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Bone: One Volume Edition By Jeff Smith
The Complete Stories By Flannery O'Connor
Pyongyang: A Journey in North Korea By Guy Delisle
Finished on Dec 6, 2009

Edit / Review
Shivering Sands: Seven Years of Stories, Drinking and the World By Warren Ellis
The Colorado Kid By Stephen King
Return to the Hundred Acre Wood: In Which Winnie-the-Pooh Enjoys Further Adventures with Christopher Robin and His Friends
Money Shot: (Hard Case Crime) By Christa Faust
The Big Blowdown: (Five Star) By George Pelecanos
Blood's A Rover By James Ellroy
Colony By Hugo Wilcken
Child 44 By Tom Rob Smith
  • URSS, 1953: Leo Stepanovich Demidov, ex eroe di guerra e ora efficientissimo agente della polizia segreta, scopre per caso che in giro per il paese c'è un assassino di bambini. Il problema è che nel paradiso stalinista il crimine ufficialmente non esiste. Così, per il solo fatto di insistere con la ... (continue)

    URSS, 1953: Leo Stepanovich Demidov, ex eroe di guerra e ora efficientissimo agente della polizia segreta, scopre per caso che in giro per il paese c'è un assassino di bambini. Il problema è che nel paradiso stalinista il crimine ufficialmente non esiste. Così, per il solo fatto di insistere con la sua investigazione, Demidov finisce perseguitato da quello stesso apparato statale che fino al giorno prima ha difeso senza scrupoli. Con le sue sole forze, inseguito da ex subordinati vendicativi e crudeli, dovrà trovare un mostro che per lo stato non solo non c'è, ma non ci _deve_ essere.

    Di "Child 44" avevo letto un estratto sul Guardian quando il romanzo era arrivato tra i finalisti del Costa Award come opera prima. Il teso prologo nell'Ucraina degli anni trenta, costretta alla fame o al cannibalismo da un regime disumano, mi aveva colpito e invogliato a comprare il romanzo. Ho apprezzato la volontà dell'autore di non fare sconti a un periodo e a un'ideologia spesso incredibilmente romanticizzati (non nuove ma non per questo meno sconvolgenti le "44 Stalinist statistics" in appendice), la capacità di tenere alta la tensione narrativa e la bravura nel rendere il clima di totale paranoia dell'epoca, quando un certo comportamento o anche il suo esatto contrario potevano entrambi significare tortura, prigionia e morte; un po' meno il paio di scene in cui Demidov se la cava quasi alla James Bond (ma d'altronde in guerra era nelle forze speciali e quindi in parte avvezzo a situazioni potenzialmente letali) e soprattutto una certa scelta strutturale che diventa evidente solo nelle ultime due pagine e che ovviamente non anticipo, ma che a mio parere banalizza un po' lo sforzo. Che è comunque un signor sforzo, soprattutto da parte di qualcuno che lo ha compiuto a soli ventotto anni.

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    Posted on Jul 10, 2009 | Add your feedback

A Corpse in the Koryo: (Inspector O Novels) By James Church
Reading since Jul 10, 2009

Edit / Review
The Violent Bear It Away: A Novel By Flannery O'Connor
Dispatches By Michael Herr
Netherland By Joseph O'Neill
  • 1 person find this helpful

    2002: il matrimonio di Hans van den Broek, analista di borsa a New York, entra in crisi e la moglie torna a Londra portandosi dietro il loro bambino. Rimasto solo, nel limbo della suite dello Hotel Chelsea dove la famiglia si era trasferita dopo l’11 settembre, vagabondando per la città Hans riscopr ... (continue)

    2002: il matrimonio di Hans van den Broek, analista di borsa a New York, entra in crisi e la moglie torna a Londra portandosi dietro il loro bambino. Rimasto solo, nel limbo della suite dello Hotel Chelsea dove la famiglia si era trasferita dopo l’11 settembre, vagabondando per la città Hans riscopre il cricket, lo sport che aveva praticato da ragazzo nella natia Olanda. Quello praticato negli USA, però, è un cricket quasi invisibile ai più, giocato da asiatici e caraibici in parchi maltenuti. Durante una partita, Hans conosce Chuck Ramkissoon, che lo prende in simpatia e lo coinvolge nel suo grande sogno: costruire appena fuori New York un enorme stadio e ristabilire il cricket come sport americano, quale era prima che il baseball lo superasse in popolarità. È un sogno che a Chuck finirà per costare caro.

