Un libriccino che è una vera goduria da leggere. Nonostante l'argomento del libro non sia ormai più di moda, direi che si può leggere tranquillamente soltanto per apprezzare lo stile stupendo con cui è scritto ed il fervore con cui il buon H.G.Wells ci racconta un argomento a lui caro.
Sinceramente non lo consiglierei come lettura: sicuramente si legge abbastanza bene, lo stile è fluido come in ogni loro pubblicazione, ma il problema imho è che è lungo e per la maggior parte noioso. Molto noioso.
Dopo aver letto un libro come Q risulta tanto naturale quanto errato comparare ogn
... (continue)
Sinceramente non lo consiglierei come lettura: sicuramente si legge abbastanza bene, lo stile è fluido come in ogni loro pubblicazione, ma il problema imho è che è lungo e per la maggior parte noioso. Molto noioso.
Dopo aver letto un libro come Q risulta tanto naturale quanto errato comparare ogni futura pubblicazione degli autori con quel primo, grande successo. Eppure per me è inevitabile. Così come mi era successo con 54, non sono riuscito ad appassionarmi né alla storia né ai protagonisti, ovvero alcuni indiani ed inglesi lealisti che si oppongono ai whig, i coloni ribelli che fonderanno gli Stati Uniti. La trama non è un granché, sicuramente non è lineare, ma anzi è assai sconnessa. Capita spesso di seguire alcuni protagonisti per pagine e pagine per poi vederli morire a frotte come moscerini e non sentir più parlare di loro; molti avvenimenti narrati non servono praticamente a nulla ai fini della storia, ed i loro protagonisti dopo qualche pagina vengono abbadonati come scarpe vecchie (uno su tutti: i Mohock di Londra); i capitoli poi sono troppo corti, e spesso nel giro di 10 pagine si passa tre-quattro volte da un'ambientazione all'altra seguendo i protagonisti, che poi fanno cose abbastanza noiose, tipo uno che fa un sogno, e un altro che è riuscito a cacciare un cervo. C'è anche qualche elemento magico inserito qua e là, ma che alla fin fine non serve a nulla né crea suspence. Sul finale il libro si movimenta un po', e si vede qualche sprazzo dei fasti di Q, soprattutto nelle ultime 30 pagine, piene di massacri, omicidi e torture innominabili.
Arthur e Ford, complice la Casualità a cui nulla (o quasi) nell'Universo può resistere, si ritrovano in un Universo alternativo in cui la Terra non è stata distrutta dai Vogon.
Con questo si conclude l'unica Trilogia in Cinque Parti mai scritta.
Addio Zaphod, Arthur Dent, Ford Prefect, Trillian, a
... (continue)
Arthur e Ford, complice la Casualità a cui nulla (o quasi) nell'Universo può resistere, si ritrovano in un Universo alternativo in cui la Terra non è stata distrutta dai Vogon.
Con questo si conclude l'unica Trilogia in Cinque Parti mai scritta.
Addio Zaphod, Arthur Dent, Ford Prefect, Trillian, addio ai Vogon (sì anche a loro!) e a tutti gli altri. Addio all'immenso Marvin, in assoluto il mio robot preferito (e tante scuse a Bender!)
Addio a voi, e grazie Douglas per tutte quelle pagine.
Dopo la Risposta Fondamentale sulla Vita, dopo la Domanda Fondamentale sulla Vita, ora tocca al Messaggio Finale di Dio al Creato. Non rimarrete delusi!
Un libro unico nel suo genere. Premetto che ho cambiato idea moltissime volte su questo libro, da quando lo lessi anni fa. Il che perlomeno significa che continuo a pensarci spesso.
Che dire, da dove cominciare (sono quasi 800 pagine nella versione originale)...
Un libro unico nel suo genere. Premetto che ho cambiato idea moltissime volte su questo libro, da quando lo lessi anni fa. Il che perlomeno significa che continuo a pensarci spesso.
Che dire, da dove cominciare (sono quasi 800 pagine nella versione originale)...
E' difficile inquadrare sto libro, mentre è più semplice dire cosa non è: - non è un libro di fantascienza in senso stretto (non aspettatevi astronavi, pistole laser o colonizzazione della galassia); - non penso che sia neanche un trattato religioso o un'opera religiosa in senso stretto, perché gli mancano la piattezza e la scontatezza che si ravvisano di solito in opere di questo tipo (ad esempio nei Vangeli) - un trattato di sociologia neanche, perché del trattato non ne ha le caratteristiche, e neanche del saggio.
Quindi lo definirei piuttosto un manifesto, un lungo pamphlet di 782 pagine in cui Heinlein ci descrive la sua idea di un mondo migliore.
