A me le raccolte di racconti che imitano vari generi piacciono, e questa non fa eccezione... anche se c'è un po' tanta satira di grana grossa, e nel genere avevo preferito di molto "Il Bar sotto il mare" di Benni anche se ormai ha i suoi bei 25 anni. I miei racconti preferiti sono stati la "riedizio
... (continue)
A me le raccolte di racconti che imitano vari generi piacciono, e questa non fa eccezione... anche se c'è un po' tanta satira di grana grossa, e nel genere avevo preferito di molto "Il Bar sotto il mare" di Benni anche se ormai ha i suoi bei 25 anni. I miei racconti preferiti sono stati la "riedizione" futuribile di Tosca, l'altro racconto futuristico dalle sfumature religiose e soprattutto la storia di bullismo narrata da tutti i possibili punti di vista dei partecipanti e spettatori.
Adesso che Zerocalcare è diventato il fenomeno del momento (che ho scoperto, come molti altri, attraverso condivisioni sui social network) aspettavo al varco questa sua produzione, anche se ammetto di non essermi informato molto e credevo fosse un'altra raccolta di strisce o una serie di storielle s
... (continue)
Adesso che Zerocalcare è diventato il fenomeno del momento (che ho scoperto, come molti altri, attraverso condivisioni sui social network) aspettavo al varco questa sua produzione, anche se ammetto di non essermi informato molto e credevo fosse un'altra raccolta di strisce o una serie di storielle slegate. Sono contento di essermi sbagliato, perché questa storia singola di 180 pagine che attraversa infanzia, adolescenza ed età adulta (?) del nostro è ottima, apparentemente semplice ma che in realtà porta a molte riflessioni una volta terminata sul ruolo di chi ci forma, sulle amicizie, sulla crudeltà innata dei bambini e tanto altro. Le risate non mancano, e non solo per le sue tipiche citazioni dell'immaginario collettivo di "noi quasi-trentenni", che per fortuna sono tenute a freno e non si mangiano la storia (anche se vedere Darth Vader che piglia per il culo He-Man di per sé è fenomenale!). Il finale poi è stata per me una vera sorpresa (sarà che ho un animo semplice), quasi un pugno nello stomaco che costringe a rileggere certe parti della storia sotto una luce diversa. Chapeau. Alla prossima, ZC... e grazie per la dedica sulla copia con tanto di Armadillo!
Peccato non aver seguito la trasmissione radio, avrei sicuramente potuto apprezzarla di più come l'adolescente che ero allora. Eh sì, perché trasposte sulla carta le parole di Jack Folla alias Diego Cugia non funzionano come dovrebbero: 10 e più anni dopo molte sono le parti banali e un po' ruffiane
... (continue)
Peccato non aver seguito la trasmissione radio, avrei sicuramente potuto apprezzarla di più come l'adolescente che ero allora. Eh sì, perché trasposte sulla carta le parole di Jack Folla alias Diego Cugia non funzionano come dovrebbero: 10 e più anni dopo molte sono le parti banali e un po' ruffiane, il pretesto dell'uomo che non ha più nulla da perdere funziona solo fino a un certo punto. Comunque non è poi così brutto come libro, c'è qualche spunto interessante... ed inquieta abbastanza la descrizione dell'Italia di allora che traspare, così simile a quella di adesso.
Ho acquistato il libro dopo aver assistito a una conferenza del prof. Bignami, ha confermato l'idea che mi sono fatto di lui: un buon divulgatore, attento a risultare lineare e comprensibile ma senza mai svilire la materia trattata. Pur nella mia inesperienza di astronomia, ho trovato l'argomento pi
... (continue)
Ho acquistato il libro dopo aver assistito a una conferenza del prof. Bignami, ha confermato l'idea che mi sono fatto di lui: un buon divulgatore, attento a risultare lineare e comprensibile ma senza mai svilire la materia trattata. Pur nella mia inesperienza di astronomia, ho trovato l'argomento piuttosto intrigante e ben riassunto anche per noi profani.