    Chi non conosce regole e miti del cricket si perde almeno un quarto di romanzo, quanto a sfumature e rimandi. Per questo dubito che possa mai venire tradotto da noi (dove praticamente il 99% del pubblico è ignaro anche soltanto della natura dello sport in questione); e nel caso lo fosse, visto che tanto ormai dall'inglese a torto o a ragione si traduce di tutto, dubito che possa venire tradotto *bene*, ma questo alla fine è il parere di uno che per puro caso è sia traduttore sia appassionato di cricket. "Netherland" però è anche una più che discreta analisi dell’animo di un quasi quarantenne che in una città che non è la sua perde certi punti di riferimento per poi trovarne altri dove forse non se li aspetterebbe, con qualche punta di umorismo e venature di noir. Soprattutto è scritto con una notevole ricercatezza. Troppa, quasi, per un romanzo contemporaneo in inglese, al punto che in certi passaggi si ha come la sensazione che O’Neill voglia far vedere di proposito *quanto* è ricercato, finendo spesso per appesantire i periodi. La sua è comunque narrativa solida, che anela alla Letteratura senza però raggiungerla.

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    Posted on May 14, 2009 | Add your feedback

What Was Lost By Catherine O'Flynn
  • 2 people find this helpful

    Kurt e Lisa lavorano entrambi a Green Oaks, un enorme centro commerciale che domina l’urbanistica, l’economia e la vita di un sobborgo di Birmingham. Lui è una guardia giurata dall'insonnia cronica, lei commesso capo in un negozio di CD che fa parte di una grande catena. Non si conoscono, ma quando ... (continue)

    Kurt e Lisa lavorano entrambi a Green Oaks, un enorme centro commerciale che domina l’urbanistica, l’economia e la vita di un sobborgo di Birmingham. Lui è una guardia giurata dall'insonnia cronica, lei commesso capo in un negozio di CD che fa parte di una grande catena. Non si conoscono, ma quando nei nastri delle telecamere a circuito chiuso comparirà Kate, una bambina svanita nel nulla vent’anni prima, un passato doloroso li farà incontrare e li spingerà a indagare e ricordare, anche contro la loro volontà.

    Opera prima con cui l’ex postina O’Flynn si è aggiudicata il Costa Book Award di categoria nel 2007, “What Was Lost” alterna due piani temporali, il 1984 della bambina Kate e il 2003 dei due protagonisti, per raccontare una storia di destini forse ineluttabili e di drammatiche coincidenze, tutti segnati dalla mastodontica e divoratrice presenza del centro commerciale. Dell’autrice ho apprezzato la narrazione sciolta ma non banale e la capacità di gestire l’elemento di /mystery story/ su più livelli facendo combaciare gli elementi senza sbavature fino a una conclusione allo stesso tempo scioccante e dolceamara. Una nota di biasimo (e qui è di nuovo il traduttore che parla) va però alla Newton Compton, che lo ha pubblicato in italiano con un titolo ruffianissimo e derivato quale “La bambina che sapeva troppo”, catturando forse così qualche lettore in più, ma rovinando irrimediabilmente la poesia e il senso di rimpianto di un titolo originale che oltretutto avrebbe potuto essere tradotto letteralmente senza nessun problema.

