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- By George R.R. Martin
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- Ali di pietra
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- Queste oscure materie, Libro primo
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- By Agatha Christie
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- La Torre Nera (2568)
- La Torre Nera, Vol. 7
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Il Ka è come una ruota... -
Avevo intenzione di finire questa saga e fiondarmi su Anobii a scrivere una mega-recensione che ne celebrasse le lodi.
E così eccomi qua, ma...
Non ce la faccio.
Cosa mai posso dire in onore de "La Torre Nera"? Quali parole possono rendere giustizia alla saga? Quali parole possono descriverla propri ... (continue) - — Jan 16, 2011 | Add your feedback
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- Il filo rosso (270)
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Una scrittrice affermata -
Di solito si dice "scrittore affermato" quando si parla di un autore che ha riscosso un notevole successo di pubblico e/o di critica. Sinceramente non so quanto o come sia stato accolto in questo senso Il Filo Rosso, terzo e ultimo romanzo di Paola Barbato. Quello che so è che definsco ... (continue)
- — Jul 31, 2010 | Add your feedback
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1984
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*** This comment contains spoilers! ***
1984 è l'opera di un genio.
Questo è quello che mi viene in mente ogni volta che penso a questo romanzo, ogni volta che ne leggo anche solo una qualsiasi frase presa a caso. Anche perché è uno dei pochi romanzi che ho mai letto ad essere perfetto da cima a fondo. Non ha una sola frase ... (continue)
1984 è l'opera di un genio.
Questo è quello che mi viene in mente ogni volta che penso a questo romanzo, ogni volta che ne leggo anche solo una qualsiasi frase presa a caso. Anche perché è uno dei pochi romanzi che ho mai letto ad essere perfetto da cima a fondo. Non ha una sola frase fuori posto, è coerente con il suo pensiero dall'inizio alla fine.
Poi, è disturbante. Dannatamente disturbante. Lo leggi e ti colpisce a schiaffi in faccia, ti mette davanti un mondo fittizio che però vedi realmente davanti ai tuoi occhi, ti sembra vero e ti sembra il mondo che stai vivendo. Winston Smith, l'ultimo uomo, l'uomo comune: sei tu. Impossibile non immedesimarsi. Fin dall'inizio viviamo con lui, abbiamo paura e siamo contenti con lui, amiamo e odiamo, soffriamo e pensiamo in perfetta sintonia con questo personaggio.
Winston ci guida in un percorso inevitabile e non possiamo far altro che immergerci con lui nella corrente degli avvenimenti che lo riguardano. Con lui siamo convinti dell'amicizia di O'Brien, con lui odiamo il Partito e amiamo Julia. Con lui siamo convinti dell'esistenza della Confraternita e di esserne entrati a far parte. Con lui scopriamo la vera natura di O'Brien, ma non possiamo odiarlo, perché Winston non lo odia. Con lui soffriamo e ci sembra di cadere in un baratro senza fine, fatto di sofferenza e oblio. Con lui ci sentiamo deperiti, finiti, morti. Infine, con lui, ci sentiamo distrutti; distrutti dentro, psicologicamente. Il Partito ha vinto e così dev'essere, perché ce l'hanno fatto credere. Per questo il lettore non può che sentirsi disturbato. Perché Winston lo è con lui.
E questa è solo la storia di un uomo qualunque, non quella di un eroe, non quella di qualcuno che da solo riesce a salvare la situazione. Un uomo qualunque che, come tale, rimane schiacciato da ciò che è più forte di lui. Un uomo qualunque che rappresenta la speranza e anche la fine di questa, allo stesso tempo.
Un uomo qualunque: l'ultimo uomo d'Europa...
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