Prima recensione, ancora in lettura. Come gli altri libri della Edwards, anche questo volume sui colori apre ad un modo del tutto nuovo di concepire non soltanto l'arte, ma la realtà che ci circonda. Mi ritrovo a guardare il colore del mare e ammirare le sue diverse sfumature, ricercare la sorgente
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Prima recensione, ancora in lettura. Come gli altri libri della Edwards, anche questo volume sui colori apre ad un modo del tutto nuovo di concepire non soltanto l'arte, ma la realtà che ci circonda. Mi ritrovo a guardare il colore del mare e ammirare le sue diverse sfumature, ricercare la sorgente di ogni diversa tinta che lo compone. O anche a prendere in mano una borsa, o una maglietta, e cercare i criteri in base ai quali sono stati accostati i colori per creare le armonie.
Stavolta il gioco di Agatha è un po' troppo scoperto: si capisce che mira a confonderci più che a farci comprendere quella che fin dall'inizio sembrava la storia più plausibile; ci nasconde fino all'ultimo il movente e riguardo ad esso fa anche un errore piuttosto evidente. Però l'adorabile vecchiet
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Stavolta il gioco di Agatha è un po' troppo scoperto: si capisce che mira a confonderci più che a farci comprendere quella che fin dall'inizio sembrava la storia più plausibile; ci nasconde fino all'ultimo il movente e riguardo ad esso fa anche un errore piuttosto evidente. Però l'adorabile vecchietta è più adorabile che mai!
Sì, è questo il messaggio che pervade ogni pagina di questo saggio illuminato sulle ragioni per non credere in dio. Che la vita è solo quella che stiamo vivendo. C'è altro oltre quello percepibile con i nostri sensi? Sì, c'è, tutto intorno a noi e dentro noi stessi, ma non ha alcuna natura definibil
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Sì, è questo il messaggio che pervade ogni pagina di questo saggio illuminato sulle ragioni per non credere in dio. Che la vita è solo quella che stiamo vivendo. C'è altro oltre quello percepibile con i nostri sensi? Sì, c'è, tutto intorno a noi e dentro noi stessi, ma non ha alcuna natura definibile divina o soprannaturale. Nessuno può dimostrare la non esistenza di qualcosa, ma l'esistenza di dio è un paradosso logico che sfida, tra l'altro, uno dei principi usati dai creazionisti stessi per controbattere Darwin: quello della complessità irriducibile.
The Help non è che un romanzo. Scritto com'è, farebbe pensare che sia ispirato a una storia vera, ma non è così. E', in realtà, ispirato a una costellazione di storie vere, le storie degli "aiuti" di colore e delle "signore" bianche. E' una storia di riti sociali che a ben vedere non si distinguono
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The Help non è che un romanzo. Scritto com'è, farebbe pensare che sia ispirato a una storia vera, ma non è così. E', in realtà, ispirato a una costellazione di storie vere, le storie degli "aiuti" di colore e delle "signore" bianche. E' una storia di riti sociali che a ben vedere non si distinguono troppo dai riti tribali, una storia di segregazione non solo dei neri dai bianchi, ma anche dei bianchi da loro stessi, dalla loro capacità di amare, di condividere, di patire e compatire. E' una storia di bullismo adulto, in una cittadina in cui i bianchi, accuditi dai neri, restano per sempre adolescenti, anche quando si occupano di politica, fanno figli o uccidono. Scritto bene, accattivante, coinvolgente, tutto racchiuso in un universo femminile in cui gli uomini sono comparse invadenti e spesso violente. Il pathos crescente si affloscia un po' nel finale, poco approfondito, in cui le storie delle singole protagoniste trovano la conclusione giusta, ma tirata via. Peccato, sarebbe stata la stellina in più.