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    Posted on May 16, 2009 | Add your feedback

The Pedant's Revolt: Why Most Things You Think Are Right Are Wrong By Andrea Barham
Bone In The Throat By Anthony Bourdain
Pop. 1280 By Jim Thompson
Finished in Dec 2008

Edit / Review
Wise Blood By Flannery O'Connor
Finished in Dec 2008

Edit / Review
Columbine By Dave Cullen
  • Il 20 aprile 1999 a Littleton, nel Colorado, Eric Harris e Dylan Klebold uccisero a colpi di arma da fuoco un insegnante e dodici studenti, ferendone altri ventiquattro, nella Columbine High School dove entrambi frequentavano l’ultimo anno. Nella storia degli USA ci sono stati tre massacri scolasti ... (continue)

    Il 20 aprile 1999 a Littleton, nel Colorado, Eric Harris e Dylan Klebold uccisero a colpi di arma da fuoco un insegnante e dodici studenti, ferendone altri ventiquattro, nella Columbine High School dove entrambi frequentavano l’ultimo anno. Nella storia degli USA ci sono stati tre massacri scolastici peggiori in termini di bilancio, due precedenti e uno seguente, ma è Columbine a esserne ormai diventato sinonimo.

    Ciò che è successo, almeno in termini di dinamica e di bilancio, si sa, ma la quasi totalità di quello che ci hanno raccontato finora sulla strage è falso. Non c’è stata nessuna Trench Coat Mafia, non c’è stata nessuna vendetta da parte di sfigati nei confronti dei bulli, non c’è stato nessun riferimento al nazismo nella scelta del giorno e nessuna delle vittime è morta per la propria fede religiosa. Tutto questo è il risultato combinato delle azioni di uno sceriffo incompetente e conscio di anni di errori procedurali nel gestire i precedenti dei ragazzi, di media ansiosi di dare per primi una risposta qualunque e di pastori evangelici pronti a sfruttare testimonianze dubbie di alcuni sopravvissuti per fare proselitismo.
    Dave Cullen, giornalista che era presente fuori dalla scuola quel giorno e che negli ultimi dieci anni quasi non si è occupato d’altro, ha avuto accesso a tutti gli atti finora desecretati (alcuni, pochi, resteranno inaccessibili fino al 2027) e ha scritto questo notevole documento, che di certo non sarà “In Cold Blood / A sangue freddo” quanto a valore letterario, ma è di sicuro un solidissimo esempio di giornalismo non contaminato da superficialità e da facili reazioni emotive. Questo però non significa che l’opera non contenga passaggi che fanno rabbrividire. Klebold era un depresso con tentazioni suicide, ma Harris aveva tutte le caratteristiche comportamentali clinicamente riconosciute (meno, cosa curiosa, le torture sugli animali) dello psicopatico. Il suo complesso di superiorità, la totale mancanza di empatia e l’enorme talento nel mentire e nel manipolare lasciano senza parole ancora di più se confrontate con le scoperte di studi successivi dell’FBI e del Secret Service, per aiutare insegnanti e presidi a riconoscere potenziali minacce. Come riassume Cullen a un certo punto: «They said identifying outcasts as threats is not healthy. It demonizes innocent kids who are already struggling. It is also unproductive. Oddballs are not the problem. They do not fit the profile. /There is no profile/ [tutta quest’ultima frase è in corsivo, ndr]».
    Forse la facilità con cui si possono ottenere armi negli USA è l’unico fattore su cui si sarebbe potuto intervenire a priori per evitare o almeno per limitare la strage: per il resto, sembrano dirci Cullen e uno stuolo di psichiatri, non c’è niente da fare. Potrebbe capitare a chiunque, senza distinzioni di retroterra. E se come me si è genitori, questo pensiero mette ancora più paura.

    Di sicuro il miglior libro di saggistica/mémoir dell’anno, finora.

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    Posted on May 25, 2009 | Add your feedback

The Monster of Florence By Douglas J. Preston, Mario Spezi
  • Under the Tuscan Serial Killer, verrebbe da dire

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    Posted on Nov 6, 2009 | Add your feedback

Essential X-Men, Vol. 2: (Marvel Essentials) By Dave Cockrum, Chris Claremont, John Byrne
  • The Dark Phoenix Saga, Days of Future Past... tutto materiale classico che avevo già letto fra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta, ma che qui è ripresentato organicamente (anche se in b/n) e a un prezzo vantaggiosissimo, considerato quanto valgono gli albi originali.

