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URSS, 1953: Leo Stepanovich Demidov, ex eroe di guerra e ora efficientissimo agente della polizia segreta, scopre per caso che in giro per il paese c'è un assassino di bambini. Il problema è che nel paradiso stalinista il crimine ufficialmente non esiste. Così, per il solo fatto di insistere con la ... (continue)
URSS, 1953: Leo Stepanovich Demidov, ex eroe di guerra e ora efficientissimo agente della polizia segreta, scopre per caso che in giro per il paese c'è un assassino di bambini. Il problema è che nel paradiso stalinista il crimine ufficialmente non esiste. Così, per il solo fatto di insistere con la sua investigazione, Demidov finisce perseguitato da quello stesso apparato statale che fino al giorno prima ha difeso senza scrupoli. Con le sue sole forze, inseguito da ex subordinati vendicativi e crudeli, dovrà trovare un mostro che per lo stato non solo non c'è, ma non ci _deve_ essere.
Di "Child 44" avevo letto un estratto sul Guardian quando il romanzo era arrivato tra i finalisti del Costa Award come opera prima. Il teso prologo nell'Ucraina degli anni trenta, costretta alla fame o al cannibalismo da un regime disumano, mi aveva colpito e invogliato a comprare il romanzo. Ho apprezzato la volontà dell'autore di non fare sconti a un periodo e a un'ideologia spesso incredibilmente romanticizzati (non nuove ma non per questo meno sconvolgenti le "44 Stalinist statistics" in appendice), la capacità di tenere alta la tensione narrativa e la bravura nel rendere il clima di totale paranoia dell'epoca, quando un certo comportamento o anche il suo esatto contrario potevano entrambi significare tortura, prigionia e morte; un po' meno il paio di scene in cui Demidov se la cava quasi alla James Bond (ma d'altronde in guerra era nelle forze speciali e quindi in parte avvezzo a situazioni potenzialmente letali) e soprattutto una certa scelta strutturale che diventa evidente solo nelle ultime due pagine e che ovviamente non anticipo, ma che a mio parere banalizza un po' lo sforzo. Che è comunque un signor sforzo, soprattutto da parte di qualcuno che lo ha compiuto a soli ventotto anni.
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