Il meglio è alle spalle, ai miei tempi si che, ecc ecc . . . amarcord
Talmente agghiacciante da essere buono per rinfrescarsi d’estate. Una delle tante versioni del “si stava meglio prima”: un’utopia retrospettiva infarcita di buonismo e buoni sentimenti ed incurante del contesto. Invece di ciucciarvi 140pag di pipponi, andate dritti a pag 139 per 2 pag di estrema sin
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Talmente agghiacciante da essere buono per rinfrescarsi d’estate. Una delle tante versioni del “si stava meglio prima”: un’utopia retrospettiva infarcita di buonismo e buoni sentimenti ed incurante del contesto. Invece di ciucciarvi 140pag di pipponi, andate dritti a pag 139 per 2 pag di estrema sintesi finale di tutto quanto scritto: leggetele ed avrete assunto la vostra dose quotidiana di cazzate. Tra gli “importanti” temi trattati (mancano sciocchezze come globalizzazione ed economia) 6pag sono dedicate alla sovrappopolazione, 16pag all’estinguersi dei sentimenti [eh?], 20pag per la tradizione demolita [mmhhh], 2pag per le armi nucleari e ben 21 per il deterioramento del patrimonio genetico [AAHHRRGGHH!]. Il Cap1 (Caratteristiche strutturali e disfunzioni dei sistemi viventi) l’ho letto due volte e non solo non ho capito cosa c’entra con la nostra civiltà, ma non ho nemmeno capito cosa voleva trasmettermi e su quale tema. Nel Cap3 (devastazione dello spazio vitale) mette l’estetica edilizia in rapporto con la morale sociale ed in due pagine passa dai danni all’ambiente ai danni dell’anima, all’allevamento delle galline in batteria per finire alle periferie urbane paragonate a tumori. I contadini sanno cose che l’umanità civilizzata ha dimenticato. Nel Cap4 cfr l’evoluzione uomo-fagiano e nel Cap6 uomo-taccola (ho dovuto cercare su google com’è fatta). Apoteosi il Cap7 sulla tradizione: quella religiosa ed il sapere irrazionale [?!] devono tornare ad avere prevalenza sull’apprendimento del nuovo e sulla scienza [??!!]; accomuna le rivolte giovanili con il nazionalismo; imperativo conservare lo status quo; la svalutazione degli anziani come forma di razzismo; perdere la cultura dei genitori sarebbe come tornare al Cro-Magnon. Per fare lo sboròne usa con scioltezza e senza spiegazioni parole come filogenesi, pavloviano, nocicettivo, ontogenesi: in fondo chi di noi non le usa normalmente a tavola conversando tra uno gnocco fritto ed uno struffolo? Ma ci faccia il piacere (cit. Totò).
Imbrigliato in una trama già scritta Moore non riesce ad essere incisivo e graffiante. Al cfr di V e Watchman questo enorme logorroico pleonastico librone ha valenza sociale e politica praticamente nulle, è pesante, lento, ridondante; minimi i cenni alla struttura sociale del tardo ottocento londine
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Imbrigliato in una trama già scritta Moore non riesce ad essere incisivo e graffiante. Al cfr di V e Watchman questo enorme logorroico pleonastico librone ha valenza sociale e politica praticamente nulle, è pesante, lento, ridondante; minimi i cenni alla struttura sociale del tardo ottocento londinese, quasi nulle le considerazioni sui riflessi nella gestione della società. Anche l’isolamento della corona dai problemi quotidiani (scollamento istituzioni-cittadini) risulta poco incisiva e gli spunti di riflessione sono pochi e poco comprensibili (i lunghi monologhi dei cap.4 e 9 e la visione del futuro del cap.10). Anche il tema della sessualità sembra usato strumentalmente per riattivare l’attenzione del lettore, cmnq inesorabilmente destinata a scemare sempre più rapidamente nel prosieguo della infinita soporifera lettura.
Una nota particolare meritano i disegni. L’intavolatura è poverissima, totalmente priva di dinamismo; guizzo creativo il cap.10 senza dialoghi ma con una incomprensible ed inaspettata decontestualizzazione onirica rispetto alla trama; evidentemente scarsissimo l’uso di strumenti di ausilio al disegno. La volontà di mostrare una società cupa e negativa porta ad un uso del nero come riempitivo che è impressionante: credo non sia sbagliato dire che in alcune parti si è disegnato con il bianco e non con il nero. I disegni sono approssimativi, mai perfettamente definiti al punto che a volte è difficile distinguere i personaggi senza riflettere attentamente sui dialoghi. Nel complesso non credo valga la pena leggere questo spaventoso mattone.
