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- Uno per uno, tutti per tutti (172)
- Il potere di organizzare senza organizzazione
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By Clay Shirky -
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- Opere (31)
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By Virginia Woolf -
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Al di là del genere -
Ne parla più volte Ornella Martini nel suo capitolo in "Educare e comunicare": intendo di "Una stanza tutta per sé". Confesso, non lo conoscevo, anzi non ne sapevo nulla. Appartengo alla generazione di chi si è visto impedire l'accesso a Virgina Woolf, per una questione di genere: cosa loro, e non n ... (
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Nov 29, 2009 |
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- Assunta e Alessandro (78)
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By Alberto Asor Rosa -
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Vita di storie -
"Di tutti gli insegnamenti della Chiesa cattolica l'unico che mi sia rimasto stampato sulla pelle, nonstante il mio sforzo di liberarmene (di questo come, s'intende, di tutti gli altri) è che un giorno li rivedremo. Anzi: che ogni giorno li rivediamo". Così si conclude "dicembre", l'ultimo capitolo/ ... (
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Nov 3, 2010 |
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- Fare scene (111)
- Una storia di cinema
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By Domenico Starnone -
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Opera minore? -
Lo seguo, Domenico Starnone, fin dai suoi primi articoli da docente sul Manifesto e non ho mai smesso di amarlo. Vedendo questa uscita anomala (per editore e contenuto), un libro dedicato al cinema mi sono fatto grandi aspettative. Che non sono andate deluse, per la prima e seconda parte, cioè il pr ... (
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Jul 19, 2010 |
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- Immaginando (5)
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By Domenico Chianese, Andreina Fontana -
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Contro le immagini? -
In campo psicoanalitico, così come avviene nell'ambito della cultura dell'educazione, vige una sorta di supremazia della parola, accompagnata da una sottovalutazione di ciò che l'immagine è e fa fare. L'ideologia dominante è aiconica, quando non arriva ad essere iconofobica.
Il tutto, poi, a perenn ... (continue ) -
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May 18, 2010 |
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- Alla ricerca di Buster Keaton (25)
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By Kevin Brownlow -
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Indimenticabile -
Ogni volta che lo vedi, ti innamori e pensi che il cinema sia già tutto lì. Non potresti fare a meno di Buster Keaton e per questo trovi improponibili tutti i paragoni tra lui e altri grandi del cinema. Bastano le scene della casa ferma sui binari col treno che incombe o della discesa delle scale pe ... (
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Jan 5, 2010 |
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- L'algoritmo al potere. Vita quotidiana ai tempi di Google (85)
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By Francesco Antinucci -
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L'algoritmo al potere. Vita quotidiana ai tempi di Google
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Brividi e consolazioni -
Se ancora c’è qualcuno che dubita del carattere fuorviante dell’ahimè alquanto diffusa formula degli apocalittici e degli integrati, bene: lo sfido a leggere questo saggetto e poi a trovargli una collocazione. Da che parte potrà mai mettere il gruzzolo di considerazioni che, in margine al più recent ... (
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Nov 4, 2009 |
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- Cultura convergente (450)
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By Henry Jenkins -
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Henry Jenkins si concentra sulla figura di produttore e consumatore, allo stesso tempo, di prodotti culturali, individuando forme di partecipazione capaci di interpretare in modo attivo la vasta offerta mediatica che ci circonda.
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Nov 3, 2009 |
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- Lo spirito del tempo (99)
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By Edgar Morin -
Finished
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Ricco di riflessioni che ancora oggi risultano attualissime, Morin ci porta alla scoperta dell'industria culturale, analizzando quei prodotti culturali altamente fruibili e accessibili a tutti.
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Nov 3, 2009 |
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- Remediation (147)
- Competizione e integrazione tra media vecchi e nuovi
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By Richard Grusin, Jay D. Bolter -
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- Editoria universitaria digitale (11)
- Come la rete trasforma l'accademia
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By Nicola Cavalli -
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- Il mio corpo (46)
- Body Drama
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By Nancy Amanda Redd -
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Senza drammi -
In modo chiaro, piano, diretto le risposte alle tantissime domande sul proprio corpo che una giovane adolescente(e non solo) è indotta a farsi: come appare, come è, come odora. Indotta da che cosa, queste domande? Proprio dal leggere e anche soltanto sfogliare il libro. Prima ancora delle risposte c ... (
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Feb 1, 2010 |
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Uno per uno, tutti per tutti
Nella lettura del testo c'è subito un aspetto che stuzzica il mio interesse, quello della scala di difficoltà della collaborazione così delineata da Shirky: la condivisione, la collaborazione e l’azione collettiva. Subentra una differenza dal momento in cui mettiamo a confronto l’atto del condivider ... (continue)
Nella lettura del testo c'è subito un aspetto che stuzzica il mio interesse, quello della scala di difficoltà della collaborazione così delineata da Shirky: la condivisione, la collaborazione e l’azione collettiva. Subentra una differenza dal momento in cui mettiamo a confronto l’atto del condividere con quello del collaborare. Il primo permette la piena libertà di partecipare o meno a qualcosa di condiviso, non ci sono vincoli, nessuna complicazione per il gruppo che condivide. Mi vengono in mente Facebook e Flickr, due social network che permettono di condividere risorse consapevolmente, nel senso che l’utente può selezionare chi può fruire quella condivisione. Su un piolo più in alto c’è la collaborazione, «Collaborare è più difficile che condividere, perché richiede di cambiare il proprio comportamento per sincronizzarsi con persone che stanno cambiando il loro». Vero, la collaborazione non è per nulla facile. La predisposizione non basta, c'è bisogno di un vero e proprio scatto in avanti nel capire che non si è soli nel fare, ma il fare è dato dallo stare insieme e collaborare. Pensando ancora ai social network, anche in questo caso possono essere considerati buoni esempi, ad esempio nell’organizzazione di un’attività , nella realizzazione di contenuti collaborativi e così via. Un gradino più in su ed eccoci alla azione collettiva, Shirky ricorda come questo tipo di azioni erano già praticate in passato, prima della rete, ma che il loro costo di coordinamento era molto più elevato. Tirando le somme, il libro mi sembra una buona lettura, uno sguardo ampio “alle cose della rete”, così che anche la componente più tecnica del web 2.0 trovi una sua interpretazione sociale. (ap)