Quattro stellette, media tra le cinque de "Il demonio è cane bianco" e le tre de "Bellas mariposas".
Proseguendo nella mia impresa di, prima o poi, leggere tutto Atzeni ho preso questo sia perché era sul bancone della libreria mentre pagavo, sia perché da poco è uscito il film ispirato a Bellas Mariposas e volevo capire un po' di che trattasse. Il primo racconto è splendido, a quanto ho capi
... (continue)
Proseguendo nella mia impresa di, prima o poi, leggere tutto Atzeni ho preso questo sia perché era sul bancone della libreria mentre pagavo, sia perché da poco è uscito il film ispirato a Bellas Mariposas e volevo capire un po' di che trattasse. Il primo racconto è splendido, a quanto ho capito tratto da una leggenda sarda, scritto nello splendido stile che richiama molto il racconto orale, stile che solo Atzeni, tra gli scrittori che ho letto, riesce ad esprimere appieno. La storia inizia nel nulla e non finisce, ma leggerla è comunque un piacere immenso. Meno per Bellas mariposas, resoconto con vari intermezzi della giornata passata da una ragazzina della crème cagliaritana *ironia*. Anche qui incredibile la capacità di Atzeni di "scrivere la voce", ma trattandosi di un'incompiuta manca tutto un lavoro di rifinitura che probabilmente lo avrebbe reso molto migliore.
Semplicemente incredibile, e stupendo, e indescrivibile, imperdibile per ogni appassionato del Giappone. Ho imparato più cose da questo libro di quante non ne abbia apprese in tanti anni di anime, manga, e altri libri. Magnifico.
Insulso e banale, con dei protagonisti piatti e privi di qualsiasi spunto interessante, di una qualsiasi caratteristica che sia veramente utile ai fini del racconto. Lo scrittore che però non scrive mai, che non usa il suo talento ai fini della storia, ma è semplicemente uno scrittore "perché sì". E
... (continue)
Insulso e banale, con dei protagonisti piatti e privi di qualsiasi spunto interessante, di una qualsiasi caratteristica che sia veramente utile ai fini del racconto. Lo scrittore che però non scrive mai, che non usa il suo talento ai fini della storia, ma è semplicemente uno scrittore "perché sì". E un ispettore di polizia non geniale e non stupido, ma nella media. Messo lì perché boh. Non mi aspettavo un nuovo Poirot o una nuova coppia Holmes-Watson, ma qualcosa di minimamente interessante almeno... La trama è confusionaria, poco convincente, anche se in qualche modo cattura lo stesso e si fa leggere fino alla fine. Ma ben lontani ai canoni quali siamo abituati dalle stelle del genere. Questa, al confronto, è robetta.
Le Petit Prince
Il tomba doucement comme tombe un arbre.
Probabilmente il libro più triste che io abbia mai letto. In lingua fa tutto un altro effetto.
Bellas mariposas
Proseguendo nella mia impresa di, prima o poi, leggere tutto Atzeni ho preso questo sia perché era sul bancone della libreria mentre pagavo, sia perché da poco è uscito il film ispirato a Bellas Mariposas e volevo capire un po' di che trattasse.continue)
Il primo racconto è splendido, a quanto ho capi ... (
Proseguendo nella mia impresa di, prima o poi, leggere tutto Atzeni ho preso questo sia perché era sul bancone della libreria mentre pagavo, sia perché da poco è uscito il film ispirato a Bellas Mariposas e volevo capire un po' di che trattasse.
Il primo racconto è splendido, a quanto ho capito tratto da una leggenda sarda, scritto nello splendido stile che richiama molto il racconto orale, stile che solo Atzeni, tra gli scrittori che ho letto, riesce ad esprimere appieno. La storia inizia nel nulla e non finisce, ma leggerla è comunque un piacere immenso.
Meno per Bellas mariposas, resoconto con vari intermezzi della giornata passata da una ragazzina della crème cagliaritana *ironia*. Anche qui incredibile la capacità di Atzeni di "scrivere la voce", ma trattandosi di un'incompiuta manca tutto un lavoro di rifinitura che probabilmente lo avrebbe reso molto migliore.
Filebo
Testo interessante ma, essendo tutto meno che semplice, la divisione in parti e paragrafi operata dal curatore complica solamente le cose.
Shogun
Semplicemente incredibile, e stupendo, e indescrivibile, imperdibile per ogni appassionato del Giappone. Ho imparato più cose da questo libro di quante non ne abbia apprese in tanti anni di anime, manga, e altri libri. Magnifico.
L'uomo dai capelli rossi
Insulso e banale, con dei protagonisti piatti e privi di qualsiasi spunto interessante, di una qualsiasi caratteristica che sia veramente utile ai fini del racconto. Lo scrittore che però non scrive mai, che non usa il suo talento ai fini della storia, ma è semplicemente uno scrittore "perché sì". E ... (continue)
Insulso e banale, con dei protagonisti piatti e privi di qualsiasi spunto interessante, di una qualsiasi caratteristica che sia veramente utile ai fini del racconto. Lo scrittore che però non scrive mai, che non usa il suo talento ai fini della storia, ma è semplicemente uno scrittore "perché sì". E un ispettore di polizia non geniale e non stupido, ma nella media. Messo lì perché boh. Non mi aspettavo un nuovo Poirot o una nuova coppia Holmes-Watson, ma qualcosa di minimamente interessante almeno...
La trama è confusionaria, poco convincente, anche se in qualche modo cattura lo stesso e si fa leggere fino alla fine. Ma ben lontani ai canoni quali siamo abituati dalle stelle del genere. Questa, al confronto, è robetta.