“– Sono stato io ad assumerla? – Il responsabile del personale è stupito […] – E chi altri sennò? Lei è stato trasferito qui lo scorso luglio e come prima cosa ha preteso di occuparsi personalmente di tutte le assunzioni e i licenziamenti.” Nessuno in azienda sembra essersi accorto dell’assenza di
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“– Sono stato io ad assumerla? – Il responsabile del personale è stupito […] – E chi altri sennò? Lei è stato trasferito qui lo scorso luglio e come prima cosa ha preteso di occuparsi personalmente di tutte le assunzioni e i licenziamenti.” Nessuno in azienda sembra essersi accorto dell’assenza di questa donna, rimasta senza vita e senza nome, abbandonata all’obitorio a causa di un attentato. Solo la solerte denuncia di un giornalista porta il caso all’attenzione del proprietario della fabbrica e il responsabile delle risorse umane deve necessariamente porre rimedio alla mancanza d’umanità dell’azienda. D’altronde era stato proprio lui a rinominare l’Ufficio del Personale in Direzione delle Risorse Umane; proprio a sottolineare un’autentica attenzione dell’impresa verso i propri collaboratori.
E proprio questa missione, che si scontra anche con la sua vita famigliare, lo costringe a riflettere sul proprio ruolo. All’inizio emerge chiaramente la gravità dell’incarico, in quanto “è preferibile avere a che fare con materiali inerti piuttosto che con una fragile umanità ferita.” Nel primo caso basta infatti impartire ordini con perizia e il semplice movimento di un interruttore corregge eventuali errori.
Ma quando ci si confronta con le persone emerge un universo più variegato. Durante il viaggio in compagnia della defunta Julia Regajev (non a caso l’unico personaggio di cui conosciamo il nome proprio di persona!), il responsabile del personale riconsidera l’impegno morale di ogni uomo. Un percorso intimo e privato che si manifesta nel “bisogno non solo di eseguire degli ordini, ma di provare anche altri sentimenti” e nell’impegno a “dimostrare che ogni nostro dipendente è importante per noi, anche un’addetta alle pulizie a tempo determinato.”
Farsi carico di una responsabilità non è un atto burocratico, ma un onere del buonsenso e della capacità di giudizio di ogni persona.
Il responsabile delle risorse umane
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– E chi altri sennò? Lei è stato trasferito qui lo scorso luglio e come prima cosa ha preteso di occuparsi personalmente di tutte le assunzioni e i licenziamenti.”
Nessuno in azienda sembra essersi accorto dell’assenza di ... (
“– Sono stato io ad assumerla? – Il responsabile del personale è stupito […]
– E chi altri sennò? Lei è stato trasferito qui lo scorso luglio e come prima cosa ha preteso di occuparsi personalmente di tutte le assunzioni e i licenziamenti.”
Nessuno in azienda sembra essersi accorto dell’assenza di questa donna, rimasta senza vita e senza nome, abbandonata all’obitorio a causa di un attentato.
Solo la solerte denuncia di un giornalista porta il caso all’attenzione del proprietario della fabbrica e il responsabile delle risorse umane deve necessariamente porre rimedio alla mancanza d’umanità dell’azienda.
D’altronde era stato proprio lui a rinominare l’Ufficio del Personale in Direzione delle Risorse Umane; proprio a sottolineare un’autentica attenzione dell’impresa verso i propri collaboratori.
E proprio questa missione, che si scontra anche con la sua vita famigliare, lo costringe a riflettere sul proprio ruolo. All’inizio emerge chiaramente la gravità dell’incarico, in quanto “è preferibile avere a che fare con materiali inerti piuttosto che con una fragile umanità ferita.” Nel primo caso basta infatti impartire ordini con perizia e il semplice movimento di un interruttore corregge eventuali errori.
Ma quando ci si confronta con le persone emerge un universo più variegato. Durante il viaggio in compagnia della defunta Julia Regajev (non a caso l’unico personaggio di cui conosciamo il nome proprio di persona!), il responsabile del personale riconsidera l’impegno morale di ogni uomo. Un percorso intimo e privato che si manifesta nel “bisogno non solo di eseguire degli ordini, ma di provare anche altri sentimenti” e nell’impegno a “dimostrare che ogni nostro dipendente è importante per noi, anche un’addetta alle pulizie a tempo determinato.”
Farsi carico di una responsabilità non è un atto burocratico, ma un onere del buonsenso e della capacità di giudizio di ogni persona.