La magia è finita, si torna alla realtà. La dura realtà. Il nuovo romanzo, "per adulti", della Rowling ci trascina dalla magia di Hogwarts alla quotidianità più monotona, banale e, in certi momenti, squallida. Solo per dimostrarci che non c'è niente, nella realtà, di banale, monotono e squallido. Pe
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La magia è finita, si torna alla realtà. La dura realtà. Il nuovo romanzo, "per adulti", della Rowling ci trascina dalla magia di Hogwarts alla quotidianità più monotona, banale e, in certi momenti, squallida. Solo per dimostrarci che non c'è niente, nella realtà, di banale, monotono e squallido. Perché dietro la banalità apparente di Samantha si nasconde una passione di fuoco che cerca solo l'occasione di uscire, sotto la monotonia di Colin si celano l'eccesso e la follia, lo squallore della vita di Krystal è solo una patina grigia che riveste una personalità bella come un diamante. L'autrice cambia ambientazione, registro stilistico, anche linguaggio, ma i temi che riecheggiano in questo romanzo sono gli stessi che ci hanno fatto amare la saga di Harry Potter: la lotta tra il bene e il male (in questo caso tra il progressismo culturale e l'immobilismo piccolo borghese), la rivincita dei più deboli, l'ineluttabilità delle leggi della vita, quelle che neppure i doni della morte riuscivano a sconfiggere. Affollato di personaggi come un giallo di Agatha Christie, piacevolmente corale, sfaccettato e intrigante, Il Seggio Vacante è la prova che un buono scrittore può scrivere di tutto e, allo stesso tempo, che i generi sono restrizioni nella mente di chi (non) legge. Ho pianto, lo confesso, molto di più su queste pagine che su quelle di tutta la saga di Harry Potter; perché qui la miseria non ha, per mitigarla, l'afflato della fiaba; ma anche perché l'universo descritto dalla Rowling è così fitto di figure diverse che ciascuno può riconoscersi in almeno uno di loro. Ci poteva stare una quinta stellina? Forse, se alcune cose non si fossero perse nell'enorme mole del racconto, se fosse stato dato il più giusto spazio a situazioni che ne meritavano molto, secondo il mio parere.
L' arte del colore
Prima recensione, ancora in lettura. Come gli altri libri della Edwards, anche questo volume sui colori apre ad un modo del tutto nuovo di concepire non soltanto l'arte, ma la realtà che ci circonda. Mi ritrovo a guardare il colore del mare e ammirare le sue diverse sfumature, ricercare la sorgente ... (continue)
Prima recensione, ancora in lettura. Come gli altri libri della Edwards, anche questo volume sui colori apre ad un modo del tutto nuovo di concepire non soltanto l'arte, ma la realtà che ci circonda. Mi ritrovo a guardare il colore del mare e ammirare le sue diverse sfumature, ricercare la sorgente di ogni diversa tinta che lo compone. O anche a prendere in mano una borsa, o una maglietta, e cercare i criteri in base ai quali sono stati accostati i colori per creare le armonie.
Miss Marple nei caraibi
Stavolta il gioco di Agatha è un po' troppo scoperto: si capisce che mira a confonderci più che a farci comprendere quella che fin dall'inizio sembrava la storia più plausibile; ci nasconde fino all'ultimo il movente e riguardo ad esso fa anche un errore piuttosto evidente. Però l'adorabile vecchiet ... (continue)
Stavolta il gioco di Agatha è un po' troppo scoperto: si capisce che mira a confonderci più che a farci comprendere quella che fin dall'inizio sembrava la storia più plausibile; ci nasconde fino all'ultimo il movente e riguardo ad esso fa anche un errore piuttosto evidente. Però l'adorabile vecchietta è più adorabile che mai!
L'illusione di Dio
Sì, è questo il messaggio che pervade ogni pagina di questo saggio illuminato sulle ragioni per non credere in dio. Che la vita è solo quella che stiamo vivendo. C'è altro oltre quello percepibile con i nostri sensi? Sì, c'è, tutto intorno a noi e dentro noi stessi, ma non ha alcuna natura definibil ... (continue)
Sì, è questo il messaggio che pervade ogni pagina di questo saggio illuminato sulle ragioni per non credere in dio. Che la vita è solo quella che stiamo vivendo. C'è altro oltre quello percepibile con i nostri sensi? Sì, c'è, tutto intorno a noi e dentro noi stessi, ma non ha alcuna natura definibile divina o soprannaturale. Nessuno può dimostrare la non esistenza di qualcosa, ma l'esistenza di dio è un paradosso logico che sfida, tra l'altro, uno dei principi usati dai creazionisti stessi per controbattere Darwin: quello della complessità irriducibile.
