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Promessi vampiri
***This comment contains spoilers! ***
Vi chiederete: “Perché continui a leggere romanzetti sui vampiri, quando sai perfettamente che te ne pentirai?”continue)
Me lo chiedo anche io. In continuazione, non potete capire. Ma non posso farci niente, sono terrificantemente attratta da questi Harmony di bassissimo spessore umano. Non parliamo di spess ... (
Vi chiederete: “Perché continui a leggere romanzetti sui vampiri, quando sai perfettamente che te ne pentirai?”
Me lo chiedo anche io. In continuazione, non potete capire. Ma non posso farci niente, sono terrificantemente attratta da questi Harmony di bassissimo spessore umano. Non parliamo di spessore intellettuale, ovviamente. Non sono così idiota da ricercarlo in tutto quello che leggo, per fortuna.
La questione, qui, è semplice: quanto ci si può divertire (o intrattenere, o stordire, scegliete il termine che più vi aggrada) a leggere qualcosa che è stato palesemente prodotto da qualcuno senza nessun talento nella scrittura, il vocabolario di un criceto sotto crack e il cervello di un’americana media?
La mia personale risposta è “dipende da quanto si calca la mano”.
Una persona un giorno mi ha detto “Quando fate filosofia, muovetevi al kitch: il kitch solleva la Purezza Appiccicosa”. Il kitch, come l’orrore, è capace di evidenziare – per contrasto, in genere – i tratti fondamentali di cui l’essere umano ha bisogno nell’Arte. Viviamo in un’epoca che non è più capace di discernere il buon gusto dalla spazzatura. Abbiamo semplicemente disimparato a giudicare, a formarci uno spirito critico, a capire se e come sono presenti tratti rimarchevoli in opere di vario genere.
Nell’esagerazione si può trovare un piacevole esercizio di forma, proprio perché siamo così disabituati alle sfumature.
Per questo ho amato tanto, a livello ermeneutico, la saga di Twilight. Così come ho disprezzato l’assoluta vuotezza della saga di L.J. Smith, invece, che non riesce a contenere nemmeno critica sociale, troppo presa a descrivere brutti vestiti.
In Promessi Vampiri invece ho ritrovato tutto quello che mi aveva esilarato in Twilight, in toni persino più catastrofici, tanto da farmi seriamente pensare alla consapevole parodia per quasi metà del volume.
Avrebbe potuto perfettamente esserlo: in questo volume ci sono vampiri che si vestono con “pantaloni attillati” e hanno “spalle larghe e occhi d’ebano”, come la più collaudata delle descrizioni harmony, ma bevono anche sangue tenuto a decantare in cantina per trecento anni, infilano parole in francese senza nessuna ragione nei discorsi e si fanno spuntare i canini quando sono arrapati. Classico al punto da pensare che il ricorso alla banalità fosse accuratamente ricercato.
Le premesse erano buonissime, per la parodia: lei è una figlia di vegani (!), grassottella e con la passione per la matematica, attratta dal suo vicino di casa, un sacco di testosterone con bicipiti che “gonfiano le maniche della maglietta quasi fino a farla esplodere”. È stata adottata e ha un passato oscuro alle spalle, come ogni perfetta Mary Sue. E come ogni perfetta Mary Sue si ritrova a fare gli oscuri conti con il suo oscuro passato, sotto forma di un oscuro figuro vestito in oscuri abiti, con un oscuro nome (Lucius Vladescu: con tutta la malafede della terra chi non avrebbe esitato a pensare potesse essere un nome scelto innocentemente?) e oscure – e maleducate ma nobili e piene di classe, in confronto ai contadinotti americani (???) – maniere.
Finché la vicenda si sviluppa nel tira e molla fra i due, anche piuttosto ben caratterizzati (a lei fa schifo che lui beva sangue, lei strilla, urla, rifiuta che possano esistere vampiri, come un qualsiasi vero essere umano farebbe in realtà, costretto in una situazione assurda e paranormale; lui è disgustato dalle bassezze culturali americane, è snob, si piega a frequentare il liceo su ordini superiori ma è evidente che se lo sarebbe risparmiato volentieri), sono rimasta a leggere sogghignando delle perle di assurdità sparpagliate qui e lì con estremo godimento.
Metafore assurde, giochi di parole da prima asilo, topos da fanfiction con Mary Sue ricalcati con precisione millimetrica, in un’attenzione ai tempi narrativi da plaudere senza remore.
Questo libro poteva essere un gioiellino di delicata fattura, di superba satira e ironia perfettamente strutturata.
Sono rimasta in dubbio che lo fosse davvero fino a pagina 150, all’incirca.
Poi, lentamente ed inesorabilmente, la parodia comincia a essere tirata troppo in lungo per essere creduta ancora tale. I personaggi iniziano a comportarsi senza nessuna coerenza, escono allo scoperto le mozzafiato curve di lei e il passato angst di lui – veniva PICCHIATO, capite, povera oscura creatura circondato da oscuri zii! – e in men che non si dica ci ritroviamo nel classico romanzetto rosa sporcato di grigio, con qualche canino qua e là, la minaccia di una guerra, l’animo oscuro del tenebroso cacciatore domato infine dalla sua bella e coraggio principessa. Orrorifico nella più perfetta delle accezioni.
Corto la metà, con un altro finale e mantenendo il leggerissimo tono iniziale, questo sarebbe potuto essere un volume su come *non* trattare i vampiri. Un manuale da cui attingere. Lo è ancora, ma per sfortuna del cerebro dell’autrice non per merito suo. Ce ne faremo tutti una ragione.
Vi lascio con la mia citazione preferita dell’intero libro. Vi assicuro, ce ne sarebbero a decine da riportare, ma questa è la più significativa. (Anche se vi cito, perché sarebbe ingiusto non farlo, il fatto che in Romania sono presenti vulcani attivi, le ossa rotte in precedenza si rompono più facilmente nello stesso punto, invece di rinsaldarsi, e che la temperatura di solidificazione del sangue è quella di una sera moderatamente fredda in Pennsylvania. Alla nostra eroina si cristallizza il sangue sulla camicetta appena esce di casa. Ve lo giuro.)
"Fu come ritrovare il mio posto nell'universo, nel caos, e capii che io e Lucius avremmo potuto rimanere così, stretti l'uno all'altro, per l'eternità, che saremmo potuti esistere per sempre, come il pi greco, in un vortice di irrazionalità che non aveva tempo."