Libro dallo scopo puramente informativo; basso livello anche se si è solo curiosi, inutile per “apprendere”. Non aiuta su come comportarsi, non mostra il sostrato culturale, non fornisce rapporti causali, molti aneddoti ma nulle analisi/sintesi. Nei Cap1-3 (unici decenti) viaggiano in parallelo norm
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Libro dallo scopo puramente informativo; basso livello anche se si è solo curiosi, inutile per “apprendere”. Non aiuta su come comportarsi, non mostra il sostrato culturale, non fornisce rapporti causali, molti aneddoti ma nulle analisi/sintesi. Nei Cap1-3 (unici decenti) viaggiano in parallelo norma e prassi (legale-illegale) variamente tollerata dal Gov per impossibilità di ctrl e in parte come strumento di “apertura” sociale. Cap4-6 insulsi, mediocre il 7. Se si vuole un vero outlook sulla Cina rivolgersi a: Supply China Management (9788815149367) Cap.VII.
C1 Ingerenza/dirigismo Statale nella soc. Da Xiaoping(1979), barattate le libertà civili con la crescita economica; tocca molti temi sociali (sessualità, figlio.unico-demografia-welfare, dualismo città-campagna, media). C2 Lavoro. Con riferim a sindacati, incidenti, fasce deboli e devianza, diritti umani e sociali, clevages sociali, migrazioni interne (etnie e classismo, di nuovo il tema campagne), abusivismo delle professioni (norma e prassi). C3 Migrazioni. Stranieri in Cina (dipinge un’ostilità tra grp etnici interni che stando in Cina non ho percepito) e cinesi all’estero (lavoro o studio): troppa storia e poca analisi sociale; diplomi e falsificazione (di nuovo norma e prassi), migraz illegale in partic verso HK Taiwan Rus. Dopo i molti riferim al cleavage città-campagna, non tratta il tema migraz campagna città ed eventuale ritorno, con probl connessi. C4 Gov ostile a relig, variaz atteggiam negli anni; partic ostilità verso cattolici (qty troppo alta rispetto iscritti al partito) e Falun Gong (poco/male spiegata). C5 rapporti PRC-US, cenni a Taiwan/Nepal, poi lunghissima insulsa digressione sul musicista Tianxiao e il suo incontro con la cultura occid/US. C6 aneddoti sulla inferenza tra tradiz millenarie cinesi e way of life occid. C7 Econ ed outlook. Banale/superficiale: di nuovo cenni al clevage città-campagna, tema investimenti in partic IDE, svl econ legato allo svl sociale.
La sintesi giustifica la semplificazione, ma non il semplicismo: lo scritto è totalmente inadeguato per l’argomento che si propone di trattare; si legge in mezz’ora e non vale nemmeno questo tempo. Concetto base: la potenza egemone getta le basi della sua caduta a partire dal suo interno; tutti vogl
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La sintesi giustifica la semplificazione, ma non il semplicismo: lo scritto è totalmente inadeguato per l’argomento che si propone di trattare; si legge in mezz’ora e non vale nemmeno questo tempo. Concetto base: la potenza egemone getta le basi della sua caduta a partire dal suo interno; tutti vogliamo vedere l’egemone cadere (analisi/consideraz al ribasso di Soc.Occid decadente) e sono lieti che l’11/9 sia imputabile all’esterno perché ci pulisce le coscienze [dati a supporto? Indagini/analisi?]. In questo scenario emerge il terrorismo come lotta asimmetrica [concetto stranoto da Bull in poi] dove la mondializzazione affronta i suoi aspetti negativi [è sempre bello quando i dominatori si scontrano con la propria nemesi, per giunta interiore]. I terroristi sono soggetti integrati che sfruttano gli strumenti della modernità per minare la società occidentale mostrandole la sua debolezza: i “ribelli” valorizzano la morte mentre la società valorizza solo vita/utilitarismo [in qst modo inserisce una sorta di trascendentalità non religiosa in atti totalmente umani ed utilitaristici, ma di cui manca qualunque analisi in questo senso]. Qualche pagina sui soliti temi di uso-abuso-distorsione di immagini e media ed un paio di dotti riferimenti (il terrorismo come scrittura automatica e la guerra come proseguimento dell’assenza di politica con altri mezzi) chiudono uno scritto meno che banale.
Arbeitsgrammatik
Non c'è nulla da recensire, testo da consultazione.