Quale ex-studente di liceo scientifico nonché persona che non ha saputo costruirsi un futuro, sembro proprio il destinatario perfetto per questo libro della Mastrocola, di cui avevo già letto "Una barca nel bosco". Quello era narrativa, questo saggistica, ma in entrambi i casi l'impatto è stato lo s
... (continue)
Quale ex-studente di liceo scientifico nonché persona che non ha saputo costruirsi un futuro, sembro proprio il destinatario perfetto per questo libro della Mastrocola, di cui avevo già letto "Una barca nel bosco". Quello era narrativa, questo saggistica, ma in entrambi i casi l'impatto è stato lo stesso: parte iniziale accattivante, scorrevole, condivisibile e interessante, parte finale sottotono e poco convincente. Come "addetto alle ripetizioni" di ragazzi delle scuole medie (sia come volontario sia a pagamento) sono in sostanza d'accordo sul fatto che la scuola non li ha formati, dato che me li ritrovo con lacune enormi portate dietro da chissà quanto tempo che di certo uno come me non può rimediare in due orette giornaliere... Ma torniamo al libro. Tutto sommato sono d'accordo sul discorso della perdita di autorevolezza di scuola e insegnanti, sulle riforme che vogliono trasformarla in un serbatoio di piccoli imprenditori (vi ricordate il discorso delle "3 I"?) e sull'uso a volte spinto solo dalla voglia di stare al passo coi tempi delle nuove tecnologie (a che serve la lavagna elettronica se non sanno nemmeno cosa scriverci sopra?)... però su altre cose ci andrei più cauto. Naturalmente in quanto insegnante di lettere la Mastrocola propone Tasso come "salvatore dell'umanità"; certo, allenare la mente con lo studio è e dovrebbe essere la base della scuola, ma se fosse stata, che so, un'insegnante di chimica, avrebbe detto che per raddrizzare i ragazzi il meglio sono gli zuccheri esosi e pentosi. Per cui trovo eccessivo dire che solo con le competenze date dallo studio di greco e latino si possa aprire la mente dei giovani. Alla fine, come sempre, la virtù sta nel mezzo: non è privando i ragazzi di corsi e discipline alternative e dell'uso di internet e nuove tecnologie che li si rende migliori, ma nemmeno (e su questo condivido la tesi dell'autrice) portando all'estremo gli insegnamenti dei pedagoghi e trasformando la scuola in un centro d'aggregazione dove lo studio è appiattito e ridotto ai minimi termini.
Strane storie
A me le raccolte di racconti che imitano vari generi piacciono, e questa non fa eccezione... anche se c'è un po' tanta satira di grana grossa, e nel genere avevo preferito di molto "Il Bar sotto il mare" di Benni anche se ormai ha i suoi bei 25 anni.continue)
I miei racconti preferiti sono stati la "riedizio ... (
A me le raccolte di racconti che imitano vari generi piacciono, e questa non fa eccezione... anche se c'è un po' tanta satira di grana grossa, e nel genere avevo preferito di molto "Il Bar sotto il mare" di Benni anche se ormai ha i suoi bei 25 anni.
I miei racconti preferiti sono stati la "riedizione" futuribile di Tosca, l'altro racconto futuristico dalle sfumature religiose e soprattutto la storia di bullismo narrata da tutti i possibili punti di vista dei partecipanti e spettatori.
Un polpo alla gola
Adesso che Zerocalcare è diventato il fenomeno del momento (che ho scoperto, come molti altri, attraverso condivisioni sui social network) aspettavo al varco questa sua produzione, anche se ammetto di non essermi informato molto e credevo fosse un'altra raccolta di strisce o una serie di storielle s ... (continue)
Adesso che Zerocalcare è diventato il fenomeno del momento (che ho scoperto, come molti altri, attraverso condivisioni sui social network) aspettavo al varco questa sua produzione, anche se ammetto di non essermi informato molto e credevo fosse un'altra raccolta di strisce o una serie di storielle slegate.
Sono contento di essermi sbagliato, perché questa storia singola di 180 pagine che attraversa infanzia, adolescenza ed età adulta (?) del nostro è ottima, apparentemente semplice ma che in realtà porta a molte riflessioni una volta terminata sul ruolo di chi ci forma, sulle amicizie, sulla crudeltà innata dei bambini e tanto altro. Le risate non mancano, e non solo per le sue tipiche citazioni dell'immaginario collettivo di "noi quasi-trentenni", che per fortuna sono tenute a freno e non si mangiano la storia (anche se vedere Darth Vader che piglia per il culo He-Man di per sé è fenomenale!). Il finale poi è stata per me una vera sorpresa (sarà che ho un animo semplice), quasi un pugno nello stomaco che costringe a rileggere certe parti della storia sotto una luce diversa. Chapeau.