Non entro nei dettagli della trama perché è talmente lunga e complessa che non ne uscirei più, comunque lo stile è puro Heinlein: raramente annoia, è contundente, i personaggi principali cannibalizzano (a volte letteralmente) quelli secondari, che esistono al solo scopo di magnificare i primi. Un po' come in Fanteria dello Spazio. Le analogie con quest'ultimo secondo me sono parecchie, nonostante sia un libro di Guerra mentre Straniero è un libro di Pace. La visione militaristica di Fanteria non è poi così lontana da quella pacifista di Straniero, se non altro nei toni e nei modi in cui ci viene presentata. Heinlein infatti nell'esporre le proprie idee è sempre totale e totalizzante, bisogna immergervisi a capofitto e farle proprie, per capire dove vuole andare a parare. A molti questo non è piaciuto, e lo capisco. Ad altri è piaciuto talmente tanto, che mi chiedo se l'abbiano davvero capito (soprattutto visto che è considerato il manifesto degli hippies...)
Di certo c'è che Heilein è stato dapprima accusato di essere un fascistoide guerrafondaio, e poi un freakkettone pacifista, quindi anche i suoi detrattori non è che abbiano le idee molto chiare. Maschilista sì, ecco, quello lo è più o meno in maniera costante :-)
Personalmente questo libro l'ho trovato molto bello, oltre agli originali Marziani penso che tutta la faccenda dell'Acqua, del mangiare per capire, la nuova chiesa, sono tutte idee che mi sono piaciute molto. I Marziani (quelli veri...) li ho trovati terrificanti e nonostante se ne parli poco nel libro, sono una delle immagini che meglio ricordo.
E qui mi riallaccio al discorso cristianesimo: chi legge questo libro sperando di trovarci una versione rivista e corretta (ed attualizzata agli anni '60 e alla libertà sessuale) del cristianesimo o dell'islam, rimarrà amaramente deluso. Mike il Messia è figlio di spietate, insondabili, divinità antiche che ricordano gli dei pagani, è ricco sfondato, mangia i propri simili per capirli fino in fondo e ha poteri telecinetici/telepatici sovrumani, insomma la religione (per chi ci crede, personalmente sono ateo) è qualcosa di più serio di così...
Ecco a volte ho come l'impressione che Heinlein abbia scritto parte del libro sotto gli effetti dell'LSD, cosa che forse non mi permetterà di grokkarlo mai del tutto. Comunque va letto, ed è un gran bel libro.
Piccole guerre
Un libriccino che è una vera goduria da leggere.
Nonostante l'argomento del libro non sia ormai più di moda, direi che si può leggere tranquillamente soltanto per apprezzare lo stile stupendo con cui è scritto ed il fervore con cui il buon H.G.Wells ci racconta un argomento a lui caro.
Manituana
Sinceramente non lo consiglierei come lettura: sicuramente si legge abbastanza bene, lo stile è fluido come in ogni loro pubblicazione, ma il problema imho è che è lungo e per la maggior parte noioso. Molto noioso.
Dopo aver letto un libro come Q risulta tanto naturale quanto errato comparare ogn ... (continue)
Sinceramente non lo consiglierei come lettura: sicuramente si legge abbastanza bene, lo stile è fluido come in ogni loro pubblicazione, ma il problema imho è che è lungo e per la maggior parte noioso. Molto noioso.
Dopo aver letto un libro come Q risulta tanto naturale quanto errato comparare ogni futura pubblicazione degli autori con quel primo, grande successo. Eppure per me è inevitabile.
Così come mi era successo con 54, non sono riuscito ad appassionarmi né alla storia né ai protagonisti, ovvero alcuni indiani ed inglesi lealisti che si oppongono ai whig, i coloni ribelli che fonderanno gli Stati Uniti.
La trama non è un granché, sicuramente non è lineare, ma anzi è assai sconnessa. Capita spesso di seguire alcuni protagonisti per pagine e pagine per poi vederli morire a frotte come moscerini e non sentir più parlare di loro; molti avvenimenti narrati non servono praticamente a nulla ai fini della storia, ed i loro protagonisti dopo qualche pagina vengono abbadonati come scarpe vecchie (uno su tutti: i Mohock di Londra); i capitoli poi sono troppo corti, e spesso nel giro di 10 pagine si passa tre-quattro volte da un'ambientazione all'altra seguendo i protagonisti, che poi fanno cose abbastanza noiose, tipo uno che fa un sogno, e un altro che è riuscito a cacciare un cervo.
C'è anche qualche elemento magico inserito qua e là, ma che alla fin fine non serve a nulla né crea suspence.
Sul finale il libro si movimenta un po', e si vede qualche sprazzo dei fasti di Q, soprattutto nelle ultime 30 pagine, piene di massacri, omicidi e torture innominabili.
Praticamente innocuo
Arthur e Ford, complice la Casualità a cui nulla (o quasi) nell'Universo può resistere, si ritrovano in un Universo alternativo in cui la Terra non è stata distrutta dai Vogon.