Gli otto peccati capitali della nostra civiltà
Talmente agghiacciante da essere buono per rinfrescarsi d’estate. Una delle tante versioni del “si stava meglio prima”: un’utopia retrospettiva infarcita di buonismo e buoni sentimenti ed incurante del contesto. Invece di ciucciarvi 140pag di pipponi, andate dritti a pag 139 per 2 pag di estrema sin ... (continue)
Talmente agghiacciante da essere buono per rinfrescarsi d’estate. Una delle tante versioni del “si stava meglio prima”: un’utopia retrospettiva infarcita di buonismo e buoni sentimenti ed incurante del contesto. Invece di ciucciarvi 140pag di pipponi, andate dritti a pag 139 per 2 pag di estrema sintesi finale di tutto quanto scritto: leggetele ed avrete assunto la vostra dose quotidiana di cazzate.
Tra gli “importanti” temi trattati (mancano sciocchezze come globalizzazione ed economia) 6pag sono dedicate alla sovrappopolazione, 16pag all’estinguersi dei sentimenti [eh?], 20pag per la tradizione demolita [mmhhh], 2pag per le armi nucleari e ben 21 per il deterioramento del patrimonio genetico [AAHHRRGGHH!].
Il Cap1 (Caratteristiche strutturali e disfunzioni dei sistemi viventi) l’ho letto due volte e non solo non ho capito cosa c’entra con la nostra civiltà, ma non ho nemmeno capito cosa voleva trasmettermi e su quale tema. Nel Cap3 (devastazione dello spazio vitale) mette l’estetica edilizia in rapporto con la morale sociale ed in due pagine passa dai danni all’ambiente ai danni dell’anima, all’allevamento delle galline in batteria per finire alle periferie urbane paragonate a tumori. I contadini sanno cose che l’umanità civilizzata ha dimenticato. Nel Cap4 cfr l’evoluzione uomo-fagiano e nel Cap6 uomo-taccola (ho dovuto cercare su google com’è fatta). Apoteosi il Cap7 sulla tradizione: quella religiosa ed il sapere irrazionale [?!] devono tornare ad avere prevalenza sull’apprendimento del nuovo e sulla scienza [??!!]; accomuna le rivolte giovanili con il nazionalismo; imperativo conservare lo status quo; la svalutazione degli anziani come forma di razzismo; perdere la cultura dei genitori sarebbe come tornare al Cro-Magnon.
Per fare lo sboròne usa con scioltezza e senza spiegazioni parole come filogenesi, pavloviano, nocicettivo, ontogenesi: in fondo chi di noi non le usa normalmente a tavola conversando tra uno gnocco fritto ed uno struffolo?
Ma ci faccia il piacere (cit. Totò).
From Hell
Imbrigliato in una trama già scritta Moore non riesce ad essere incisivo e graffiante. Al cfr di V e Watchman questo enorme logorroico pleonastico librone ha valenza sociale e politica praticamente nulle, è pesante, lento, ridondante; minimi i cenni alla struttura sociale del tardo ottocento londine ... (continue)
Imbrigliato in una trama già scritta Moore non riesce ad essere incisivo e graffiante. Al cfr di V e Watchman questo enorme logorroico pleonastico librone ha valenza sociale e politica praticamente nulle, è pesante, lento, ridondante; minimi i cenni alla struttura sociale del tardo ottocento londinese, quasi nulle le considerazioni sui riflessi nella gestione della società. Anche l’isolamento della corona dai problemi quotidiani (scollamento istituzioni-cittadini) risulta poco incisiva e gli spunti di riflessione sono pochi e poco comprensibili (i lunghi monologhi dei cap.4 e 9 e la visione del futuro del cap.10). Anche il tema della sessualità sembra usato strumentalmente per riattivare l’attenzione del lettore, cmnq inesorabilmente destinata a scemare sempre più rapidamente nel prosieguo della infinita soporifera lettura.
Una nota particolare meritano i disegni. L’intavolatura è poverissima, totalmente priva di dinamismo; guizzo creativo il cap.10 senza dialoghi ma con una incomprensible ed inaspettata decontestualizzazione onirica rispetto alla trama; evidentemente scarsissimo l’uso di strumenti di ausilio al disegno.
La volontà di mostrare una società cupa e negativa porta ad un uso del nero come riempitivo che è impressionante: credo non sia sbagliato dire che in alcune parti si è disegnato con il bianco e non con il nero.
I disegni sono approssimativi, mai perfettamente definiti al punto che a volte è difficile distinguere i personaggi senza riflettere attentamente sui dialoghi.
