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A.S. Byatt
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- Possessione (3137)
- Una storia romantica
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By A.S. Byatt -
Finished on May 10, 2008 




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Ciao ti vicinizzo!
Ma Shari per "Shari Cooper"?
ciao, in effetti ho tre libri di Levy ( se solo fosse vero, se potessi rivederti e sette giorni per l'eternità) che mi sono stati regalati ma che ancora non ho letto!leggendo le tue recensioni però mi sono convinta ad iniziarli, mi sa proprio che mi piacerà questo autore!^^
ciao ti vicinizzo, la tua libreria mi piace molto!^^
ciao grazie! che bei libri!! sono nuova qui =)
Sto bene, Linda! Grazie. Spero anche tu! Ci sentiamo presto per i commenti sul film! ;)
Possessione
Una bella storia, una doppia storia, una storia nella storia. Inizialmente libro molto lento, ci si appassiona molto lentamente. Spesso intervallato da poesie, epiche e altri frammenti, che possono, in certi casi, interrompere la narrazione. Però poi le due storie ti catturano, vuoi sapere come va a ... (continue)
Una bella storia, una doppia storia, una storia nella storia. Inizialmente libro molto lento, ci si appassiona molto lentamente. Spesso intervallato da poesie, epiche e altri frammenti, che possono, in certi casi, interrompere la narrazione. Però poi le due storie ti catturano, vuoi sapere come va a finire, che è successo realmente. Vivi nell'attesa che i due studiosi scoprano il reale andamento dei fatti del passato.
Una storia d'amore raccontata in due modi: uno recente e uno "passato". Due amori messi a confronto: l'amore dubbioso, che fatica a lasciarsi andare, e quello totale, appassionante, che brucia.
Dal libro:
“Erano figli di un’epoca e di una cultura che diffidava dell’amore, dell’ “innamoramento”, dell’amore romantico, delle storie d’amore in toto, e in compenso espandeva linguaggio sessuale, sensualità linguistica, analisi, dissezione, decostruzione, esibizione. Erano consapevoli a livello teorico: sapevano tutto di fallocrazia e invidia del pene, di interpunzione, depressione e penetrazione, perversione polimorfa e polisemica, oralità, seno buono e cattivo, turgidore clitorideo, persecuzione della vescica, di fluidi, solidi, e rispettive metafore, dei meccanismi di desiderio e risarcimento, avidità infantile, oppressione e trasgressione, iconografia della cervice e linguaggio del Corpo che si dilata e si contrae, desiderato, violato, consumato, temuto.”
“Esistono – di uno stesso testo – letture fatte per dovere, letture che registrano e selezionano, letture che sentono un fruscio di suoni mai uditi, che contano i piccoli pronomi grigi per diletto o per istruzione e per un certo tempo non odono né oro né mele. Ci sono letture personali, che cercano di afferrare significati personali, io sono piena d’amore, o di disgusto, o di paura, e vado in cerca d’amore, o disgusto, o paura. Ci sono – credetemi – letture impersonali – in cui l’occhio della mente vede le righe muoversi in avanti e l’orecchio della mente le sente cantare e cantare. Di tanto in tanto ci sono letture che fanno rizzare e tremare i peli sul collo, il nostro vello inesistente, quando ogni parola brucia e splende aspra e chiara e infinita ed esatta, come pietre di fuoco, come stelle puntiformi nel buio – letture in cui la consapevolezza che conosciamo ciò che è scritto in maniera diversa o migliore o soddisfacente, percorre qualsiasi capacità di dire ciò che sappiamo, o come lo sappiamo. In tali letture, la sensazione che il testo dia interamente nuovo, mai visto prima, è seguita, quasi immediatamente, dalla sensazione che sia sempre stato là, che noi lettori sapevamo che c’era, e abbiamo sempre saputo che era così com’era, benché ora per la prima volta abbiamo riconosciuto, diventandone pienamente consapevoli, la nostra conoscenza.”