Solo che ogni libro, dopo un Murakami, mi pare che faccia una pessima figura...
Quindi forse il giudizio non è proprio corretto appieno, ma credo di essere riuscito ad essere abbastanza obiettivo dopo le prime venti pagine. In sostanza "Carino, per essere un primo libro". Non c'è una vera storia e si sente la mancanza di un filo conduttore vero e proprio, non tutte le situazion
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Quindi forse il giudizio non è proprio corretto appieno, ma credo di essere riuscito ad essere abbastanza obiettivo dopo le prime venti pagine. In sostanza "Carino, per essere un primo libro". Non c'è una vera storia e si sente la mancanza di un filo conduttore vero e proprio, non tutte le situazioni sono credibilissime e il personaggio a volte risulta un po' "già visto, già letto". Scritto comunque bene, si fa leggere con piacere e a volte è anche un po' difficile staccarsi. Alla fin fine, a Santo, ci si affeziona.
Quasi quasi è più bella la lettera finale dell'intero libro e ho detto tutto. Un anno terribile è assolutamente da leggere, è un libro splendido, e nessuno di voi ha scuse perché è lungo appena cento pagine scritte grandi. Su, su, non vi ho ancora visti con il libro in mano. Da bravi.
E finalmente l'ho finito! E ora che l'ho finito forse sono ancora più perplesso di prima. Alcuni capitoli della seconda metà del libro sono tremendi, i due della cena di Satana su tutti mi hanno annoiato allo sfinimento, e anche l'Epilogo è, sinceramente, abbastanza inutile. Nonostante questo nel co
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E finalmente l'ho finito! E ora che l'ho finito forse sono ancora più perplesso di prima. Alcuni capitoli della seconda metà del libro sono tremendi, i due della cena di Satana su tutti mi hanno annoiato allo sfinimento, e anche l'Epilogo è, sinceramente, abbastanza inutile. Nonostante questo nel complesso è un bellissimo libro, molti lo definirebbero un capolavoro. A me vien male, complici il tempo che c'ho messo per finirlo, i moltissimi "ma che diavolo" della trama nel suo complesso, la noia che m'ha colpito pesante in una percentuale troppo alta dei capitoli.
In attesa di una rilettura in un periodo più prolifico, si guadagnerà certamente qualche stelletta in più.
Mi ha colpito, davvero. Voglio dire, di Amélie Nothomb avevo letto solamente Stupore e Tremori, e credevo che all'incirca tutta la sua produzione fosse su quel genere. Forse un po' particolare, ma insomma, un genere che a saperlo gestire può essere molto prolifico. Poi mi regalano questo libr
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Mi ha colpito, davvero. Voglio dire, di Amélie Nothomb avevo letto solamente Stupore e Tremori, e credevo che all'incirca tutta la sua produzione fosse su quel genere. Forse un po' particolare, ma insomma, un genere che a saperlo gestire può essere molto prolifico. Poi mi regalano questo libro, in francese, Mercure. Dall'aspetto sembrerebbe breve, decido di iniziarlo subito che il rischio di fargli fare scaffale per mesi è tanto, ma è un regalo e vorrei metterci mano subito. E, per dio, mi cattura. Eccome se mi cattura. A parte qualche problemino iniziale con la lingua, la lettura è scorrevole. Adesso posso apprezzare il traduttore di Stupore e Tremori perché è stato capace di rendere perfettamente lo stile della Nothomb nonostante il passaggio di lingua. La lettura è scorrevole, dicevo, e la storia è fantastica. Una storia forse d'avventura, sicuramente dalle forti tinte thriller, ma soprattutto di una cupezza, soprattutto a livelli psicologici, quasi disturbante, sicuramente alienante. Seguire le avventure dell'infermiera Françoise alle prese con il Capitano e la sua pupilla Hazel ci getterà all'interno di una spirale di follia, ma della quale riusciremo a capire il senso solamente al termine della storia, quando anche l'ultimo velo verrà sollevato per scoprire la verità. Geniale l'idea del doppio finale, uno "felice" (a detta dell'autrice, almeno) e un altro che a me è parso felice uguale, forse più in linea con la follia che permea ogni singola pagina di Mercure.
p.s. sull'editore stavolta non mi pronuncio, si tratta di un libro francese e non conoscendo nulla del mondo editoriale d'oltralpe preferisco astenermi da qualsiasi commento
Non un capolavoro, ma per quello che mi aspettavo sinceramente m'è piaciuto fin troppo. Una buona storia, abbastanza ben sviluppata tranne qualche divagazione, in certi punti forse un po' esagerata, ho adorato la citazione a Guccini che, posso dirlo, ci sta tutta. Un buon approdo per chi cerca una l
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Non un capolavoro, ma per quello che mi aspettavo sinceramente m'è piaciuto fin troppo. Una buona storia, abbastanza ben sviluppata tranne qualche divagazione, in certi punti forse un po' esagerata, ho adorato la citazione a Guccini che, posso dirlo, ci sta tutta. Un buon approdo per chi cerca una lettura di svago da finire anche piuttosto in fretta.