Con questo si conclude l'unica Trilogia in Cinque Parti mai scritta.
Addio Zaphod, Arthur Dent, Ford Prefect, Trillian, a ... (continue)
Arthur e Ford, complice la Casualità a cui nulla (o quasi) nell'Universo può resistere, si ritrovano in un Universo alternativo in cui la Terra non è stata distrutta dai Vogon.
Con questo si conclude l'unica Trilogia in Cinque Parti mai scritta.
Addio Zaphod, Arthur Dent, Ford Prefect, Trillian, addio ai Vogon (sì anche a loro!) e a tutti gli altri. Addio all'immenso Marvin, in assoluto il mio robot preferito (e tante scuse a Bender!)
Addio a voi, e grazie Douglas per tutte quelle pagine.
Addio, e grazie per tutto il pesce
Dopo la Risposta Fondamentale sulla Vita, dopo la Domanda Fondamentale sulla Vita, ora tocca al Messaggio Finale di Dio al Creato. Non rimarrete delusi!
Straniero in terra straniera
Un libro unico nel suo genere. Premetto che ho cambiato idea moltissime volte su questo libro, da quando lo lessi anni fa. Il che perlomeno significa che continuo a pensarci spesso.
Che dire, da dove cominciare (sono quasi 800 pagine nella versione originale)...
E' difficile inquadrare sto libro, ... (continue)
Un libro unico nel suo genere. Premetto che ho cambiato idea moltissime volte su questo libro, da quando lo lessi anni fa. Il che perlomeno significa che continuo a pensarci spesso.
Che dire, da dove cominciare (sono quasi 800 pagine nella versione originale)...
E' difficile inquadrare sto libro, mentre è più semplice dire cosa non è:
- non è un libro di fantascienza in senso stretto (non aspettatevi astronavi, pistole laser o colonizzazione della galassia);
- non penso che sia neanche un trattato religioso o un'opera religiosa in senso stretto, perché gli mancano la piattezza e la scontatezza che si ravvisano di solito in opere di questo tipo (ad esempio nei Vangeli)
- un trattato di sociologia neanche, perché del trattato non ne ha le caratteristiche, e neanche del saggio.
Quindi lo definirei piuttosto un manifesto, un lungo pamphlet di 782 pagine in cui Heinlein ci descrive la sua idea di un mondo migliore.
Non entro nei dettagli della trama perché è talmente lunga e complessa che non ne uscirei più, comunque lo stile è puro Heinlein: raramente annoia, è contundente, i personaggi principali cannibalizzano (a volte letteralmente) quelli secondari, che esistono al solo scopo di magnificare i primi. Un po' come in Fanteria dello Spazio.
Le analogie con quest'ultimo secondo me sono parecchie, nonostante sia un libro di Guerra mentre Straniero è un libro di Pace. La visione militaristica di Fanteria non è poi così lontana da quella pacifista di Straniero, se non altro nei toni e nei modi in cui ci viene presentata. Heinlein infatti nell'esporre le proprie idee è sempre totale e totalizzante, bisogna immergervisi a capofitto e farle proprie, per capire dove vuole andare a parare. A molti questo non è piaciuto, e lo capisco. Ad altri è piaciuto talmente tanto, che mi chiedo se l'abbiano davvero capito (soprattutto visto che è considerato il manifesto degli hippies...)
Di certo c'è che Heilein è stato dapprima accusato di essere un fascistoide guerrafondaio, e poi un freakkettone pacifista, quindi anche i suoi detrattori non è che abbiano le idee molto chiare. Maschilista sì, ecco, quello lo è più o meno in maniera costante :-)
Personalmente questo libro l'ho trovato molto bello, oltre agli originali Marziani penso che tutta la faccenda dell'Acqua, del mangiare per capire, la nuova chiesa, sono tutte idee che mi sono piaciute molto. I Marziani (quelli veri...) li ho trovati terrificanti e nonostante se ne parli poco nel libro, sono una delle immagini che meglio ricordo.
E qui mi riallaccio al discorso cristianesimo: chi legge questo libro sperando di trovarci una versione rivista e corretta (ed attualizzata agli anni '60 e alla libertà sessuale) del cristianesimo o dell'islam, rimarrà amaramente deluso.
Mike il Messia è figlio di spietate, insondabili, divinità antiche che ricordano gli dei pagani, è ricco sfondato, mangia i propri simili per capirli fino in fondo e ha poteri telecinetici/telepatici sovrumani, insomma la religione (per chi ci crede, personalmente sono ateo) è qualcosa di più serio di così...
Ecco a volte ho come l'impressione che Heinlein abbia scritto parte del libro sotto gli effetti dell'LSD, cosa che forse non mi permetterà di grokkarlo mai del tutto. Comunque va letto, ed è un gran bel libro.