Alla prossima, ZC... e grazie per la dedica sulla copia con tanto di Armadillo!
Jack Folla Alcatraz
Peccato non aver seguito la trasmissione radio, avrei sicuramente potuto apprezzarla di più come l'adolescente che ero allora. Eh sì, perché trasposte sulla carta le parole di Jack Folla alias Diego Cugia non funzionano come dovrebbero: 10 e più anni dopo molte sono le parti banali e un po' ruffiane ... (continue)
Peccato non aver seguito la trasmissione radio, avrei sicuramente potuto apprezzarla di più come l'adolescente che ero allora. Eh sì, perché trasposte sulla carta le parole di Jack Folla alias Diego Cugia non funzionano come dovrebbero: 10 e più anni dopo molte sono le parti banali e un po' ruffiane, il pretesto dell'uomo che non ha più nulla da perdere funziona solo fino a un certo punto. Comunque non è poi così brutto come libro, c'è qualche spunto interessante... ed inquieta abbastanza la descrizione dell'Italia di allora che traspare, così simile a quella di adesso.
I marziani siamo noi
Ho acquistato il libro dopo aver assistito a una conferenza del prof. Bignami, ha confermato l'idea che mi sono fatto di lui: un buon divulgatore, attento a risultare lineare e comprensibile ma senza mai svilire la materia trattata. Pur nella mia inesperienza di astronomia, ho trovato l'argomento pi ... (continue)
Ho acquistato il libro dopo aver assistito a una conferenza del prof. Bignami, ha confermato l'idea che mi sono fatto di lui: un buon divulgatore, attento a risultare lineare e comprensibile ma senza mai svilire la materia trattata. Pur nella mia inesperienza di astronomia, ho trovato l'argomento piuttosto intrigante e ben riassunto anche per noi profani.
Togliamo il disturbo
Quale ex-studente di liceo scientifico nonché persona che non ha saputo costruirsi un futuro, sembro proprio il destinatario perfetto per questo libro della Mastrocola, di cui avevo già letto "Una barca nel bosco". Quello era narrativa, questo saggistica, ma in entrambi i casi l'impatto è stato lo s ... (continue)
Quale ex-studente di liceo scientifico nonché persona che non ha saputo costruirsi un futuro, sembro proprio il destinatario perfetto per questo libro della Mastrocola, di cui avevo già letto "Una barca nel bosco". Quello era narrativa, questo saggistica, ma in entrambi i casi l'impatto è stato lo stesso: parte iniziale accattivante, scorrevole, condivisibile e interessante, parte finale sottotono e poco convincente.
Come "addetto alle ripetizioni" di ragazzi delle scuole medie (sia come volontario sia a pagamento) sono in sostanza d'accordo sul fatto che la scuola non li ha formati, dato che me li ritrovo con lacune enormi portate dietro da chissà quanto tempo che di certo uno come me non può rimediare in due orette giornaliere... Ma torniamo al libro. Tutto sommato sono d'accordo sul discorso della perdita di autorevolezza di scuola e insegnanti, sulle riforme che vogliono trasformarla in un serbatoio di piccoli imprenditori (vi ricordate il discorso delle "3 I"?) e sull'uso a volte spinto solo dalla voglia di stare al passo coi tempi delle nuove tecnologie (a che serve la lavagna elettronica se non sanno nemmeno cosa scriverci sopra?)... però su altre cose ci andrei più cauto.
Naturalmente in quanto insegnante di lettere la Mastrocola propone Tasso come "salvatore dell'umanità"; certo, allenare la mente con lo studio è e dovrebbe essere la base della scuola, ma se fosse stata, che so, un'insegnante di chimica, avrebbe detto che per raddrizzare i ragazzi il meglio sono gli zuccheri esosi e pentosi. Per cui trovo eccessivo dire che solo con le competenze date dallo studio di greco e latino si possa aprire la mente dei giovani. Alla fine, come sempre, la virtù sta nel mezzo: non è privando i ragazzi di corsi e discipline alternative e dell'uso di internet e nuove tecnologie che li si rende migliori, ma nemmeno (e su questo condivido la tesi dell'autrice) portando all'estremo gli insegnamenti dei pedagoghi e trasformando la scuola in un centro d'aggregazione dove lo studio è appiattito e ridotto ai minimi termini.