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    Posted on May 12, 2009 | Add your feedback

Essential X-Men, Vol. 1: (Marvel Essentials) By Dave Cockrum, Chris Claremont, John Byrne
  • La seconda squadra, la "Saga di Proteus"... tutto materiale classico che avevo già letto fra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta, ma che qui è ripresentato organicamente (anche se in b/n) e a un prezzo vantaggiosissimo, considerato quanto valgono gli albi originali.

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    Posted on May 14, 2009 | Add your feedback

Crooked Little Vein: A Novel (P.S.) By Warren Ellis
  • L'investigatore privato Michael McGill, ex Pinkerton e ora freelancer fallito, accetta di ritrovare la Costituzione degli USA per conto del cocainomane estremo che, non si sa come, è finito a capo dello staff della Casa Bianca. Non la costituzione che tutti conoscono, ma una sua versione alternativa ... (continue)

    L'investigatore privato Michael McGill, ex Pinkerton e ora freelancer fallito, accetta di ritrovare la Costituzione degli USA per conto del cocainomane estremo che, non si sa come, è finito a capo dello staff della Casa Bianca. Non la costituzione che tutti conoscono, ma una sua versione alternativa, magica e segreta che Jefferson e gli altri avevano lasciato a protezione della fibra morale del paese: una fibra che – guarda caso – si è indebolita progressivamente proprio da quando Nixon ha ceduto l’unica copia a una prostituta, il primo di continui scambi fra dubbi figuri. Con l’aiuto di una sciroccata super-promiscua di nome Trix, McGill in questa sua cerca attraverserà l’America, imbattendosi in personaggi e situazioni comicamente assurde, quasi sempre legate a curiose perversioni sessuali, fino al momento in cui dovrà prendere una decisione da cui dipenderà il futuro stesso degli USA.

    Anni fa l’inglese Warren Ellis, uno dei più famosi e quotati sceneggiatori di fumetti USA, forse il più attento al lato sociale delle nuove tecnologie, aveva scritto una serie di articoli sulle bizzarrie trovate in giro per la rete mentre si documentava per le sue storie. Nel 2007, su insistenza della sua agente per il mercato nordamericano, si è messo quasi per scherzo a scrivere quello che poi è diventato Crooked Little Vein, il suo primo e finora unico lavoro di narrativa senza immagini. Per non essere uno scrittore “di libri”, c’è riuscito pure bene. Il romanzo è divertente, tiene vivo l’interesse del lettore fino all’ultima pagina e ha dei momenti in cui, in totale naturalezza, si scoppia a ridere (a me è successo in treno) o si strabuzzano gli occhi. Soprattutto perché, al di là del sottilissimo e inevitabile velo di finzione, tutte le stranezze di cui Ellis racconta qui sono vere e sono – o almeno erano, vista la natura transitoria dei link – documentate in rete. A parte la faccenda della costituzione, ovvio. Speriamo che la Elliot Edizioni, che a quanto sembra ne ha acquistato i diritti per l’Italia, sappia cogliere come si deve lo spirito del romanzo.

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    Posted on May 25, 2009 | Add your feedback

Iron Man Vol. 1: Extremis By Warren Ellis, Adi Granov
Finished in Jan 2009

Edit / Review
Holy Tango of Literature By Francis Heaney
The Tenderness of Wolves By Stef Penney
Koba the Dread: Laughter and the Twenty Million By Martin Amis
The League of Extraordinary Gentlemen: Volume II By Alan Moore, Kevin O'Neill
The League of Extraordinary Gentlemen: Volume One By Alan Moore
The Great Game By Peter Hopkirk
Life at the Bottom: The Worldview That Makes the Underclass By Theodore Dalrymple
Infinite Jest By David Foster Wallace
Nineteen Seventy Four: (A Five Star Title) By David Peace

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