Nel complesso non credo valga la pena leggere questo spaventoso mattone.
Ultime da Pechino
Libro dallo scopo puramente informativo; basso livello anche se si è solo curiosi, inutile per “apprendere”. Non aiuta su come comportarsi, non mostra il sostrato culturale, non fornisce rapporti causali, molti aneddoti ma nulle analisi/sintesi. Nei Cap1-3 (unici decenti) viaggiano in parallelo norm ... (continue)
Libro dallo scopo puramente informativo; basso livello anche se si è solo curiosi, inutile per “apprendere”. Non aiuta su come comportarsi, non mostra il sostrato culturale, non fornisce rapporti causali, molti aneddoti ma nulle analisi/sintesi. Nei Cap1-3 (unici decenti) viaggiano in parallelo norma e prassi (legale-illegale) variamente tollerata dal Gov per impossibilità di ctrl e in parte come strumento di “apertura” sociale. Cap4-6 insulsi, mediocre il 7. Se si vuole un vero outlook sulla Cina rivolgersi a: Supply China Management (9788815149367) Cap.VII.
C1 Ingerenza/dirigismo Statale nella soc. Da Xiaoping(1979), barattate le libertà civili con la crescita economica; tocca molti temi sociali (sessualità, figlio.unico-demografia-welfare, dualismo città-campagna, media).
C2 Lavoro. Con riferim a sindacati, incidenti, fasce deboli e devianza, diritti umani e sociali, clevages sociali, migrazioni interne (etnie e classismo, di nuovo il tema campagne), abusivismo delle professioni (norma e prassi).
C3 Migrazioni. Stranieri in Cina (dipinge un’ostilità tra grp etnici interni che stando in Cina non ho percepito) e cinesi all’estero (lavoro o studio): troppa storia e poca analisi sociale; diplomi e falsificazione (di nuovo norma e prassi), migraz illegale in partic verso HK Taiwan Rus. Dopo i molti riferim al cleavage città-campagna, non tratta il tema migraz campagna città ed eventuale ritorno, con probl connessi.
C4 Gov ostile a relig, variaz atteggiam negli anni; partic ostilità verso cattolici (qty troppo alta rispetto iscritti al partito) e Falun Gong (poco/male spiegata).
C5 rapporti PRC-US, cenni a Taiwan/Nepal, poi lunghissima insulsa digressione sul musicista Tianxiao e il suo incontro con la cultura occid/US.
C6 aneddoti sulla inferenza tra tradiz millenarie cinesi e way of life occid.
C7 Econ ed outlook. Banale/superficiale: di nuovo cenni al clevage città-campagna, tema investimenti in partic IDE, svl econ legato allo svl sociale.
Lo spirito del terrorismo
La sintesi giustifica la semplificazione, ma non il semplicismo: lo scritto è totalmente inadeguato per l’argomento che si propone di trattare; si legge in mezz’ora e non vale nemmeno questo tempo.continue)
Concetto base: la potenza egemone getta le basi della sua caduta a partire dal suo interno; tutti vogl ... (
La sintesi giustifica la semplificazione, ma non il semplicismo: lo scritto è totalmente inadeguato per l’argomento che si propone di trattare; si legge in mezz’ora e non vale nemmeno questo tempo.
Concetto base: la potenza egemone getta le basi della sua caduta a partire dal suo interno; tutti vogliamo vedere l’egemone cadere (analisi/consideraz al ribasso di Soc.Occid decadente) e sono lieti che l’11/9 sia imputabile all’esterno perché ci pulisce le coscienze [dati a supporto? Indagini/analisi?].
In questo scenario emerge il terrorismo come lotta asimmetrica [concetto stranoto da Bull in poi] dove la mondializzazione affronta i suoi aspetti negativi [è sempre bello quando i dominatori si scontrano con la propria nemesi, per giunta interiore]. I terroristi sono soggetti integrati che sfruttano gli strumenti della modernità per minare la società occidentale mostrandole la sua debolezza: i “ribelli” valorizzano la morte mentre la società valorizza solo vita/utilitarismo [in qst modo inserisce una sorta di trascendentalità non religiosa in atti totalmente umani ed utilitaristici, ma di cui manca qualunque analisi in questo senso].
Qualche pagina sui soliti temi di uso-abuso-distorsione di immagini e media ed un paio di dotti riferimenti (il terrorismo come scrittura automatica e la guerra come proseguimento dell’assenza di politica con altri mezzi) chiudono uno scritto meno che banale.