E' tornato Tiziano Scarpa, scrive di nuovo. Scrive, non come nello scivolone di Stabat mater, quella cosa che gli ha fatto vincere lo Strega e perdere l'amore (il mio, perlomeno). Poi si potrebbe rimestare e ci si potrebbe incattivire sui dialoghi un po' impalati, ma quando in un romanzo trov
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E' tornato Tiziano Scarpa, scrive di nuovo. Scrive, non come nello scivolone di Stabat mater, quella cosa che gli ha fatto vincere lo Strega e perdere l'amore (il mio, perlomeno). Poi si potrebbe rimestare e ci si potrebbe incattivire sui dialoghi un po' impalati, ma quando in un romanzo trovi il capitolo dove le porte di una rabbia irrefrenabile si aprono all'infinito, porta dopo porta, solo grazie alla tenacia della punteggiatura, dimentichi tutto, vuoi bene ai nomi, ai bambini, agli amici stronzi, pensi di essere Mario, l'ipocrita lettore non più figlio ma umano e simile. Bentornato, cazzarola, bentornato!
Gli americani si esaltano davvero per poco. <br />Le poesie che intervallano le scene sono orribili.<br />La storia inesistente.<br />Gli sproloqui linguistico-filosofici brillanti e inessenziali.<br />Le figure e i dialoghi tra grandi filosofi divertenti.<br />Roland
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Gli americani si esaltano davvero per poco. <br />Le poesie che intervallano le scene sono orribili.<br />La storia inesistente.<br />Gli sproloqui linguistico-filosofici brillanti e inessenziali.<br />Le figure e i dialoghi tra grandi filosofi divertenti.<br />Roland Barthes è una macchietta francese.<br />Cosa resta? Forse il mistero della scelta, mai abbastanza in primo piano, del rifiuto di parlare e della predilezione della comunicazione scritta da parte di un bambino con QI 475.<br />Spoiler: ********** afroamericano
Di recente anche Philip Forrest ha parlato delle nuove inclinazioni dell'io narrante all'interno del romanzo ("Il romanzo, l'io", BUR Rizzoli-Holdenmaps) Le autobiografie romanzate, gli autori che usano il proprio nome come fantoccio narratologico e non viceversa si sono moltiplicate, complica
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Di recente anche Philip Forrest ha parlato delle nuove inclinazioni dell'io narrante all'interno del romanzo ("Il romanzo, l'io", BUR Rizzoli-Holdenmaps) Le autobiografie romanzate, gli autori che usano il proprio nome come fantoccio narratologico e non viceversa si sono moltiplicate, complicate, insieme alla mescolanza e ramificazione dei generi (dei saggi, reportage, blog, diari col e sul romanzo). Lunar Park è anche una distrazione dell'io, oltre a essere un ottimo romanzo, veloce, sociale, nero, che parla di un tema a me caro (la paura che l'Occidente ha dei bambini, la rappresentazione in letteratura di questa forbice) e che tende (e questo scivolone stephenkinghiano B.E.E. lo poteva evitare) all' horror-thriller. Dove vorrebbe arrivare, con le sue allusioni e mescolanze? Purtroppo per il mio fanatismo sono d'accordo con questo signore qui http://www.nytimes.com/2005/08/14/books/review/14COVERS… , che a pagina 2 suppone che B.E. Ellis volesse andare ben oltre il risultato ottenuto.
Le tre stelle: ho scritto cattiverie su chiunque fino ad ora e volevo recuperare.
Le cose fondamentali
E' tornato Tiziano Scarpa, scrive di nuovo. Scrive, non come nello scivolone di Stabat mater, quella cosa che gli ha fatto vincere lo Strega e perdere l'amore (il mio, perlomeno).continue)
Poi si potrebbe rimestare e ci si potrebbe incattivire sui dialoghi un po' impalati, ma quando in un romanzo trov ... (
E' tornato Tiziano Scarpa, scrive di nuovo. Scrive, non come nello scivolone di Stabat mater, quella cosa che gli ha fatto vincere lo Strega e perdere l'amore (il mio, perlomeno).
Poi si potrebbe rimestare e ci si potrebbe incattivire sui dialoghi un po' impalati, ma quando in un romanzo trovi il capitolo dove le porte di una rabbia irrefrenabile si aprono all'infinito, porta dopo porta, solo grazie alla tenacia della punteggiatura, dimentichi tutto, vuoi bene ai nomi, ai bambini, agli amici stronzi, pensi di essere Mario, l'ipocrita lettore non più figlio ma umano e simile. Bentornato, cazzarola, bentornato!
Vite scritte
Divertente, a tratti arguto.
Perdibile.
Glifo
***This comment contains spoilers! ***
Gli americani si esaltano davvero per poco. <br />Le poesie che intervallano le scene sono orribili.<br />La storia inesistente.<br />Gli sproloqui linguistico-filosofici brillanti e inessenziali.<br />Le figure e i dialoghi tra grandi filosofi divertenti.<br />Roland ... (continue)
Gli americani si esaltano davvero per poco. <br />Le poesie che intervallano le scene sono orribili.<br />La storia inesistente.<br />Gli sproloqui linguistico-filosofici brillanti e inessenziali.<br />Le figure e i dialoghi tra grandi filosofi divertenti.<br />Roland Barthes è una macchietta francese.<br />Cosa resta? Forse il mistero della scelta, mai abbastanza in primo piano, del rifiuto di parlare e della predilezione della comunicazione scritta da parte di un bambino con QI 475.<br />Spoiler:
**********
afroamericano
Storia di un'anima
La piccola isterica di Dio.
Lunar Park
Di recente anche Philip Forrest ha parlato delle nuove inclinazioni dell'io narrante all'interno del romanzo ("Il romanzo, l'io", BUR Rizzoli-Holdenmaps)continue)
Le autobiografie romanzate, gli autori che usano il proprio nome come fantoccio narratologico e non viceversa si sono moltiplicate, complica ... (
Di recente anche Philip Forrest ha parlato delle nuove inclinazioni dell'io narrante all'interno del romanzo ("Il romanzo, l'io", BUR Rizzoli-Holdenmaps)
Le autobiografie romanzate, gli autori che usano il proprio nome come fantoccio narratologico e non viceversa si sono moltiplicate, complicate, insieme alla mescolanza e ramificazione dei generi (dei saggi, reportage, blog, diari col e sul romanzo).
Lunar Park è anche una distrazione dell'io, oltre a essere un ottimo romanzo, veloce, sociale, nero, che parla di un tema a me caro (la paura che l'Occidente ha dei bambini, la rappresentazione in letteratura di questa forbice) e che tende (e questo scivolone stephenkinghiano B.E.E. lo poteva evitare) all' horror-thriller. Dove vorrebbe arrivare, con le sue allusioni e mescolanze? Purtroppo per il mio fanatismo sono d'accordo con questo signore qui http://www.nytimes.com/2005/08/14/books/review/14COVERS… , che a pagina 2 suppone che B.E. Ellis volesse andare ben oltre il risultato ottenuto.
Le tre stelle: ho scritto cattiverie su chiunque fino ad ora e volevo recuperare.