The Help
The Help non è che un romanzo. Scritto com'è, farebbe pensare che sia ispirato a una storia vera, ma non è così. E', in realtà, ispirato a una costellazione di storie vere, le storie degli "aiuti" di colore e delle "signore" bianche. E' una storia di riti sociali che a ben vedere non si distinguono ... (continue)
The Help non è che un romanzo. Scritto com'è, farebbe pensare che sia ispirato a una storia vera, ma non è così. E', in realtà, ispirato a una costellazione di storie vere, le storie degli "aiuti" di colore e delle "signore" bianche. E' una storia di riti sociali che a ben vedere non si distinguono troppo dai riti tribali, una storia di segregazione non solo dei neri dai bianchi, ma anche dei bianchi da loro stessi, dalla loro capacità di amare, di condividere, di patire e compatire.
E' una storia di bullismo adulto, in una cittadina in cui i bianchi, accuditi dai neri, restano per sempre adolescenti, anche quando si occupano di politica, fanno figli o uccidono.
Scritto bene, accattivante, coinvolgente, tutto racchiuso in un universo femminile in cui gli uomini sono comparse invadenti e spesso violente.
Il pathos crescente si affloscia un po' nel finale, poco approfondito, in cui le storie delle singole protagoniste trovano la conclusione giusta, ma tirata via. Peccato, sarebbe stata la stellina in più.
Il seggio vacante
La magia è finita, si torna alla realtà. La dura realtà. Il nuovo romanzo, "per adulti", della Rowling ci trascina dalla magia di Hogwarts alla quotidianità più monotona, banale e, in certi momenti, squallida. Solo per dimostrarci che non c'è niente, nella realtà, di banale, monotono e squallido. Pe ... (continue)
La magia è finita, si torna alla realtà. La dura realtà. Il nuovo romanzo, "per adulti", della Rowling ci trascina dalla magia di Hogwarts alla quotidianità più monotona, banale e, in certi momenti, squallida. Solo per dimostrarci che non c'è niente, nella realtà, di banale, monotono e squallido. Perché dietro la banalità apparente di Samantha si nasconde una passione di fuoco che cerca solo l'occasione di uscire, sotto la monotonia di Colin si celano l'eccesso e la follia, lo squallore della vita di Krystal è solo una patina grigia che riveste una personalità bella come un diamante.
L'autrice cambia ambientazione, registro stilistico, anche linguaggio, ma i temi che riecheggiano in questo romanzo sono gli stessi che ci hanno fatto amare la saga di Harry Potter: la lotta tra il bene e il male (in questo caso tra il progressismo culturale e l'immobilismo piccolo borghese), la rivincita dei più deboli, l'ineluttabilità delle leggi della vita, quelle che neppure i doni della morte riuscivano a sconfiggere.
Affollato di personaggi come un giallo di Agatha Christie, piacevolmente corale, sfaccettato e intrigante, Il Seggio Vacante è la prova che un buono scrittore può scrivere di tutto e, allo stesso tempo, che i generi sono restrizioni nella mente di chi (non) legge. Ho pianto, lo confesso, molto di più su queste pagine che su quelle di tutta la saga di Harry Potter; perché qui la miseria non ha, per mitigarla, l'afflato della fiaba; ma anche perché l'universo descritto dalla Rowling è così fitto di figure diverse che ciascuno può riconoscersi in almeno uno di loro. Ci poteva stare una quinta stellina? Forse, se alcune cose non si fossero perse nell'enorme mole del racconto, se fosse stato dato il più giusto spazio a situazioni che ne meritavano molto, secondo il mio parere.