L'apprendista libraio
Quindi forse il giudizio non è proprio corretto appieno, ma credo di essere riuscito ad essere abbastanza obiettivo dopo le prime venti pagine. In sostanza "Carino, per essere un primo libro".continue)
Non c'è una vera storia e si sente la mancanza di un filo conduttore vero e proprio, non tutte le situazion ... (
Quindi forse il giudizio non è proprio corretto appieno, ma credo di essere riuscito ad essere abbastanza obiettivo dopo le prime venti pagine. In sostanza "Carino, per essere un primo libro".
Non c'è una vera storia e si sente la mancanza di un filo conduttore vero e proprio, non tutte le situazioni sono credibilissime e il personaggio a volte risulta un po' "già visto, già letto".
Scritto comunque bene, si fa leggere con piacere e a volte è anche un po' difficile staccarsi.
Alla fin fine, a Santo, ci si affeziona.
Un anno terribile
Quasi quasi è più bella la lettera finale dell'intero libro e ho detto tutto. Un anno terribile è assolutamente da leggere, è un libro splendido, e nessuno di voi ha scuse perché è lungo appena cento pagine scritte grandi. Su, su, non vi ho ancora visti con il libro in mano. Da bravi.
Il maestro e Margherita
E finalmente l'ho finito! E ora che l'ho finito forse sono ancora più perplesso di prima. Alcuni capitoli della seconda metà del libro sono tremendi, i due della cena di Satana su tutti mi hanno annoiato allo sfinimento, e anche l'Epilogo è, sinceramente, abbastanza inutile. Nonostante questo nel co ... (continue)
E finalmente l'ho finito! E ora che l'ho finito forse sono ancora più perplesso di prima. Alcuni capitoli della seconda metà del libro sono tremendi, i due della cena di Satana su tutti mi hanno annoiato allo sfinimento, e anche l'Epilogo è, sinceramente, abbastanza inutile. Nonostante questo nel complesso è un bellissimo libro, molti lo definirebbero un capolavoro. A me vien male, complici il tempo che c'ho messo per finirlo, i moltissimi "ma che diavolo" della trama nel suo complesso, la noia che m'ha colpito pesante in una percentuale troppo alta dei capitoli.
In attesa di una rilettura in un periodo più prolifico, si guadagnerà certamente qualche stelletta in più.
Mercure
Mi ha colpito, davvero. Voglio dire, di Amélie Nothomb avevo letto solamente Stupore e Tremori, e credevo che all'incirca tutta la sua produzione fosse su quel genere. Forse un po' particolare, ma insomma, un genere che a saperlo gestire può essere molto prolifico.continue)
Poi mi regalano questo libr ... (
Mi ha colpito, davvero. Voglio dire, di Amélie Nothomb avevo letto solamente Stupore e Tremori, e credevo che all'incirca tutta la sua produzione fosse su quel genere. Forse un po' particolare, ma insomma, un genere che a saperlo gestire può essere molto prolifico.
Poi mi regalano questo libro, in francese, Mercure. Dall'aspetto sembrerebbe breve, decido di iniziarlo subito che il rischio di fargli fare scaffale per mesi è tanto, ma è un regalo e vorrei metterci mano subito. E, per dio, mi cattura. Eccome se mi cattura.
A parte qualche problemino iniziale con la lingua, la lettura è scorrevole. Adesso posso apprezzare il traduttore di Stupore e Tremori perché è stato capace di rendere perfettamente lo stile della Nothomb nonostante il passaggio di lingua. La lettura è scorrevole, dicevo, e la storia è fantastica. Una storia forse d'avventura, sicuramente dalle forti tinte thriller, ma soprattutto di una cupezza, soprattutto a livelli psicologici, quasi disturbante, sicuramente alienante.
Seguire le avventure dell'infermiera Françoise alle prese con il Capitano e la sua pupilla Hazel ci getterà all'interno di una spirale di follia, ma della quale riusciremo a capire il senso solamente al termine della storia, quando anche l'ultimo velo verrà sollevato per scoprire la verità.
Geniale l'idea del doppio finale, uno "felice" (a detta dell'autrice, almeno) e un altro che a me è parso felice uguale, forse più in linea con la follia che permea ogni singola pagina di Mercure.
p.s. sull'editore stavolta non mi pronuncio, si tratta di un libro francese e non conoscendo nulla del mondo editoriale d'oltralpe preferisco astenermi da qualsiasi commento
Una piccola storia ignobile
Non un capolavoro, ma per quello che mi aspettavo sinceramente m'è piaciuto fin troppo. Una buona storia, abbastanza ben sviluppata tranne qualche divagazione, in certi punti forse un po' esagerata, ho adorato la citazione a Guccini che, posso dirlo, ci sta tutta. Un buon approdo per chi cerca una l ... (continue)
Non un capolavoro, ma per quello che mi aspettavo sinceramente m'è piaciuto fin troppo. Una buona storia, abbastanza ben sviluppata tranne qualche divagazione, in certi punti forse un po' esagerata, ho adorato la citazione a Guccini che, posso dirlo, ci sta tutta. Un buon approdo per chi cerca una lettura di svago da finire anche piuttosto in fretta.