma i Little People, entità misteriose di cui è difficile capire le vere intenzioni... si può parlare di Bene e Male in questo romanzo? No. Murakami scava nei nostri abissi e le sue descrizioni dettagliate di pasti, abiti e orecchie rafforzano l'adesione a quella realtà di cui non sappiamo praticamente nulla.
Ciò che ho scritto è confuso e sconclusionato? Il fatto è che di Murakami non si può davvero parlare, lo si può leggere, o meglio... sentire.
[Solo, ascoltate questa http://www.youtube.com/watch?v=H3RKqvknVYc e le altre, please.]
The best of McSweeney's
Scontato che in un best of siano presenti diversi pezzi entusiasmanti, però lo scrivo lo stesso: in questa raccolta ci sono davvero dei bei pezzi, alcuni sono racconti, altri saggi giornalistici.continue)
In particolare un resoconto su un simposio di architettura in una città sperduta nel deserto texa ... (
Scontato che in un best of siano presenti diversi pezzi entusiasmanti, però lo scrivo lo stesso: in questa raccolta ci sono davvero dei bei pezzi, alcuni sono racconti, altri saggi giornalistici.
In particolare un resoconto su un simposio di architettura in una città sperduta nel deserto texano, un posto con un nome dostoevskiano e strani fenomeni luminosi notturni (http://en.wikipedia.org/wiki/Marfa,_Texas). E poi una ragazza con la frangetta che fa ammattire tutti (Zadie Smith), un dialogo tra Fabbricante di fuoco e Quello peloso, il resoconto di una lunga corrispondenza con Unabomber e le morali che se ne possono trarre.
Validissimo.
Tennis, Tv, trigonometria, tornado
Raccolta di saggi.continue)
Quello su televisione e letteratura dovrebbero farlo studiare ai liceali.
Quello sulla Fiera Statale dell'Illinois è molto divertente... non avrei mai pensato che una fiera agricola potesse interessarmi tanto.
Quello su Lynch è prezioso - sensato, acuto, sensibile, assolutamente ... (
Raccolta di saggi.
Quello su televisione e letteratura dovrebbero farlo studiare ai liceali.
Quello sulla Fiera Statale dell'Illinois è molto divertente... non avrei mai pensato che una fiera agricola potesse interessarmi tanto.
Quello su Lynch è prezioso - sensato, acuto, sensibile, assolutamente imparziale.
Et cetera. Insomma, DFW è sempre DFW, quel meraviglioso essere umano che vorresti come vicino di casa, come amico del cuore, come collega, come fratello, come giornalaio, come...
L'uccello che girava le viti del mondo
Avete mai sentito il verso dell'uccello-giraviti? Udirlo è cosa rara, vederlo impossibile. Se mai lo sentirete, state all'erta, perché significa che il destino, come un lungo braccio che si protende, sta per spostarvi sul tavolo che è il mondo, e potrebbe trascinarvi oltre il bordo senza che ... (continue)
Avete mai sentito il verso dell'uccello-giraviti? Udirlo è cosa rara, vederlo impossibile. Se mai lo sentirete, state all'erta, perché significa che il destino, come un lungo braccio che si protende, sta per spostarvi sul tavolo che è il mondo, e potrebbe trascinarvi oltre il bordo senza che ve ne accorgiate. Non sempre ciò che scegliete è davvero frutto della vostra volontà. E per capirlo talvolta è necessario scendere in profondità, in un pozzo magari, e sperare di poter recuperare ciò che è scappato di casa.
Murakami non delude mai. Eppure, per quanto dentro di me le immagini che questo romanzo mi ha trasmesso siano molto chiare, faccio fatica a spiegarlo a parole.
Allora, aggiungo solo questo: ci sono certi periodi in cui vi sentite come staccati dal mondo della gente, dei giorni in cui non avete nulla da dire e riuscite solo ad osservare le cose, ma come da fuori... dei giorni in cui vi sembra che nulla abbia senso, o che ci siano solo significati nascosti, sei giorni in cui vi rendete conto che non tutto è regolato da leggi causa-effetto, che il mondo e la vita non sono qualcosa di coerente... bene, in quei giorni, in quei periodi, leggete Murakami.
Come haiku i suoi romanzi non ci vogliono indicare dottrine o emozioni precise, ma solo darci una vaga idea di qualcosa molto legato alla realtà, eppure da essa lontano anni-luce.
Qualcosa di semplice. E di vero; Murakami ci tocca in profondità.
Il grande Gatsby
Se vi dicono che questo romanzo parla del sogno americano voi no, no, no, no, vi prego non credetelo. Ora capisco perché Murakami ci insiste tanto in Norwegian wood (e se ricordo bene lo cita anche in altri libri): è meraviglioso. Quindi grazie Murakami, perché se non ci fossi stato tu... il ... (continue)
Se vi dicono che questo romanzo parla del sogno americano voi no, no, no, no, vi prego non credetelo. Ora capisco perché Murakami ci insiste tanto in Norwegian wood (e se ricordo bene lo cita anche in altri libri): è meraviglioso. Quindi grazie Murakami, perché se non ci fossi stato tu... il mio pregiudizio sugli scrittori americani (DFW a parte) avrebbe avuto la meglio anche questa volta.
Questo romanzo parla del sogno che si rivela illusione, ed è il sogno della vita. Nel caso di Gatsby il sogno coincide con una persona, con un amore, ma Daisy, la luce verde può essere qualunque passato che continua ad abitare le nostre notti travestito da futuro. Le ultime due pagine lo fanno capire benissimo, non le cito direttamente per non rovinarvele.
Azar Nafisi gli dedica uno splendido capitolo in Leggere Lolita a Teheran (la Repubblica Islamica dell'Iran contro il Grande Gatsby): vi si dice che Fitzgerald (che vita pazzesca anche lui, la moglie Zelda doveva essere pazzesca) ha scritto in questo romanzo della perdita dei sogni.
Quante cose poi si potrebbero dire su Daisy e su Tom! Sulla noncuranza dei ricchi, sulla loro insensibilità, l'insensibilità di chi sfrutta le persone e poi si ritira in una Cortina o in un Saint-Tropez.
Finisco con una citazione, non fondamentale, ma mi è piaciuta molto:
A me piacciono le grandi feste. Sono così intime. Nelle feste piccole, non c'è intimità.